BICEPS POTESTAS

Ripubblichiamo un articolo del 25 Ottobre 2010. 



In un interessante articolo apparso su Messainlatino, viene riportato il contenuto di una conferenza tenuta da S.E. Mons. Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Nel corso di questa intervista, si è avuta ulteriore contezza di una biceps potestas all'interno della Curia Romana, avente come soggetti da un lato il regnante Pontefice, dall'altro i Dicasteri romani e le Conferenze Episcopali: è quanto in parte abbiamo avuto occasione di osservare in un altro nostro articolo. Questa potestà dimidiata non è che un segno della crisi dell'autorità voluta dal Concilio, i cui eredi mirano ad eliminare o quantomeno a ridurre significativamente il potere del Pontefice, a tutto vantaggio di quello che essi hanno usurpato e che, solo, garantisce loro di proseguire nella demolizione scientifica e metodica della Chiesa.

Le posizioni intransigenti e chiaramente ostili ad una completa riabilitazione della Fraternità San Pio X da parte delle Conferenze Episcopali e di alcuni esponenti della Curia – in primis i soliti noti della Segreteria di Stato – appaiono in chiaro contrasto con la volontà di Benedetto XVI e dei suoi più stretti collaboratori, che se da un lato non possono sconfessare pubblicamente l'operato di altri organi della Chiesa, dall'altro dimostrano in privato tutt'altro atteggiamento e si rendono conto della insostenibilità di questa situazione. 

Padre Scott Gardner ha riferito che un Cardinale d'alto rango, parlando con lui, ha ammesso che la collegialità ha effettivamente reso la Chiesa ingovernabile.

Verrebbe da osservare che la Chiesa non è per nulla ingovernabile: è piuttosto governata da un soggetto altro rispetto al Papa, dal momento che vi sono organismi vaticani e periferici che non si sentono assolutamente sottoposti all'autorità del Pontefice, ma si credono invece pienamente autorizzati a governare a prescindere dal Papa, se non addirittura contro di lui.

Ed è chiarissimo che le due parti sono su fronti talmente opposti, da non avere alcuna possibilità di coesistenza o di coabitazione: il Papa è una persona spirituale, erudita, mite e signorile; gli altri sono dei lanzichenecchi senza fede, senza cultura e senza rispetto. Da una parte Benedetto XVI non sconfessa chi, pur essendo al suo servizio, non gli obbedisce, anzi gli disobbedisce platealmente o gli attribuisce intenzioni e volontà ch'egli mai ha espresso; dall'altra non vi è alcuna remora ad esporre il Papa alla gogna mediatica, suscitando ad arte le proteste dei facinorosi, le lamentele dei Vescovi progressisti, le critiche dei personaggi di spicco, gli scandali morali o finanziari.

Qualche esempio. 
¶ Il moltiplicarsi di esternazioni contro la liberalizzazione della Liturgia Romana, in prossimità della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, nell'estate 2007, con l'indimenticabile serie di conciliaboli e riunioni carbonare di Prelati modernisti. I libelli di Sodi e compagni contro il Motu Proprio, esposti in bella mostra in tutte le librerie cattoliche.
¶ La minima applicazione del suddetto Motu Proprio e del relativo documento applicativo, da parte della quasi totalità delle Conferenze Episcopali nelle loro nazioni e dei Vescovi nelle loro Diocesi.

¶ La correzione dell'Oremus pro Judæis nella liturgia del Venerdì Santo secondo il rito straordinario, nel Febbraio 2008, ad opera della Segreteria di Stato e non della competente Congregazione per il Culto Divino.

¶ La mancata applicazione della Lettera della Congregazione del Culto Divino ai Presidenti delle Conferenze Episcopali del 17 Ottobre 2006, con cui si chiedeva entro al massimo due anni – cioè entro il 2008 – la correzione della traduzione per tutti nella formula consacratoria con per molti.

¶ La curiosa concomitanza del caso Williamson, alla vigilia della promulgazione del decreto di revoca della scomunica alla Fraternità San Pio X, nel Marzo 2009.

¶ La nomina – promoveatur ut amoveatur – di mons. Malcom Ranjit, allora Segretario della Congregazione del Culto Divino, ad Arcivescovo di Colombo, nel 2009, dopo ch'egli aveva chiesto al Papa, assieme a mons. Gherardini e a mons. Oliveri, di correggere in chiave tradizionale l'insegnamento del Vaticano II.

¶ Il sabotaggio della tiara sullo stemma papale, apparsa e fatta frettolosamente scomparire a inizio Ottobre 2010, su ordine di un Sostituto della Segreteria di Stato, in concomitanza con le esternazioni del Card. Levada sulla riformulazione delle modalità di esercizio del Primato Petrino e le analoghe richieste di alcuni esponenti del Sinodo dell'Oriente. Il successivo ordine di rimuovere l'odiata insegna anche dai paramenti papali usati da ben tre anni.

