La bestemmia dell'ecumenismo

Il trionfo della Chiesa Cattolica, Pieter Paul Rubens, Museo del Prado




UICUMQUE vult salvus esse, ante omnia opus est, ut teneat catholicam fidem: quam nisi quisque integram inviolatamque servaverit, absque dubio in aeternum peribit. 

Simbolo atanasiano


Non v'è dubbio che si possano annoverare decine e decine di passi del Magistero della Chiesa, in cui l'ecumenismo, così come viene praticato oggi dalla Gerarchia, sia inappellabilmente condannato. Ed anche la Sacra Scrittura, tanto nell'Antico quanto nel Nuovo Testamento, non lascia dubbi circa l'obbligo di rendere alla Divina Maestà un culto esclusivo, e il dovere di predicare a tutte le genti battezzandole nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo. 


Vedete dunque che Io solo sono Dio, e non vi è altro dio all'infuori di me (Deut. XXXIII, 39).

Riteniamo nondimeno che sarebbe opportuno soffermarci su un aspetto che forse sinora è stato trattato solo marginalmente dai difensori dell'Ortodossia cattolica, e che viene ignorato totalmente dai fautori dell'ecumenismo irenista inaugurato da Giovanni Paolo II con l'incontro di Assisi, rinnovato da Benedetto XVI dopo le pressioni del sinedrio modernista e che temiamo troverà la propria apoteosi sotto il Pontificato di Francesco. 

Al di là delle speculazioni dottrinali, pur estremamente importanti, si dovrebbe considerare ciò che l'ecumenismo nega della nostra Fede: i due dogmi principali della Santissima ed Individua Trinità e dell'Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Chi in nome dell'ecumenismo afferma - come abbiamo disgraziatamente sentito ripetere anche da Romani Pontefici - che gli Ebrei o i Maomettani adorano il nostro stesso Dio, nega di fatto il dogma trinitario e la divina Redenzione, perché riduce la Fede cattolica ad una mera espressione del monoteismo, e ignora - o, peggio, considera trascurabile - l'essenziale differenza tra la Rivelazione cristiana e le credenze di chi cristiano non è e non vuol essere. 

Senza Incarnazione, la nostra salvezza sarebbe stata impensabile, poiché la Divina Maestà offesa dai nostri progenitori non avrebbe potuto ricevere una degna riparazione da parte di Colui che, vero Dio e vero uomo, ha potuto offrirsi come vittima per riscattarci dal potere del Maligno. E senza Trinità, non vi sarebbe un Figlio di Dio che avrebbe potuto, in quanto Dio Egli stesso, riparare con un valore infinito alla colpa di Adamo, infinita a causa dell'oggetto dell'offesa. 

Che un cattolico, e vieppiù un Pastore, possa osare tanto, dopo aver ricevuto la Grazia di rinascere per mezzo del Battesimo alla vita eterna e di essere elevato alla dignità di figlio di Dio, non può che meritare la più ferma condanna, quale risposta alla sua apostasia più o meno dichiarata. Chi agisce in tal guisa, è come se rifiutasse le ragioni stesse della propria Fede, come se affermasse implicitamente che la divina Rivelazione, ed ancor prima l'essenza stessa del Dio Trinitario e la Redenzione operata dal Dio fatto uomo non sono importanti. 

Presupporre che anche i non battezzati possano salvarsi ed avere la vita eterna semplicemente credendo in un unico Dio, implica due conseguenze opposte: che questa salvezza sia stata estesa a tutta l'umanità a prescindere dall'adesione di ogni uomo alla Fede cattolica (Redemptor hominis); oppure che non vi sia alcun bisogno di salvezza, essendo l'uomo esente dal peccato originale (neo pelagianesimo). In entrambi i casi si incorre in una contraddizione, in un vero e proprio inganno ai danni di chi necessiterebbe viceversa di soccorso spirituale, oltre ad offendere sommamente il Signore Iddio, che è Verità suprema. 

