Non sequitur



Lo sappiamo: ci chiamano profeti di sventura. Tutto per noi va male, e non perché effettivamente sia così, ma solo perché, nelle menti elette di chi giudica le nostre parole, noi proviamo un piacere sottile a guardare la Chiesa con negatività e godiamo del male nel mondo. Prendete l'ultimo caso, l'ultima coincidenza

Radio Maria trasmetterà domenica 31 Ottobre la Santa Messa in rito straordinario: chi ne conosce la diffusione sa bene quanti siano i suoi ascoltatori e quale sia la sua capacità di entrare nelle case dei Cattolici. 

Orbene, casualità vuole che proprio nella settimana in cui la Messa in rito tridentino verrà trasmessa da un'emittente radiofonica, in un giorno in cui i malati e gli anziani che non possono adempiere al precetto domenicale si uniscono alla celebrazione del Santo Sacrificio attraverso la radio, guarda caso il settimanale sedicente cattolico Famiglia Cristiana esce con un servizio sui "lefebvriani". 

Il pretesto è dato da una lettera che un lettore invia al teologo di Famiglia Cristiana, chiedendogli se è peccato seguire la Messa celebrata dalla Fraternità San Pio X. Lettera che ricorda la rubrica di bon ton sui giornali per serve, in cui la fantomatica lettrice era di solito anche l'autrice della risposta... Anche perché c'è da dubitare fortemente che un cattolico che va alla Messa della Fraternità consideri autorevole fonte di lumi canonici un settimanale ultraprogressista, che non pare altrettanto sollecito a ricordare la disciplina ecclesiastica quando si farnetica di incontri ecumenici e riti acattolici.

Ma chi è il teologo Severino Dianich? un ecclesiastico? un laico? a giudicare dall'abito si potrebbe trattare di un giardiniere o di un bidello, salvo poi scoprire che attualmente è nientemeno che Vicario Episcopale per la Pastorale della Cultura e dell’Università nella Diocesi e nell’Università di Pisa, nonché Direttore Spirituale nel Seminario Arcivescovile di Pisa: la diocesi il cui ex Arcivescovo mons. Alessandro Plotti ha già meritato i nostri strali nel Settembre 2007, a Motu Proprio promulgato, allorquando ordinò: «in nessuna parrocchia si introduca l’uso del messale del 1962».

Don Dianich liquida la domanda in due righe, ricordando una notizia vera - che cioè la Fraternità San Pio X non gode ancora di un riconoscimento giuridico all'interno della Chiesa - ma omettendo che un documento della Pontificia Commissione Ecclesia Dei del 18 Gennaio 2003 dava risposta di segno opposto, riconoscendo che si adempie lecitamente al precetto domenicale assistendo ad una Messa celebrata da sacerdoti della Fraternità San Pio X e che non si commette alcun peccato, a meno che non si voglia aderire allo scisma. 

L'astuto ometto omette: se lo faccia per ignoranza o per malafede non sta a noi dirlo, ma omette, e nell'un caso come nell'altro dimostra di non poter o voler rispondere. Ammesso che l'intenzione sia quella di dare una risposta sensata, o semplicemente di tener concione turificando la liturgia riformata e screditando il venerabile rito romano. E a questi soloni che ci tediano con  lo spezzare la Parola, chiediamo: dove sta scritto Sia il vostro parlare sì sì, no no; tutto il resto viene dal Maligno?

La risposta di Dianich non c'è: non afferma e non nega. Ma il senso del suo fervorino è chiarissimo: 
[...] è stato il concilio con il Papa, l'assemblea di 2500 vescovi cattolici di tutto il mondo,  a volere la riforma, non un gruppo di teologi bizzarri.  
Il che sarebbe da verificare, anche in relazione al Motu Proprio, ed alla parificazione delle due forme del Rito Romano, quella ordinaria postconciliare e quella straordinaria preconciliare, che il Papa considera molto più autentica di quella prodotta a tavolino da professori di liturgia (leggi: i teologi bizzarri di Dianich)

Chiedi al teologo è il titolo della rubrica del settimanale dei Paolini. E noi volentieri accogliamo l'invito, ben comprendendo che a loro è inutile rivolgersi, come quando si chiede una sigaretta ad uno che non fuma, o si chiede dove sta una via a chi non è del posto.

E siccome è arcinoto che i lettori di Famiglia Cristiana sono in buona parte gli stessi che poi ascoltano Radio Maria, non c'è da stupirsi se queste anime semplici si sentiranno in dovere di non udir l'orribile Messa lefebvriana domenica prossima. 

Anche qui ci chiediamo, con enfasi retorica: interverrà qualche sostituto della Segreteria di Stato? leggeremo le intemerate di Gianni Cardinale su Avvenire, forte dell'ormai proverbiale Nihil innovetur? O si limiteranno ad ascoltare senza capire?

Commenti

  1. Ma Opportune Importune non è anche il bollettino della Casa S. Pio X dell'IMBC ?

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  2. "Opportune importune" è semplicemente una citazione di San Paolo, e questo blog non ha nulla a che vedere con i sedevacantisti. Anche la rubrica bimestrale di Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino, ha lo stesso titolo, e non credo gli si possano attribuire simpatie per l'Istituto Mater Boni Consilii...

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