Sesto cerchio



Giovanni Paolo guardo,
lo qual trasse Montin dalla via dritta. 
Se non fosse tragico, sentire che sta per concludersi il processo di beatificazione di Giovanni Battista Montini, conosciuto anche col nome d'arte di Paolo VI, susciterebbe ilarità e grasse risate. Ma dopo il santo subito non è lecito stupirsi più di nulla. 

Ovviamente un'operazione del genere non avrebbe avuto alcuna speranza quando, prima della riforma di Giovanni Paolo II del 1983 (Costituzione Apostolica Divinus perfectionis magister), esisteva il promotor fidei, detto comunemente advocatus diaboli. Era incarico del promotore della fede raccogliere prove contro la presunta santità del candidato, errori dottrinali, disobbedienza alla Chiesa, comportamenti palesemente o occultamente peccaminosi o viziosi. 

L'avvocato del diavolo avrebbe avuto un compito a dir poco agevole tanto con Giovanni Paolo II quanto con Paolo VI, per i quali la beatificazione si sarebbe arenata ancor prima di redigere la positio. Non per nulla l'intralcio è stato rimosso d'autorità, così si può dar libero corso alla grottesca apokolokyntosis dei Papi del Concilio, canonizzando questo e beatificando quelli. All'epoca dell'Impero della decadenza, tutti erano divi. Oggi son tutti beati. Pauli VI apotheosis per saturam.

A Dio piacendo, è dottrina comune che le beatificazioni non impegnano l'infallibilità papale, per cui possiamo continuare senza scrupoli di coscienza a ritenere, con una certa perfidia, che chi baciò il Corano e si fece marchiare col segno di Shiva abbia raggiunto il collega bresciano e Anastasio II nel sesto cerchio dell'Inferno: e molto più che non credi son le tombe carche.  

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PS: si vocifera che Montini di tanto in tanto sia spedito a fare un po' di moto nel terzo girone del settimo cerchio. 

Commenti

  1. venga vedere le chiese devastate...rovinate....altari distutti..balaustre vendute...santo subito!!!

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