Nel primo caso, si nega a priori che la Seconda Persona della Santissima Trinità si sia incarnata propter nos homines et propter nostram salutem, per giustificare il dialogo ecumenico e poter dire ai seguaci della Sinagoga e della Mezzaluna ch'essi adorano il nostro medesimo Dio: ma se la Trinità e l'Incarnazione non sono essenziali alla salvezza, come si può affermare che siano salvi anche i non Cristiani, se non vi è stata alcuna Redenzione, né per i credenti né per i non credenti? O forse il Signore salva chiunque, violando anche la libertà del singolo di rifiutare questa Redenzione, quasi prendendolo per i capelli e costringendolo a condividere la Sua gloria in Cielo, della quale il non battezzato è ontologicamente incapace di godere, come un cieco di vedere la luce del sole? Se i non credenti, secondo le affermazioni di molti autorevoli Prelati, sono liberi di rimanere nel loro errore e di propagandarlo, non dovrebbero parimenti esser liberi di morire in esso?

Nel secondo caso, se si nega che il peccato originale abbia corrotto l'umana natura e che quindi non vi sia alcun bisogno di Redenzione, allora si afferma che la Redenzione non abbia nessun motivo, o che sia un'invenzione della Sacra Scrittura e un'impostura della Chiesa Cattolica. Costoro sputano sulla Croce di Cristo, sulle Sue Piaghe, sulla Sua Passione, e con Nostro Signore morto e risorto per noi offendono anche la Santissima Trinità, che si è degnata salvare l'uomo, o che si sarebbe rivelata a lui per fargli credere di necessitare di una salvezza eterna ch'egli meriterebbe comunque. 

E come si realizza, per ciascuno, la Redenzione? Tramite i Sacramenti: il Battesimo, che ci incorpora nella Chiesa di Cristo e ci monda dal peccato originale; tramite la Cresima, che ci conferma nel bonum certamen e ci rende testimoni e soldati di Cristo; tramite la Confessione, che ci purifica, per i meriti infiniti di Nostro Signore, dai peccati personali; tramite l'Augusto Sacramento Eucaristico, che ci alimenta spiritualmente e unisce intimamente al nostro Dio; tramite il Matrimonio, che santifica l'unione naturale degli sposi e moltiplica i figli di Dio, istruiti nella Sua santa Legge all'interno del focolare domestico; tramite l'Ordine Sacro, grazie al quale vengono consacrati i Ministri che amministrano i Sacramenti; tramite l'Estrema Unzione, che conferisce la grazia per affrontare la malattia e la morte santamente. E tutti questi Sacramenti hanno come centro il Santo Sacrificio della Messa, in cui viene consacrato il Corpo e Sangue del Signore, ed è rinnovato in modo incruento il Sacrificio del Golgota. 

Chi dunque afferma che gli eretici che negano ad esempio la Presenza Reale, o il peccato originale, o l'Ordine Sacro siano comunque parte della Chiesa, vanifica l'opera della Redenzione, che si realizza per i singoli fedeli attraverso la grazia veicolata nei Santi Sacramenti. E vanificare l'opera della Redenzione, implica il disprezzo per il mistero dell'Incarnazione, quindi della Trinità. E chi pensa che il dogma del Purgatorio, la dottrina dei Suffragi, l'Immacolata Concezione, o anche solo l'Infallibilità Papale siano poca cosa, rispetto al fatto di credere in Gesù Cristo, dimostra di essere indegno del nome cristiano, poiché tutte le verità della nostra Fede hanno uguale dignità dinanzi a Dio, che di esse è autore, rivelatore e custode, e che è Verità Egli stesso. 

Chi propaganda l'ecumenismo, e lascia intendere che ci si possa salvare grazie all'appartenenza alle sette o a qualche forma di idolatria, offende Nostro Signore nella Sua divina Regalità, perché non solo si rifiuta di riconoscerLo come Universale Sovrano che ci ha riscattati sulla Croce e cui debbono obbedire i singoli, le società e le nazioni; ma toglie sudditi al Suo Regno, lasciando ch'essi siano schiavi di Satana e spacciando per libertà la loro ribellione al mite giogo di Cristo ed alla Legge divina. Per questo non potevano sopportare di sentir cantare nell'inno di Cristo Re: submissa tecum fulgeant tibi dicata insignia; colant magistri, judices; leges et artes exprimant, e lo hanno relegato alle ore minori dell'ufficio dei morti. Che governi su di loro, dicono: noi abbiamo già il nostro re: non habemus regem, nisi Caesarem. Vedranno troppo tardi quanto il tiranno che governa il secolo presente saprà tradire a sua volta coloro che già tradirono Cristo. 


