Bella Fra'


Nolite jugum ducere cum infidelibus. Quae enim participatio justitiae cum iniquitate? aut quae societas luci ad tenebras? quae autem conventio Christi ad Belial? aut quae pars fideli cum infideli? (II Cor. VI, 14-15)

Se un medico prescrive una cura sbagliata al proprio paziente, viene radiato dall'albo. Se un professore insegna teorie non conformi al programma ministeriale, viene licenziato. Se un ingegnere sbaglia i calcoli di un edificio e ne provoca il crollo, gli si vieta di esercitare la professione. Ma se un sacerdote, un Vescovo o addirittura un Papa insegna qualcosa di contrario alla dottrina cattolica, non succede nulla. Anzi, tutti esultano, o al massimo si voltano dall'altra parte...

Domenica scorsa, in occasione della visita alla parrocchia romana del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, papa Francesco ha invitando a trovare consolazione alle sofferenze quotidiane “quelli che sono cristiani, con la Bibbia, e quelli che sono musulmani con il Corano”, perché “uno solo è Dio: lo stesso”. 

Inutile dilungarci sulle conseguenze mediatiche delle esternazioni papali e fare mille distinguo sulla loro eventuale portata magisteriale. Anche il chierico del primo anno di Seminario dovrebbe sapere che un Pontefice non può insegnare infallibilmente ex cathedra eresie, ma chi sia dotato di un minimo di buon senso sa altrettanto bene che il nuovo Magistero Mediatico, che ha sostituito quello Apostolico, viene colto dalla massa come unica espressione dell'insegnamento della Chiesa: se lo dice il Papa, è vero. E sperare che la flebile voce di padre Lombardi possa scalfire le uscite infelici del Pontefice è ridicolo, oltreché ingenuo. 

A tal proposito pare quantomeno assurdo quanto scrive, pur con le migliori intenzioni, mons. Antonio Livi, nel suo intervento su La Bussola Quotidiana:

Meglio allora, come ho detto, lasciar perdere le tante interpretazioni delle intenzioni del Papa che certi malintenzionati impongono all’opinione pubblica cattolica manipolando il contenuto dei suoi discorsi: ci si attenga ai suoi insegnamenti ufficiali, e certamente si vedrà che – al di là di iniziative di “dialogo” che possono essere imprudenti o accenni ad argomenti dottrinali che possono risultare ambigui – i capisaldi della dottrina cristiana non sono minacciati.

Mons. Livi ci invita a non ascoltare il Papa quando parla in forma non ufficiale, e giunge a riconoscere che iniziative di “dialogo” possono essere imprudenti e che accenni ad argomenti dottrinali possono risultare ambigui. Siamo al paradosso: viene pacificamente dato per normale che un Pontefice possa dire eresie in ambito dottrinale finché non parla in forma ufficiale, e che diventi poi il più strenuo difensore dell'immutabile dottrina cattolica quando agisce come Supremo Pastore. Un Lutero in forma privata e un San Tommaso in forma ufficiale.

Da ormai cinquant'anni l'abitudine papale di dare un colpo informale al cerchio dell'eresia e uno ufficiale alla botte dell'ortodossia ha causato disastri immani: da Paolo VI ad oggi è tutto un susseguirsi di discorsi e gesti che più o meno esplicitamente vanno in senso progressista, contraddetti da documenti magisteriali di segno opposto. Il fatto che sotto il profilo mediatico abbiano più eco e presa sulle masse i primi, e che i secondi siano fatti passare quasi sotto silenzio non tocca minimamente le menti egregie della Gerarchia, che anzi su questo equivoco intollerabile ha costruito la nuova chiesa conciliare, che vive in condominio con la Chiesa Cattolica nello stesso Palazzo Apostolico. 

Come si può affermare allora che i capisaldi della dottrina cristiana non sono minacciati? E quand'anche dovessimo considerare il Vicario di Cristo come affetto da uno sdoppiamento della personalità e gli prestassimo ascolto nei soli atti magisteriali, cosa dovremmo dire degli errori contenuti nell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, che a rigore dovrebbe far parte degli atti ufficiali di Magistero?

Al n. 255 di quel documento leggiamo:
Essa [la libertà religiosa] comprende “la libertà di scegliere la religione che si considera vera e di manifestare pubblicamente la propria fede”.

Poi prendiamo il Sillabo, al n. 15, e troviamo la stessa proposizione, condannata da Pio IX: 
È libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera.

