Sicut in terra et in coelo



Visto che da parte dei novatori è invalsa l'abitudine di por mano alla liturgia ad ogni cambio di luna, ci permettiamo di suggerire una modifica al Pater noster che a nostro avviso è quanto mai calzante: al posto di come in cielo, così in terra si potrebbe dire come in terra così in cielo, rendendo finalmente ufficiale che non è la liturgia terrena a doversi adeguare all'eterna liturgia celeste, né la volontà degli uomini che deve adeguarsi a quella di Dio, ma il contrario. Si comprenderebbe allora il motivo delle innumerevoli deviazioni dottrinali, morali, disciplinari e liturgiche, e questa smania di portare la profanità sugli altari, la mentalità del secolo nel tempio.

Finché si continua a pregare sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra, l'incoerenza appare in tutta la sua sconsolante evidenza, ad iniziare da quanti disobbediscono non solo a Cristo, ma anche al Suo Vicario, la cui volontà - espressa in molteplici atti ufficiali - rimane pervicacemente disattesa proprio da quanti dovrebbero esserne i più fedeli esecutori. 


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