Ultimo tango a Roma

Istruzioni in forma di Catechismo del Padre Pietro Maria Ferreri della Compagnia di Gesù. Venezia, 1759.



Tra i miei libri, ho trovato un vecchio volume di padre Ferreri, gesuita palermitano, dal quale riporto questi versi. Mi chiedo come egli valuterebbe i balli, e le veglie che il Comune di Roma e l'Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia dedicano, a passo di tango, al gesuita Bergoglio. 


CONTRO I BALLI, E LE VEGLIE

ODI il Savio, e 'l suo consiglio,
fuggi, fuggi il gran periglio
di que' balli, e ballerine
che son cause di rovine.

Tutti i sensi in mezzo al ballo

stanno esposti ad ogni fallo:
spesso cade in qualche errore
l'occhio, il pié, la mano, il cuore.

Qui si prende ogni licenza,

qui s'invizia l'innocenza,
qui si fan salti mortali,
mille risse e mille mali.

Qui de' scandali è la peste,

e co' balli si fan feste
non di Dio, né de' Cristiani:
del Demonio e de' Pagani.

Tolto il ballo santo e pio

di Davidde a onor di Dio,
nell'istoria divina
ogni ballo è una rovina.

Degli Ebrei col lor Vitello

finì il ballo in un macello;
a migliaia venitré
dié la morte il gran Mosé.

Un sol ballo il dì di festa

gli costo l'alma e la testa,
e il dì santo profanato
fu col sangue vendicato.

Dopo il ballo muor Sansone

con migliaia di persone;
di chi balla ecco la sorte:
gir saltando alla sua morte.

Altre volte fur rapite

quante furo al ballo unite;
oh de balli empia licenza:
immodestia ed insolenza!

Chi fè mai maggior rovina

d'Erodiade ballerina,
che col ballo traditore
dié la morte al Precursore?

Tanto piacque la saltante

ad Erode festeggiante,
che pospose a un salto indegno
il Battista e mezzo regno.

Ella poi precipitata

dentro l'acqua congelata,
ruppe il collo, e finì il giuoco
col saltar dall'acqua al foco.

Tenne mano a tanto errore

la sua madre, assai peggiore:
quante madri maledette
le sue figlie fan civette?

Quanti padri fan l'Erode,

che del mal de' figli gode?
O peggior di tutti i mostri,
che uccidete i figli vostri!

Con far balli, e veglie, e feste

fate fuoco, e fiamme e peste
dei figliuoli e delle figlie,
e spiantate le famiglie.

Quante perdono il rossore?

Quante l'anima e l'onore?
Quanti balli, e suoni, e canti
son finiti in more e in pianti?

Quanti morti sono cascati?

Quanti il Cielo ha fulminati?
Per l'offesa, e disonore
delle feste, e del Signore!

Dopo il ballo, il dì di festa

una cade, e morta resta;
cade un'altra, e resta morta,
e 'l Demonio se la porta.

Altri molti spiritati

furon tanto straziati,
che lasciar balli ed amori,
del Demonio assai peggiori.

Tu non vuoi lasciar l'usanze

degli amori, e delle danze:
dimmi un poco la cagione
della tua tentazione?

Mi dirai: questi son spassi.

Così dunque il tempo passi,
con far sempre un Carnovale,
balli, e veglie, ed ogni male?

Che bel giuoco, e bello spasso

far le feste a Satanasso!
Non ti puoi tu ricreare
quanto vuoi, senza peccare?

Tu dirai: non v'è peccato.

V'è il periglio ad ogni lato:
vi sono spesso error leggieri
gravi ancor de' mal pensieri.

Arde l'esca appresso al fuoco,

né finisce in ballo, in giuoco;
qui si fa segreta mina
che poi scoppia in gran rovina.

Tu dirai: sono nostre usanze

far gli amori, e veglie, e danze.
Sono usanze pien d'errori,
con i Canoni e i Dottori.

Il Concilio Toletano,

con decreto sovrumano,
vieta i balli, che son peste
de' costumi, e delle feste.

Tu dirai: questa è la via

per trovar la compagnia:
balli, amori, suoni e canti
sono le fiere degli amanti.

Con quest'arte del Demonio

cerchi il santo Matrimonio?
O che buon preparamento
di peccati al Sagramento!

Sono abusi pien d'errori!

Non i bagli, né gli amori;
buone doti, e qualitadi
fan le nozze e i parentadi.

Da Dio vien la buona sorte,

buona moglie, e buon consorte:
e a chi più si porta bene
Dio la dona, e la mantiene.

Ma dov'entra un folle amore

entra spesso un gran furore;
e una sorte maledetta
degli error fa la vendetta.

Così mostra ogni sentenza,

e ragione, ed esperienza.
Segui dunque il buon consiglio:
fuggi i balli e ogni periglio.


Commenti

  1. "C'è una vita laica prima della scelta religiosa di Jorge Mario Bergoglio, che, riletta col senno del poi, desta stupore.

    Giocatore di basket, un diploma di perito chimico, una fidanzata. Con cui ballava il tango.

    Poi la vocazione.

    A svelare la biografia del nuovo Pontefice è stata l'autrice de "Il gesuita", dedicato nel 2010 a Jorge Bergoglio.