Il trionfo della Chiesa Cattolica, incoronata di tiara e con il Ssmo Sacramento in mano.

Vi è infine un ultimo aspetto dell'ecumenismo da considerare, ed è a nostro avviso il più deleterio e il più blasfemo: la rinuncia alla predicazione del Vangelo, in aperta disobbedienza al mandato del Salvatore, e il presentare come facoltativa l'adesione di ciascuno al Credo professato ed insegnato dalla Chiesa. Il far credere che il messaggio salvifico di Cristo non abbia alcuna forza cogente per gli uomini, ma che si ponga come una tra le tante opzioni presenti in un ipotetico supermercato delle religioni. L'affermare che la dottrina cattolica sia una proposta cui è lecito aderire o meno per salvarsi.

Il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso. 
I padri conciliari sapevano ciò che significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare.
Vai a convincere un altro che si faccia cattolico? No, no, no! Vai ad incontrarlo, è tuo fratello. E questo basta.  
Ai lontani dalla Chiesa [io dico:] vi rispetto... il Signore non fa proselitismo, ti rispetta.

Queste proposizioni contraddicono l'ordine del Salvatore: 

Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato (Matth. XXVIII, 19-20). 
Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Mc. XVI, 15-16). 

Non vi può essere dialogo con chi non crede, perché il dialogo implica un rapporto di parità che tra Verità ed errore è impossibile. E se si professa di voler promuovere l'ecumenismo per amore dei lontani, si cade in un travisamento grossolano della Carità cristiana, la quale è fondata in Dio, Carità Egli stesso, e parimenti somma Verità. 

Amare il prossimo, volergli bene, significa desiderare e ricercare ciò che è bene per l'anima sua: confermarlo nell'errore, lasciargli credere ch'egli possa salvarsi senza la Chiesa o che addirittura non abbia alcun bisogno di salvarsi, è volere il suo male, la sua dannazione. Ed oggi più che mai occorre denunziare questa impostura vergognosa, che ingiuria Iddio e lascia precipitare nel fuoco eterno anime destinate al Cielo. Amare il prossimo significa render testimonianza alla Verità e condurre l'errante, con l'esempio e la parola, alla conversione. Anche perché prima di amare il prossimo, occorre amare Dio, che vuol essere amato per come Egli è e Si è rivelato.

Questo atteggiamento rinunciatario e di qualunquismo teologico, in nome del quale chi tace la Verità per venire accolti nel salotto buono del mondo, tradisce non solo l'assenza di amore verso il Signore, ma anche l'assoluta mancanza del santo timor di Dio, che è il principio della saggezza (Ps. CX). 


Il trionfo della Chiesa Cattolica.


Ultima conseguenza dell'ecumenismo, e dell'insegnare false dottrine che contraddicono al Magistero cattolico, è defraudare la Chiesa della sua autorevolezza, che le viene dall'esser depositaria della Verità rivelata; poiché, se la Chiesa affermava di esser infallibile allorché condannava e scomunicava gli eretici; se era infallibile quando insegnava il dogma del Purgatorio e dell'Inferno, del quale secondo alcuni essa dovrebbe oggi chieder perdono; se era infallibile quando proclamava l'Extra Ecclasiam nulla salus: come può esserlo ancora oggi, quando i suoi Ministri affermano esattamente il contrario, mettono in dubbio il Purgatorio, riformano il Limbo, si inventano una nuova dottrina sull'Alleanza con i Giudei, propagandano l'ecumenismo, negano la Divina Regalità di Cristo, demoliscono la Santa Liturgia e perseguitano coloro che in passato sarebbero stati additati come confessori della Fede? 