E ancora:
Come cristiani non possiamo considerare l'Ebraismo come una religione estranea, né includiamo gli ebrei tra quanti sono chiamati ad abbandonare gli idoli per convertirsi al vero Dio.
Uno sguardo molto speciale si rivolge al popolo ebraico, la cui Alleanza con Dio non é mai stata revocata. 

Queste proposizioni sono in aperta opposizione all'insegnamento della Sacra Scrittura (Matth XXVI, 28; Marco XIV, 24; II Cor III, 10; Eb VII ,22; I Cor XII, 3 e XVI, 22), e contraddicono anche il Concilio Ecumenico di Firenze:

La sacrosanta Chiesa Romana crede, professa ed insegna fermamente che la materia riguardante l’Antico Testamento, la Legge Mosaica, che si divide in cerimonie, riti sacri, sacrifici e sacramenti, poiché essi vennero stabiliti per significare qualcosa di non ancora avvenuto, anche se furono propri del culto divino di quel tempo, dopo la venuta di Nostro Signore, essi hanno cassato la loro funzione, e hanno avuto inizio i sacramenti del Nuovo Testamento (DS 1348).

E la Lumen Fidei non è da meno, come ha egregiamente illustrato il prof. Enrico Maria Radaelli. 

Non è possibile affermare che la stampa interpreti le affermazioni di Bergoglio pro domo sua, ossia per la causa dell'Anticristo: basta semplicemente ascoltare le parole del Papa per accorgersi che in esse vi è una nota che stride anche all'orecchio del semplice, e vieppiù a quello di chi conosce la dottrina cattolica. 

I casi limite eretti da Bergoglio a paradigma, quali il povero gay che cerca sinceramente Dio o la divorziata che ha abortito ed è pentita, sono degli assurdi che presuppongono una situazione astratta dalla realtà: chi confessa abitualmente sa benissimo che i gay che strepitano nelle loro grottesche parate e chiedono il riconoscimento di inesistenti diritti si guardano bene dal cercare Dio, anzi Lo odiano e Lo bestemmiano, e con Lui odiano la Chiesa e il Papa. La divorziata assassina, se è così pentita come dice, si aspetta forse di essere trattata dal confessore come una madre che, a costo di mille sacrifici, vive nella fedeltà al coniuge ed alleva cristianamente la prole? Perché questa indulgenza contro chi col suo stesso comportamento dimostra di rifiutare ostinatamente Cristo, e viceversa tanta severità con quanti ad esempio manifestano una cura ostentata della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa (anche qui Bergoglio usa il caso limite), come i tradizionalisti, i Frati dell'Immacolata o le mille altre vittime del disprezzo della Gerarchia? o con chi, per citare mons. Livi, resta sconcertato e scandalizzato credendo di assistere alla liquidazione della Chiesa ad opera dello stesso suo Capo visibile

Afferma ancora monsignor Livi: 
Di questo Papa, come di ogni Papa, non debbono necessariamente interessare tutti i discorsi estemporanei, soprattutto se non vengono poi riprodotti negli Acta Apostolicae Sedis.

Avevano forse bisogno Nostro Signore, o San Pietro, o San Gregorio Magno di pubblicare i loro discorsi negli Acta Apostolicae Sedis? Qui stiamo scadendo in un formalismo da azzeccagarbugli, che copre con codicilli una situazione di sovversione e di apostasia generale. E in quest'apostasia, non uno si leva nel fantomatico Collegio Episcopale ad ammonire il Papa, come fece l'Apostolo delle Genti con Cefa. 

Un uomo che non si veste da Papa, che non abita negli Appartamenti del Papa, che non si comporta da Papa e che non parla da Papa, può esser ostinatamente considerato tale solo perché non si ha il coraggio di trarre le debite conclusioni? Può esser accettabile addebitare le colpe di questo pubblico scandalo ai giornalisti, o peggio ancora considerare i fedeli come dei poveri visionari? E' così scarsa la considerazione in cui certo Clero tiene i fedeli, da pensare di poter ancora, dopo cinquant'anni di imbrogli e menzogne, raccontare la favola bella del Concilio? 