    La giornalista Francesca Ambrogetti ha incontrato l'allora cardinale, e ha pubblicato con Sergio Rubin il libro-intervista.

    Padre torinese, Jorge Mario "parla benissimo il dialetto piemontese, è molto vicino alla cultura italiana".

    Ama leggere Dostoievski, Borges e i classici, latini e greci, "I promessi sposi" e la "Divina Commedia", la poesia di Holderlin.

    Beethoven il suo musicista preferito.

    Il film che ha visto e rivisto tante volte è "Il pranzo di Babette", mentre il quadro che ama di più è "Crocefissione Bianca" di Chagall.

    Nel capitolo "Mi piace il tango" si racconta che il giovane Bergoglio aveva anche una fidanzata: "Era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare".

    "Poi ho scoperto la vocazione religiosa, il 21 settembre, quando qui si festeggia la primavera". "


    mi dispiace ma c'è veramente troppa leggerezza, quando invece bisogna essere seri.

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  2. Reverendo, leggo da alcuni mesi ormai il suo blog con molto piacere. Condivido i dubbi, le domande e anche i timori che lei e i tanti lettori del blog manifestate... anzi sono quasi quasi contenta, credevo di essere l'unica! Mi rincuora essere in comunione con tanti fratelli che amano con tutto il cuore la Santa Romana Chiesa.
    Poco fa ho trovato questo articolo ( http://www.ilfoglio.it/soloqui/17847) e leggendolo ammetto che ho avuto paura. che ne sarà della Chiesa di Cristo, del primato petrino?? La promessa "non prevalebunt" possiamo credere non verrà meno... eppure mi pare che stiamo scivolando verso la dissoluzione... non so...
    Mi sono confrontata con il mio parroco (che non è un giovincello in jeans e chitarra per internderci...anzi è "cresciuto" alla scuola del cardinale Biffi) e lui mi ha assicurato che l'elezione del sommo pontefice è divina, quello che viene eletto è la persona voluta da Dio, e questo ci deve bastare.
    Ora... io sono cresciuta alla scuola della santa obbedienza e quindi anche rispetto al papa Francesco ho fatto atto di obbedienza... eppure continuo a sentire un'inquietudine...

    la ringrazio per le parole che vorrà donarci. Le chiedo anche di ricordare nella preghiera la mia famiglia e miei tre figli. grazie!
    sia lodato Gesù Cristo

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  3. Tenga a mente la data, Eminenza: 1759.

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  4. Grazie del bellissimo testo che ho subito stampato.
    don Bernardo

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  5. Mi rifaccio a quanto detto da Rossella, non tanto per rassicurarla, quanto per dare un fondamento al suo allarme. Infatti sappiamo dal Catechismo della Chiesa Cattolica che

    "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il 'mistero dell'iniquità' sotto la forma di una IMPOSTURA RELIGIOSA che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima IMPOSTURA RELIGIOSA è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne" (CCC, 675).

    Ora, se il Magistero dice che, alla fine dei tempi, vi sarà un' "impostura religiosa", dobbiamo dare per certo che essa riguarda la Chiesa. E se è "impostura", essa dovrà essere "imposta". Da chi? Non dal Popolo di Dio, il quale non ha alcuno strumento per "imporre" alcunché; né dal basso clero o dai vescovi, i quali devono rispondere alla Suprema potestà del Papa. In ultimo, nemmeno dai cardinali, per le identiche ragioni, benché abbiano un certo potere di condizionamento.
    L'unica autorità, in seno alla Chiesa Cattolica, che ha il potere di "imporre" è il Vescovo di Roma, cioè il Papa.
    Dobbiamo pertanto dedurre che a "imporre" l' "impostura religiosa" sarà un Papa, che potremo tranquillamente definire "impostore".
    Tuttavia, ci sono quei passi dei Vangeli (Mt 16,18s; Lc 22,32), che impediscono di pensare a un Papa come a un "impostore".
    A meno che non si tratti di un "Vescovo di Roma", eletto da un Collegio di cardinali in data posteriore alla riconsegna delle chiavi da parte di Pietro al legittimo Proprietario.

    Chi sarà mai l' "impostore"?

    Tuttavia, sappiamo che "la dimensione mariana della Chiesa precede la sua dimensione petrina" (GIOVANNI PAOLO II, Lett. Ap. Mulieris dignitatem, 27, nt. 55). Per cui, in questo preciso momento storico, a reggere la Chiesa di Cristo è Maria, che ne è Madre.

    In definitiva, credo che gli avvenimenti di questi ultimi mesi - la rinuncia di Benedetto, l'elezione di Francesco - abbiano molto a che fare con la Visione di Fatima e il "Vescovo vestito di Bianco", in cui possiamo ravvisare, a mio avviso, l'Agnello-Cristo che "offre se stesso in sacrificio di riparazione" (cfr Is 53,10), per lavare il peccato in cui la Madre Chiesa è caduta con l'elezione di un antipapa massone. Egli è il suo Figlio, dono fatto da Maria al Padre celeste, un dono "fatto col Cuore".

    "Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà".

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  6. Nella situazione in cui si trova la Chiesa oggi, la peggiore in dottrina di tutti i tempi, non ci resta che sperare in un intervento Divino. Solo N.S.Gesù Cristo può metterci risparo. A noi non rimane che P R E G A R E.

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