Miranda prorsus



Un uragano vero e proprio si è scatenato il 17 dicembre 2010 a Roma, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro: un Vescovo ha proposto niente di meno che una riscoperta del magistero infallibile della Chiesa.
Dal dicembre 16 è tenuto a Roma, infatti, un grande simposio dal titolo Il Vaticano II, un concilio pastorale - Analisi storica, filosofica e teologica. Voluto dai coraggiosi Francescani della Immacolata, questa conferenza si è tenuta nella sala conferenze di Santa Maria Bambina dietro il colonnato del Bernini, vicino al Palazzo del Sant'Uffizio, in un silenzio virtuale dei media, nonostante l'attualità del tema sotto il pontificato di Benedetto XVI e la qualità dei relatori.
Due gli interventi previsti il primo giorno: quello di Mons. Gherardini, autore di Concilio Vaticano II, un dibattito aperto e il professor Roberto De Mattei, storico italiano, autore di un volume di recente dal titolo Il Concilio Vaticano II, una storia mai scritta. Entrambi hanno risposto alle critiche che il loro lavoro ha sollevato, paradossalmente in quell'area conservatrice, in cui si trovano i pochi difensori della infallibilità del Concilio.
Il 17 dicembre, è stato monsignor Schneider, vescovo ausiliare di Karaganda, che ha creato l'evento nel suo intervento sul tema del culto di Dio, come base teologica della pastorale conciliare. Offrendo una lunga antologia di citazioni selezionate, teologicamente molto ortodosse, estratte dai testi conciliari, ha presentato all'uditorio dei testi scelti del Concilio Vaticano II, "più ortodossi di Trento". La captatio benevolentiae è stata particolarmente efficace: i presenti pendevano dalle labbra del Vescovo aspettando il seguito. E' statoallora allora, che denunciando l'errata interpretazione del Concilio poi nel periodo post-conciliare, il Vescovo ha concluso il suo intervento proponendo ... la scrittura di un nuovoSillabo che condanni infallibilmente "gli errori di interpretazione del Concilio Vaticano II" .
Perché, secondo il vescovo Schneider, solo il Magistero supremo della Chiesa (il Papa o un nuovo Concilio ecumenico), possono correggere gli abusi e gli errori derivanti dal Concilio e la sua corretta comprensione e la sua ricezione, alla luce della Tradizione cattolica. Di qui la sua richiesta di un nuovo Sillabo che presenti gli errori condannati e a fronte la loro interpretazione ortodossa.
Come tanti altri da ormai quarant'anni, ci si è appellati alla decisione
infallibile del Papa per una "riformulazione" del Vaticano II. Sempre che le personalità ufficiali rispoindano alla chiamata.

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