Costoro non si farebbero alcuno scrupolo a favorire un vero e proprio scisma in seno alla Chiesa, se questo servisse a scongiurare la loro estromissione dal potere. Poiché è chiarissimo che solo di potere si tratta: le questioni dottrinali, giuridiche e disciplinari hanno un peso relativo, e sono strumentali al mantenimento del potere usurpato con il Concilio, anzi da prima del Concilio, visto che chi in quell'assise ha agito con tale efficacia si era già insediato in Vaticano ed aveva avuto modo di preparare questo silenzioso colpo di stato:

Sempre più cresceva l’impressione che nella Chiesa non ci fosse nulla di stabile, che tutto potesse essere oggetto di revisione. Sempre più il Concilio pareva assomigliare a un grosso parlamento ecclesiale che poteva cambiare tutto e rivoluzionare ogni cosa a modo proprio. [...] Le discussioni conciliari venivano sempre più presentate secondo lo schema partitico tipico del parlamento moderno (J. Ratzinger, La mia vita, pag. 97 seg.).

Il parlamentarismo è certamente una piaga della Chiesa, così come lo è delle nazioni; ma a nostro avviso dietro l'alibi democratico ed assemblearista si cela un gruppo di potere che si guarda bene dal rinunziare al ruolo di manovratore delle varie assemblee, secondo la prassi marxista. Non si accontentano di gridare Non serviam, vogliono mettersi al posto del sovrano.

Ci sia consentito di dire a chiara voce che ormai è evidente che in seno alla Chiesa di Roma è in atto una vera e propria lotta di potere, mossa da chi si sente minacciato dal pur pacificus Benedetto XVI. Né ci si accusi di voler criticare Sua Santità, o di voler mettere in discussione l'esercizio della potestà che a lui solo spetta: il nostro scopo semmai è proprio quello di far capire ai tanti disorientati che il Papa è ben conscio di questo stato di cose, e che non ha alcuna intenzione di abdicare al proprio ruolo di Pastore universale. Ed è evidente che, con la discrezione e la signorilità che contraddistinguono il suo operato, le cose stanno inesorabilmente cambiando.

A questo punto ci si chiederà: «Come possiamo contribuire, noi?»  Per assestare un colpo magistrale agli usurpatori, basta parlare di loro: la loro forza sta nel poter agire nell'ombra, nel sapersi invisibili e nel poter così operare indisturbati, specialmente di fronte all'opinione pubblica. Sono talmente pieni di sé, da credersi intoccabili e potentissimi: forse sanno esserlo con i singoli, a tradimento, o con la maldicenza, ma appena si accendono su di loro i riflettori, si ritirano inorriditi. Smascherarli, indicare i loro maneggi, scoprire le loro mosse e interpretare le finalità di quanto progettano è il modo migliore per disarmali, perché questo attira su di essi l'attenzione non solo dei Superiori e dei confratelli, ma anche dei media, che non sempre sono allineati, specialmente su internet, dove i blog sono letti assiduamente anche Oltretevere. 

E dove la semplice allusione o l'indicazione della carica ricoperta non sia sufficiente – qui legit intelligat – si facciano anche i nomi, perché non c'è nulla di male a chieder conto alle Loro Eccellenze di quel che fanno. E sarà un bel banco di prova: allora la libertà dei figli di Dio, la comunità dei credenti, il governo democratico della Chiesa e tutto il ciarpame ideologico di cui ci hanno rintronato in questi ultimi quarant'anni si dimostreranno flatus vocis, ed essi si ergeranno – guarda un po' – a difensori di quell'autorità che per primi hanno contribuito a demolire. E andranno a pestare i piedini dal Cardinal Prefetto, o a piagnucolare al Sacro Tavolo, perché non li si vuole lasciar tranquilli a distruggere la Chiesa lontano da occhi indiscreti. Piangete, cari: adesso tocca a voi.

Commenti

  1. Lei è in grado di rivelare Nomi e Cognomi nonché le relative malefatte?

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    1. Sono anni che non faccio che questo. A iniziare da mons. Piero Marini, mons. Filoni e non pochi altri...

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    2. Mi perdoni, ma costoro hanno mai obiettato? E' una forma di "silenzio-assenso"?

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  2. Come sempre carissimo Baronio, Lei dimostra tutto l'Amore con la A maiuscola alla Verità e alla Chiesa Sposa di Cristo.

    Oggi mi ha fermato per strada una persona che chiedeva parere, circa l'abdicazione di Ratzinger e sconvolta mi ha dimostrato tutto il suo stato d'animo. Ora se questo si chiama "lascio per il bene della Chiesa", lascio DI COMMENTARE a persone libere da ogni opportunismo curiale innanzitutto, nonche' libere da tradimodernismo, che sappiamo essere la nuova religione fai da te, rinvigorita dopo il cv2, la quale giorno dopo giorno, sta costruendo il pensiero di una Tradizione commistionata al modernismo, ereditati dall'accettazione dei perfidi documenti usciti al cv2.

