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Non senza l'impudenza che li contraddistingue, certi gazzettieri sedicenti cattolici hanno voluto cogliere nelle parole di S.E. Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, espressioni di antisemitismo, quando egli ha indicato tra i nemici della Chiesa nientemeno che gli ebrei, i massoni e i modernisti. Proteste speciose, che sanno di servile e pavida piaggeria, di cortigiana adulazione e di prona lusinga all'ideologia dominante.

La Fraternità San Pio X ha emesso un comunicato, in cui precisa:

Mons. Fellay ha dichiarato: "Chi, in quel periodo, era il più contrario a che la Chiesa riconoscesse la Fraternità? I nemici della Chiesa: gli ebrei, i massoni, i modernisti ..." La parola nemici utilizzata qui da Mons. Fellay è, naturalmente, un concetto religioso e si riferisce a qualsiasi gruppo o setta religiosa che si oppone alla missione della Chiesa cattolica e ai suoi sforzi per compierla: la salvezza delle anime.

Questo contesto religioso si basa sulle parole di Nostro Signore Gesù Cristo come tramandate nei Santi Vangeli: "Chi non è con me, è contro di me: e chi non raccoglie con me, disperde."(Matteo 12:30)

In riferimento agli ebrei, il commento Mons. Fellay era rivolto ai leader delle organizzazioni ebraiche, e non al popolo ebraico, come è stato insinuato da parte dei giornalisti. Di conseguenza, la Fraternità di San Pio X denuncia le ripetute false accuse di antisemitismo o di espressioni di odio rivoltele nel tentativo di mettere a tacere il suo messaggio.
Va da sé che a costoro non interessa nulla degli ebrei (casomai dei sionisti), mentre che ciò che sta loro a cuore è rendere impresentabile la Fraternità e i suoi esponenti per squallidi intrighi curiali. Potrebbero parlare anche del clima o di calcio: i Vescovi scismatici del movimento lefebvriano, al pari di Pio XII, rimangono orribili integralisti per i quali la Nostra Aetate è carta straccia. Ma non è negando il deicidio che si salvano gli ebrei, attribuendo falsamente ad esso la responsabilità dell'infamia nazista. 




Inutile spiegare ai caudatari del sionismo che la Chiesa non è mai stata antisemita, vieppiù nel senso che si attribuisce oggi al termine. Inutile convincerli che l'errore di un popolo che un tempo fu il prediletto non legittima e non implica alcuna persecuzione razziale né religiosa, ma anzi dev'esser sprone per un'opera di caritatevole predicazione da parte dei Sacri Pastori, avente come scopo unico la sua conversione. Inutile distinguere tra "organizzazioni ebraiche" anticattoliche e semplici ebrei. Inutile spiegare che, mentre gli ebrei attendono un Messia personale, i sionisti identificano il Messia con lo stato di Israele ed il potere economico ebraico, con tutte le implicazioni che questo comporta. Qualsiasi argomento, anche suffragato dagli storici, vale zero dinanzi al pregiudizio dell'intolleranza verso la Fraternità. 

Chi intinge la penna nel veleno del preconcetto partigiano potrebbe trovare ampie dimostrazioni di quale rispetto animi i Sionisti nel confronti non solo del Pontefice Romano e della Chiesa Cattolica, ma anche dello stesso Salvatore, vilipeso e bestemmiato pubblicamente sulla stampa e nei programmi televisivi israeliani, giungendo a farne la parodia addirittura in programmi per bambini. Dinanzi a quella discriminazione, dinanzi a quel disprezzo verso i Cristiani e alla bestemmia del loro Dio nessuno osa proferire verbo.

Lesa Sinagoga: un crimine per cui Mons. Fellay, reus est mortis. 


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