E se non aveva autorità la Chiesa di ieri nell'insegnarci la Verità oggi rinnegata, quale autorità può reclamare la chiesa di oggi, che rinnega le Verità di ieri? E quale autorità avrà la Chiesa di domani ritornata a Cristo, dopo esser stata screditata e vilipesa dai suoi stessi capi? 

E che dire della predicazione dei Santi Padri, censurati nei loro scritti quando non sono conciliarmente corretti? Del Magistero dei Pontefici precedenti all'assise romana, messi a tacere come retaggio di un passato da dimenticare e di cui chieder perdono? Che dire dell'eroismo dei Santi Martiri, uccisi in odio a quel Dio e a quella Chiesa che oggi si comporta né più né meno che come i pagani, accettando tutte le religioni ammesse nell'Impero? Dei Santi Confessori, e delle schiere di Vescovi, sacerdoti e laici perseguitati dai regimi anticristiani? Tutti rinnegati, traditi, sbeffeggiati addirittura, solo per piacere al mondo e mettere insieme un'accolita di menzogneri e arroganti - generatio prava atque perversa - che simulano una indegna parodia della vera Chiesa di Cristo. 

Certo, sappiamo che gli usurpatori, i lupi travestiti da agnelli (e da pastori), i servi dell'Anticristo non parlano a nome della Chiesa, ma del loro padre, che è il padre della menzogna e il principe di questo mondo. E che spesso si limitano a ripetere quel che loro ordina una Loggia, o qualche setta infame. Ma l'autorità di cui essi godono in quanto Pastori permette loro di avere ascolto nei fedeli, nei semplici, negli ignoranti, e naturalmente anche nei prevenuti, nei nemici di Cristo, in chi odia la Sua Chiesa: costoro poi amplificano gli errori dottrinali e li diffondono sui giornali, su internet, in televisione, e li portano a testimonianza del loro agire, che appare quasi benedetto dalla Gerarchia. E intanto i loro errori vengono presentati come la nuova dottrina conciliare, il credo della nuova chiesa, cui ci si deve adeguare se non si vuol fare la fine di mons. Levebvre o, più recentemente, dei Frati dell'Immacolata, certo meno coraggiosi ma pur sempre in odore di cripto-lefebvrianismo per il solo fatto di predicare la sana dottrina e celebrare saltuariamente la Messa cattolica. 

Un ecumenismo a senso unico, ancora una volta: che si pratica solo con chi è fuori dalla Chiesa, mentre con i membri di qualsiasi movimento o gruppo anche solo vagamente tradizionalista, lo slancio ecumenico e il cercare punti in comune in nome del dialogo svanisce come nebbia al sole, e li si inquisisce per far loro accettare financo le virgole della Dignitatis humanae o gli apici della Gaudium et spes; li si condanna al rogo mediatico se osano ordinare sacerdoti senza il permesso di una chiesa che da cinquant'anni rinnega se stessa e il proprio Dio; li si martirizza se non bruciano incenso dinanzi all'idolo conciliare. 

Quale disastro! Quale danno gravissimo per la Chiesa! quali nuove sofferenze per il Corpo Mistico! E quale scandalo per i buoni, che si sentono abbandonati dai loro Pastori, anzi da essi perseguitati e sconfessati dinanzi al mondo. Un mondo che oggi li deride, ma che forse in futuro si sentirà autorizzato, proprio in grazia di questa mentalità ratificata dall'alto, a trarli in carcere in nome delle leggi antidiscriminatorie, nel silenzio della Gerarchia. 


Commenti

  1. Caro Baronio,

    Ti ricorda delle parole di Bergolio a Scalfari?

    Quello che lui ha detto sulla coscienza, il bene e il male, è l'anima dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. Qualcuno che ha una idea del bene, ha una idea del bene supremo (Dio). Quindi, se tutti hanno libertà di seguire quello che chiamano bene, e questo per Papa Francesco è un bene, hanno anche libertà per fare e seguire un Gesù diverso dal conosciuto e presentato dalla Chiesa, come gli altri hanno la libertà di seguire gli altri falsi dei (che loro stessi hanno creato).