    E' questo infatti il gioco di quanti, sono "in orante attesa", affinchè l'ultima barriera antimodernista venga abbattuta, in cambio di una prelatura o qualcosa di simile. Detto questo, è talmente elementare capire la menzogna insita in questi comportamenti e scelte, che non si può che darne giudizio negativo, che un cattolico ha il DOVERE DI ESPRIMERE, QUANDO L'ARGOMENTO TOCCA LA PROPRIA FEDE.

    Ovvio che il giudizio deve necessariamente portare nome e cognome, quando il fatto è legato ad una persona.

    Andiamo con ordine:

    1) Il cv2 ha partorito documenti che possono dire tutto e il contrario di tutto, niente è definitivo, nessuna dichiarazione d' anatema, quindi tutto può essere relativo A.... o a che cosa.....

    2) La Tradizione invece ha il linguaggio fermo ed autorevole, qualche maestrino lo etichetta fissista (conio modernista), che dimostra tutta l' ignoranza in materia.

    3) Il cv2 contrasta la Tradizione in ogni suo punto, non palesemente ma in maniera subdola, comunque non tanto difficile da smascherare GRAZIE ALLA "FISSITA" insita nell'AUTOREVOLEZZA.
    Il linguaggio cv2 ha permesso cambiamenti tali, sia sul CDC, sul Catechismo e sulla Pastorale che inevitabilmente si sono ripercossi in tutto l'impianto della Chiesa.

    DOMANDA:

    Com'è possibile pretendere di "interpretare" il cv2 alla "luce della Tradizione senza commistioni con il modernismo?

    Da quì la nuova "religione" TRADIMODERNISTA la più pericolosa perchè COMMISTIONATA al MODERNISMO e che sta ingannando, quei semplici, i quali dopo anni di torpore si sono resi conto che la Tradizione è la VERA Chiesa.

    Quindi il compito dei TRADIMODERNISTI è QUELLO DI ATTIRARE A SE questi semplici, con mezzi moderni come certi blog....

    COME RICONOSCERLI?

    SEMPLICE, il loro linguaggio, del dire e non dire, il lanciare il sasso e poi ritirare la mano, il dare spunti civetta sotto forma di pseudo perplessità e timori, il lanciare mezze denunce e con il dire mezze verità....e così all'infinito.

    Quando poi queste pseudo perplessità vengono accolte da persone, che conoscono le basi della propria religione, con retta intenzione e con ciò le carte in regola, per esprimere un giudizio, su atti, parole ad esempio dell' ex Papa, queste persone TRADIMODERNISTE, insorgono più o meno palesemente, ma con il classico linguaggio doppio del dire e non dire, ammetto e non ammetto....

    Persone che hanno tutto l'interesse di conservare l'acqua sporca dentro al catino e imbavagliare chi mette il dito per smuoverla un po'.

    Gente che non merita altro che essere smascherata per quello che è, l'aureola da bravi cattolici/e, nonchè zelanti "defensor fidei", non gli si addice proprio....


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  3. Non si tratta di linguaggio, si tratta della forma e della sostanza, forma e sostanza che portano la firma di tradimodernismo, il quale NON PERDE OCCASIONE di umiliare e tacciare, chiunque critichi o giudichi i mal comportamenti dei pastori fosseRO anche del Papa.

    Insomma, il classico caporalato modernista ….. niente di nuovo sotto il sole!
    Etichette ed offese a coloro che per amore della Chiesa e della Verità cercano di far luce su fatti e misfatti ....ETICHETTATI COME SEDEVACANTISTI....

    IL CATTOLICO, HA IL DOVERE MORALE E SPIRITUALE DI DENUNCIARE E di GIUDICARE se son atti buoni o cattivi, se sono ortodossi o non ortodossi, danni che se non denunciati con linguaggio chiaro, possono produrre danni alla Fede e di seguito alla società.

    Mi riferisco ad esempio a quei incontri e discorsi MOLTO DISCUTIBILI E TALVOLTA DANNOSI dell'attuale Ratzinger quando era Papa.

    SIGNIFICATO DI GIUDIZIO:

    Parere, Opinione, Prognostico; Facoltà intellettiva di vedere la convenienza per soggetto e predicato soggetto.

    E' bene stare alla larga o quantomeno smascherare, persone che non lasciano esprimere il proprio parere, la propria opinione, anche se potrebbe sembrare poco rispettosa…..ma chi decide chi o che cosa, quando una opinione manca di rispetto?