Commenti

  1. Oggi p. Cavalcoli rincara la dose su la bussola quotidiana. ....

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  2. Eminenza, le altre parole del papa nella visita alla parrocchia del S.Cuore, la caratterizzano per eccesso di serietà e tristezza, lei è una statua, non può dire "si deve fare questo", non pensi di avere la ricetta in mano solo perchè cita S.Paolo e la Sacra Scrittura. Sa cosa le accade, facendo così? A non lo sa? Lei finisce male! Non ci crede? Poverino, legga qui:
    "Il Papa sul tema della riforma della Chiesa - si legge in una cronaca pubblicata oggi dall’Osservatore Romano - ha invitato i giovani a 'fare chiasso' e a muoversi, evitando comportamenti troppo rigidi. In proposito ha raccontato di essere stato invitato una volta a tenere una conferenza “a un gruppo di giovani che volevano rinnovare la Chiesa: erano tutti seri... Poi, nella messa, tutti con le mani incollate, rigidi... Ma io ho pensato a un certo momento che avevo davanti a me delle statue, e non delle persone. E questi dicevano: ‘Si deve fare questo...’. Avevano la ricetta. Poverini, tutti sono finiti male. Per questo, prendere le cose con serietà non significa giocare alla serietà. Significa gioia, preghiera, cercare il Signore, leggere la Parola di Dio, fare festa... Questa è la serietà cristiana."

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    1. Fare chiasso, vulgo fare casino.

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    2. Dopo Francesco nulla sarà più lo stesso.

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    3. maddai...come il mitico lorenzo cherubini (in nomen omen...ma anche no) in arte jovannotti. solo che il jova e' arrivato prima: 1-2-3- casino!! e poi ciao mamma guarda come mi diverto e-e-e-o-ohh. che le abbia scritte durante qualche nuova e partecipata messa postconciliare?

      rocco

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    4. Chissa' quanta vera gioia cristiana procura al Vescovo di Roma il trattamento riservato ai F.F.I....tutto misericordia ,tolleranza , dialogo....

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    5. "Chi confessa abitualmente sa benissimo che i gay che strepitano nelle loro grottesche parate e chiedono il riconoscimento di inesistenti diritti si guardano bene dal cercare Dio, anzi Lo odiano e Lo bestemmiano, e con Lui odiano la Chiesa e il Papa".

      Chi confessa abitualmente anche se di rado si trova pure il gay, come tutte le categorie del genere umano. Trovo che questo tipo di valutazione non corrisponda assolutamente al reale (tutti i gay sono quelli delle parate?). Ci possono essere gay atei e anticlericali, come etero atei e anticlericali. Per quanto riguarda il fatto che un gay non cerca Dio ed è contro la Chiesa, come mai nei seminari - da che tempo è tempo - c'è sempre stata una percentuale di gay? Magari alcuni non sono stati modelli e sono stati scacciati pure da tre seminari di seguito ma altri hanno saputo essere casti e ora sono preti. Queste cose un vero confessore le sa e non sa solo questo....

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    6. Sono completamente d'accordo con quanto chiaramente argomenta Baronio. Anche sull'articolo precedente che ho trovato sul blog letturine.
      Coraggio!
      Preghiera, penitenza, sacrificio e azione. Non so ancora in che modo concreto si possa agire e resitere, e ci sto pensando da parecchio tempo.
      Bisogna resitere all'autorità che sat demolendo la Chiesa.
      Si terrà poi la veglia di preghiera di fronte a s.ta Maria Maggiore?
      purtoppo abito molto lontano da Roma (più di 500 km).
      Può inidcarci lei, reverendo, qualche forma di resitenza lecita e legale, come quella di s. Paolo di fronte a s. Pietro?
      Può darci qualche consiglio?
      Anche in modo non così pubblico.
      Grazie. grazie per celebrare ogni giorno la s.ta Messa degli apostoli.
      Capreolo.

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    7. Comunque " gioia,preghiera,cercare il Signore, leggere la Parola di Dio, far festa " è ciò che contraddistingue i cattolici e li distingue dai protestanti. Non si dice di fare chiasso o casino,ma neppure esser sempre seri e concentrati ideologicamente e programmaticamente. In Germania ad Augusta (Augsburg) c'è una cattedrale divisa in due, metà ai cattolici e metá ai protestanti. È interessante verificare quella differenza tra la vita cattolica,compreso il "casino", e l'ideologia gelida e morta dei protestanti. Quando ci sono andato, nella parte cattolica colori, dipinti, fiori, profumo d'incenso.,statue, il coro magnifico e gli strumenti che accompagnavano la messa con la musica di Haydn, e in fondo qualcuno in piedi con bambini che camminavano e facevano casino,ogni senso era coinvolto e l'anima si gonfiava di partecipazione : la vita. Di là,nella parte protestante, tutti seduti nei loroosti fermi e silenziosi che ascoltavano il pastore in una navata grigia,spoglia e fredda: la religione morta dell'ideologia. Se facendo casino si coinvolgono le persone e le si riporta in chiesa e al l'osservanza dei precetti,ebbene evviva il casino. Senza per questo disprezzare i momenti di riflessione, di adorazione silenziosa, di preghiera interiore. Est modus in rebus.

