Riserve liturgiche



In America vi sono riserve in cui gli Indiani possono vivere, col beneplacito dell'Autorità civile, secondo le proprie tradizioni. Sono riserve dai confini ben limitati, specialmente in considerazione delle terre sconfinate di cui potevano godere i nativi americani prima delle espropriazioni dei Federali. Prima si è loro tolto ogni pascolo, ogni mezzo di sussistenza, ogni corso d'acqua, ogni pezzo di legna da ardere, ogni appezzamento da coltivare; poi qualcuno ha riconosciuto che effettivamente a quei poveri Indiani si poteva lasciare qualche ettaro, a patto che non dessero fastidio.

Vi sono dei Prelati che considerano i tradizionalisti al pari degli Indiani d'America: se non danno noia, se non chiedono troppo, se non rivendicano inestistenti diritti, se non fanno proselitismo possono anche avere una Messa bassa in una chiesina nascosta, in orari impossibili, a porte chiuse... Ma dev'esser chiaro che li si tollera, che non hanno nessun diritto, che quello che si concede loro è una concessione.  Soprattutto sapendo bene che la Commissione Ecclesia Dei non ha nessuno strumento per imporre ai Vescovi o ai Parroci di obbedire, il che vanifica qualsiasi appello a Roma per impotentia coercendi dell'organo interpellato.

Ma se le cose stanno così, che bisogno c'era di scomodarsi a promulgare il Motu Proprio Summorum Pontificum? Non bastava l'Indulto della Ecclesia Dei adflicta di Giovanni Paolo II? 

La cosa più scandalosa, è che questo avviene in palese disobbedienza del Papa, e che è lo stesso Clero che subisce passivamente queste odiose prevaricazioni di certi Vescovi. Molti sacerdoti chiedono il permesso al proprio Ordinario di celebrare nella forma antica: ma perché lo fanno, quando sanno benissimo che il loro è un diritto riconosciuto dalla Sede Apostolica, e che non hanno alcun bisogno di chiedere l'autorizzazione a chi di sicuro gliela negherebbe? Che dicano la Messa antica quando e come vogliono, e se il loro Vescovo ha qualcosa da obiettare, che sia lui a prendere l'iniziativa! E lo si dica sui giornali e su internet: il Vescovo disobbedisce al Papa e non lascia celebrare un rito che Benedetto XVI ha dichiarato non esser mai stato abolito. Perché se si va in udienza da Monsignore a mendicare - a porte chiuse - il permesso per qualcosa che egli non può né proibire né autorizzare, gli si dà di fatto la possibilità di prevaricare, nel silenzio del palazzo vescovile, chi gli è per forza di cose sottomesso e che al minimo cenno di insubordinazione può esser spedito nella più remota pieve.

Lo stesso dovrebbero fare i laici: chiedano la Messa al Parroco, al loro Parroco, e non accettino di esser rinchiusi in riserve indiane, contati e identificati, schedati e sotto controllo, come nella Russia sovietica. Chi ha stabilito che ogni Diocesi deve avere una chiesa dedicata ai tradizionalisti? Di certo non il Motu Proprio, che prevede al contrario che la Messa e i Sacramenti in forma straordinaria si possano richiedere al proprio Parroco, che peraltro ha la giurisdizione su chi gli si rivolge. 

Ma i novatori sanno benissimo che, se i fedeli vedono nella propria chiesa la Messa antica celebrata dal proprio Parroco, di certo hanno meno pregiudizi e possono scoprire quanto essa sia preferibile al Novus Horror che gli è stato imposto negli anni Settanta.

Rinchiudere in spazi limitati chi desidera la Messa in rito antico è contrario alla lettera ed allo spirito del Summorum Pontificum, che con grande lungimiranza riconosce la possibilità ai fedeli di esercitare un diritto nella loro comunità parrocchiale, moltiplicando le Messe tridentine, e non limitandole come avviene nelle chiese che, con un intollerabile abuso, certi Vescovi pretendono istituire nelle loro Diocesi. 

Finché accetteremo di farci assegnare una riserva dove possiamo cantarcela e dircela tra di noi, non stupitamoci se ci trattano come gli Indiani d'America. E non meravogliamoci nemmeno se queste enclave liturgiche diventeranno luogo prediletto di tanti stravaganti che, in ambienti meno ghettizzati, si sentirebbero fuori posto

Il colmo del paradosso è che, proprio dopo averci ghettizzati, ci verranno a rimproverare di non aver spirito di comunità e di non saperci integrare con la Parrocchia...

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