    Agiscono in questa maniera, perché non amano la Verità…ma solo il tornaconto personale…..infatti sono ben voluti e ricercati dai modernisti...e un motivo ci sarà....

    SLGC

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  4. Carissimo Baronio poco fa ho dovuto rispondere ad una persona che è riuscito a "vedere" il "bene e il positivo" nella scelta di Ratzinger....ecco che cosa ha scritto su un blog:

    >> mi sono applicato a una delle "attività" più proprie del cristiano: la ricostruzione del senso, la riattribuzione di significato a ciò che sembrava avere perso significato. E gradualmente, non senza dubbi e ricalcitranze, ha cominciato a collocare l'intera vicenda in un'altra prospettiva, dalla quale sta principiando a ricevere una luce molto diversa, molto più penetrante, e pacificante.<<

    E gli ho risposto così:

    Caro Anonimo, con tutto il rispetto, lei sta facendo un po' di confusione e cercherò di spiegare il perchè.

    L'abbandono di Benedetto XVI (anche se previsto) non vi è dubbio che la modalità scelta va al di là di ogni sana apologetica inanzitutto e della teologia classica.

    Benedetto ha voluto mantenere il suo nome di Papa e questo non è accettabile, perchè uno solo è capo della Chiesa, il supremo re della Chiesa di Cristo.

    Non credo affatto che questo sia stato un bene alla Chiesa, come non credo affatto che sia volere di Dio.
    Celestino V ritirandosi non mantenne il nome di Papa ma assunse quello di monaco.

    Ogni spirito di confusione che inevitabilmente porta a divisione, non può essere volontà di Cristo, che mai è contro se stesso.

    No! Io non riesco a vedere nessun lato positivo malgrado mi stia sforzando...non ho il "dono della mente aperta"

    L'atto di Benedetto XVI, non solo è di una gravità che ora non riusciamo a scorgere, ma è la pietra miliare per quanti hanno in odio il Primato di Pietro.

    Ricordo che protestanti di vario genere, hanno sempre cercato di negare che S.Pietro e S. Paolo fossero morti a Roma, si da togliere il primato anche di Roma come città eterna scelta da Dio come sede del suo vicario, in virtù del Sacrificio del Principe degli Apostoli.

    Fu grazie a Papa Pio XII, il quale ordinò scavi archeologici sotto S.Pietro, che vennero confutate definitivamente queste falsità, storiche fatte girare dai soliti nemici.

    Benedetto o meglio Ratzinger (non me la sento proprio di chiamarlo Papa ora che ha abdicato), ha scelto una strada piena di insidie che si ripercuoteranno su noi tutti.

    Il mio timore è che questa abdicazione che ha fatto non poco rumore e continuerà a farlo, non sia la svolta o la scusa, per indire un Vaticano III...con il quale si cercherà di distruggere quello che finora si è potuto salvare o salvaguardare dal cattivo Vaticano II.

    Scenari questi che a mio avviso erano già sul tavolo da tanto tempo e ora l'abdicazione, la confusione che genera tra i fedeli ( ricordo che siamo in presenza di due Papi) è la ciliegina sulla torta!

    Che ne dice Lei? E' possibile che da questa abdicazione riescano a farci bere la "necessità" di un PERICOLOSISSIMO Vativcano III?

    Postum Scrittum:

    Sono d'accordo con quanto scrive SLGC, anch'io son certa che certi blog che trattano di materia di Fede (la mia la nostra), nascondano parecchi scheletri negli armadi....ed è per questo che censurano pensieri, pareri contrari al loro sentire che inevitabilmente vengono rivolti a questa o a quel blogger che spara cavolate, togliendo il diritto alla replica, ci si ritrova nel meccanismo dittatoriale, in uso da certa gerarchia postconciliare.

    Mi sono accorta che per tacciare ogni critica verso il Papa, accusano altri di sedevacantismo....trovo vergognoso che persino l'ottimo articolo di Radaelli sia stato etichettato alla stessa maniera anche seppur velatamente.

    Tattica o ignoranza? ....... a mio parere tutte e due.....

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  5. Ma pensarla da sedevacantista è un così grave abominio? Ne parlate come se i sedevacantisti fossero degli adoratori di Satana...

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  6. Caro Lister

    NON COME NE PARLATE

    ma bensì come NE PARLANO o accusano certi moderatori/trici di blog che trattano di materia di Fede.


    Io ho solo dato ragione a SLGC che ha evidenziato questa accusa che sembra essere l'etichettatura, riservata da certi "puri/e" è rivolta a quanti criticano il mal operato dei papi postconciliari inanzitutto.....

    MI scuso se non sono stata chiara.

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  7. Sono io che mi scuso, Gemma. Ma, ormai, il termine 'sedevacantista' sembra sia diventata una parolaccia ed ogniqualvolta lo leggo, penso che lo scrivente l'intenda in quel senso...

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