Hypocritae

Dixerunt in corde suo cognatio eorum simul: Quiescere faciamus omnes dies festos Dei a terra

Il Salmo 73 - che suggerisco di leggere per intero - è chiarissimo, ed è di monito anche per noi. E per quanti vanno in sollucchero per quattro piume sul capo dello sciamano, per la Menorah del Giudeo, per il Ramadàn del Maomettano, per le trombe dei Tibetani, financo per le prolisse liturgie degli Eterodossi, ma che guardano con orrore e disprezzo la tiara del Papa, la magnificenza dei nostri Riti millenari, la perfetta sacralità del latino, lo strepitus del Venerdì Santo, le strofe di Noi vogliam Dio.

Un popolo che rinnega i padri, gli antenati, i Martiri, i Santi, la propria storia, le antiche radici che futuro può avere? E con che diritto, dopo aver osannato la blasfema laicità dello stato e indottrinato i politici cattolici a rinnegare la Regalità sociale di Cristo in nome della dignità umana e della libertà di religione, con che diritto pretende dai figli della vedova e dai loro accoliti di veder riconosciute le feste cristiane? Per folklore?

L'ipocrisia della chiesa riformata, che ha in odio il principio monarchico che la informa e si prostituisce all'idea pseudodemocratica della Massoneria,  che freme di perverso piacere al solo nominare la solidarietà che è parodia infernale della Carità cristiana, si merita di veder cancellati omnes dies festos Dei. E' essa stessa che l'ha voluto, quando ha fatto di tutto per togliere dalle Nazioni cristiane le leggi che riconoscevano nel Cattolicesimo la Religione di Stato. Sono stati i suoi Pontefici a provocare le premesse di questi eventi odierni, quando hanno elogiato quel libera Chiesa in libero Stato che Pio IX aveva condannato nel Sillabo, quando hanno relegato in un'oscura cripta il Tabernacolo per accogliere nel tempio di Dio il pantheon ecumenico.

Se l'Europa si ricordasse del Natale, della Pasqua, dell'Ascensione e fin delle Tempora, a che servirebbe, se non per mascherare d'ipocrisia lo sfacelo postconciliare? Se le Nazioni devono essere laiche, dev'esserlo anche l'organismo che le riunisce. Se Cristo non ha il diritto di regnare sui singoli Stati, perché l'Unione Europea dovrebbe celebrarne la Nascita, la Passione, la Risurrezione?

Messori si lamenta dell'abbandono delle antiche tradizioni cristiane del nostro popolo. Ma dimentica che la loro scomparsa non è stata voluta dai fedeli, né da quanti non sono Cattolici né Cristiani: è la chiesa riformata, la sinagoga conciliare, che ha cancellato con un'opera meticolosa il latino, il gregoriano che il popolo sapeva a memoria, le Tempora, i digiuni, le Vigilie, i canti popolari, le melodie di Perosi, i Vespri della domenica, le adorazioni eucaristiche, le benedizioni, le processioni, il composto decoro della liturgia funebre, l'abito sacerdotale, il venerdì di magro, la penitenza. L'orgoglio stesso di esser Cristiani.

Era trionfalismo, dicevano i soloni del Concilio. La Chiesa doveva rinunciarvi per far propria una liturgia protestantizzata, resa ancor più sciatta dall'ignoranza e dalla trascuratezza di un clero demotivato e senza ideali. Doveva irridere ed emarginare il chierico con la veste, esaltando il prete operaio e il ribelle in abito civile. Doveva dismettere il manto regale e la corona, per rivestire i panni della serva, quando non le sconce vesti della meretrice o della mezzana. Doveva rimanere nascosta nelle sacrestie a sproloquiare di Lumen gentium, lasciando ai sindacati comunisti, ai partiti laicisti, ai divorzisti, agli abortisti, agli studenti sfaccendati il diritto di manifestare nelle piazze. Doveva togliere il velo alle donne, in nome di una fraintesa dignità su cui San Paolo avrebbe lanciato l'anatema. Doveva tacere la propria santa dottrina, lasciando che eretici e modernisti diffondessero i propri errori dai pulpiti, dalle cattedre, dai giornali sedicenti cattolici.

E così la Signora dei Popoli, la domina gentium, è finita sub tributo. Perché ora si lamenta perché con coerenza l'Europa non include il Natale in un'agenda?

Quando si scoprirà il sepolcro conciliare, imbiancato dall'alibi ipocrita della pastoralità, per scoprirne il marciume e i vermi che vi si annidano?

Commenti

  1. Spero che avvenga presto, spero davvero che nella Chiesa accada qualcosa di serio, qualcosa che la costringa a darsi una regolata, qualcosa che faccia divisione, spero che il Signore realizzi quanto ha detto, che quella spada che è venuta a portare, spada che divide e mostra i reconditi segreti del cuore, si manifesti nella Santa Chiesa, come ai tempi di Nicea, dove gli Ariani erano la maggioranza ma tutti furono chiamati a fare una scelta. Io lo vorrei un Vaticano III ma non come lo vuole Martini e Co ma per dare una sterzata seria di conversione alla Chiesa, perché non si può più continuare così, non si può più rinnegare Cristo, chiamare bene il male e male il bene, non se ne può più dell'arbitrio dei vescovi e dei preti che devastano ogni giorno come elefanti impazziti la fede della Chiesa, la fede dei semplici, che traviano il cuore dei figli di Dio inducendoli a porre la loro speranza nella menzogna e non nella Verità. Che Dio venga a giudicare la sua Chiesa, a convertire il suo cuore, a manifestare i lupi e gli agnelli e a separarli. Qui non si tratta del grano o della zizzania, qua la situazione è catastrofica!!! Spero che il 2011 porti questo!

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  2. Penso che una certa rinascita cattolica nella Chiesa a lungo termine ci sarà. Ma credo anche che essa non avverrà per un colpo di bacchetta magica, almeno non pare questa la prospettiva, vista anche la tendenza dell'attuale Papa a fare alcuni timidi passi avanti accompagnati però da altrettanti atteggiamenti difficilmente comprensibili e molto pericolosi e ambigui(come la decisione di commemorare il venticinquesimo anniversario dell'incontro ecumenico di Assisi il prossimo autunno).
    Probabilmente, saranno le spinte provenienti dal basso a correggere la rotta, magari la nascita di un nuovo e profondo movimento liturgico, la moltiplicazione di studi, libri e convegni sull'ermeneutica della continuità e sul giusto peso da dare al concilio vaticano II, la diffusione della liturgia pre-conciliare promossa da Benedetto XVI e appena cominciata.
    E'arrivato il momento di mettere in discussione tutto quanto è avvenuto nella Chiesa a seguito della tempesta conciliare e di purgare il Cattolicesimo dagli immensi danni portati dalla frenesia riformatrice irrazionale che ha contagiato anche i Papi. Ma ci vorranno decenni.

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  3. Beh, un modo di cambiare le cose sarebbe la promozione della Messa antica; la legislazione vigente, però, mette la palla nel campo dei laici. Spetta a noi formare "gruppi stabili" per la richiesta della Messa tramandata. E sinceramente credo sia questo l'unico possibile "movimento liturgico", a chiedere modifiche in parrocchia nell'ambito del rito riformato si raccolgono bernoccoli e basta.

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  4. Ottimo post condivido in pieno ma credo le cose non miglioreranno più fino al giorno stabilito "Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione" (2Tess 2,3)

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