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    8. le mani incollate sono forse la mani giunte in atteggiamento orante?Allora Francesco dovrebbe anche stigmatizzare la Madonna così come è apparsa a Fatima,davanti alla cui statua ha recentemente celebrato.Ella ha inoltre una espressione dolcemente seria

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    9. @ Anonymous delle 19:48

      Il mio consiglio è iniziare a seguire le Messe della Fraternità San Pio X, abbandonando le parrocchie. Almeno andare solo alle Messe tridentine, e rifiutare categoricamente qualsiasi compromesso con la setta conciliare. Con serenità, ma senza cedimenti. E soprattutto spiegando al proprio parroco che il motivo di questo allontanamento non sta nella volontà del fedele di aderire ad un'altra chiesa, ma al contrario nel voler rimanere cattolico, quando dal Papa all'ultimo prete conciliare non si riesce ad avere il minimo insegnamento ortodosso. E magari destinare il 5 per mille alla Fraternità San Pio X, assieme alle offerte domenicali. E per i propri figli, chiedere l'esonero dalla lezione di Religione, con la motivazione che quel che viene insegnato non è la Religione Cattolica.

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  3. Ma ti pare che a Messa si debba stare rigidi, a mani giunte, in adorazione!!
    Casino bisogna fare! E vai con le chitarre, i bongo, il tango ed i bellaciao!!!
    "Questa è la serietà cristiana" (?!?!)

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  4. Che la Santissima Vergine e S. Michele Arcangelo veglino su di Lei.
    Continui a confermarci nella retta fede, ve n'è una disperata necessità.

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  5. Non riesco a trovare , nel sito della s.Sede, le parole di Francesco sui musulmani citate da Baronio. Quando le ha dette? Durante l'omelia (non sono state riportate) o a braccio in un'altra occasione?

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    1. Le citazioni di Bergoglio sono tratte dalla stampa.

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  6. Con riferimento all'invito di papa Bergoglio a trovare consolazione alle sofferenze quotidiane “quelli che sono cristiani, con la Bibbia, e quelli che sono musulmani con il Corano”, perché “uno solo è Dio: lo stesso”, si consideri al riguardo il giudizio espresso dal suo collega Pio XI nell'enciclica Mortalium animos: "Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo»....«Chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio».
    Bella Frà!

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    1. E secondo mons. Livi dovremmo far finta che papa Francesco non abbia detto un'eresia... Della serie: "Non gli date retta, quando parla a braccio non bisogna ascoltarlo". Cose inaudite.

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    2. Io non arrivo a spiegarmi come Francesco sia potuto diventare Papa.Per me e' veramente un grande mistero.Pur sapendo che le assemblee si possono facilmente influenzare , io mi chiedo come ha potuto un cardinale avanti con gli anni e di secondo o forse terzo piano essere eletto Papa con tanta facilità. Vorrei anche dire che mons Livi e tanti altri come lui hanno sempre pensato che bisogna essere fedeli alla Chiesa ed al Papa vicario di Cristo in terra e su questo hanno (abbiamo)basato la loro vita di fede. Con P.Francesco si (ci) sono ritrovati ,credo per la prima volta nella storia ,con un Papa che parla tanto e spesso a sproposito. Cosa fare? E' un bel dilemma.Paul

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    3. Veramente è inaudito che non uno sprovveduto,ma un Monsignore,illustre filosofo,sia costretto ,per difendere il concetto di continuità,ad esortare a non ascoltare i discorsi papali,in quanto possono contenere imprudenze e ambiguità,di cui però non dobbiamo stupirci,è tutto normale.C'è da trasecolare,ma non si trasecola da parte della maggioranza,perchè l'abitudine a un progressivo scivolamento ha anestetizzato le menti

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