    L'incontro d'Assisi è l'immagine più forte di questo, perchè è solo una riunione di vari uomini che hanno idea diversa di che cosa sia Dio, il bene supremo e professano insieme la libertà di seguire esattamente quello che considerano essere il bene supremo. Per analogia, nell ecumenismo questo se centra in Gesù, tutti le altri chiesuole e la Chiesa ortodossa hanno un concetto diverso di Gesù. Seguire questo concetto diverso e non Gesù, è il bene per questo ecumenismo.

    Sappiamo per la dottrina tradizionale che l'errore non ce diritto, ma la Chiesa conciliare ci insegna che è la verità che non ce nessuno. S. Atanasio ha detto: "Se il mondo è contro la verità, Atanasio è contro il mondo". Questa Chiesa ci dice:"Se la verità é contro il mondo, la Chiesa conciliare è contro la verità". Questi uomini e papi conciliare sono di un basso livello tanto grande che parlano del mondanismo nella Chiesa, ma come evitare questo mondanismo se loro stessi hanno deciso aggiornare la Chiesa al mondo moderno? S. Agostino fa la distinzione tra il mondo creato per Dio e quelli che amano il mondo tale come lui è. Sembra che il mondo come creato e desiderato da Dio è più diverso che il mondo moderno e che loro hanno fatto un aggiornamento per amare il mondo tale come lui è...

    Un saluto dal Brasile

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  2. Chiedo perdono a Baronio per averlo aspramente criticato in passato. Ma si era sotto Benedetto XVI felicemente regnante, e non avevo tutti gli strumenti per discernere. Quando è arrivato Bergoglio le cose sono cambiate in me. Non mi riconosco in questo signore e nei suoi atti, e soprattutto nelle sue parole. Ha detto bene lei, Eminenza, come può la Chiesa vera sconfessare se stessa? come si può dire che il proselitismo è una solenne sciocchezza, rendendo così inutile l'esistenza stessa della Chiesa? Mi perdoni Baronio, un anno fa la criticai, oggi la appoggio, ben più consapevole e grazie anche ai suoi articoli. Non si faccia silenziare da nessuno, la prego, così che altri possano aprire gli occhi.
    Ritengo che la Chiesa sia in grossi guai, come ai tempi dell'arianesimo. Prego Iddio e la Vergine di aiutarci tutti, nel frattempo mi converto alla Messa di sempre.
    Ancora le chiedo perdono e spero che voglia accettare le mie scuse.

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    1. Per carità, si immagini! Mi fa piacere che anche Lei, che dimostra di avere retta intenzione, si sia accordo del disastro provocato dal Concilio. Questo è il tempo della prova, che anticipa la persecuzione...

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    2. Puro e semplice nostalgismo, un po' patetico. Ma è bene che esistiate in modo da far comprendere quanto possa essere pericoloso il fanatismo religioso.

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    3. Vede, caro Anonimo, le Sue parole dimostrano - semmai ve ne fosse bisogno - l'atteggiamento di spocchiosa degnazione con cui i seguaci della setta conciliare considerano chi non si vergogna ad affermare le Verità della Fede. Quando Lei era forse ancora nella culla, o in mente Domini, io esercitavo già il mio ministero: a quei tempi il modernismo era ancora più o meno sotterraneo, si nascondeva agli occhi della Gerarchia nei cenacoli dei Gesuiti, e nessun Vescovo - men che meno il Padre comune - avrebbe osato predicare gli errori che oggi sono considerati come normali ed insegnati dallo stesso Bergoglio. Quella era la Chiesa cattolica, già minata nelle sue fondamenta, ma pur sempre cattolica. L'avvento di Roncalli fu il segnale per lo scatenarsi di tutte le forze che si erano tenute ben celate, e un confratello mi rimproverò di non voler accettare il rinnovamento auspicato usando più o meno le Sue parole. Perchè ero fanatico? Perché continuavo a portare il cappello romano, mentre molti l'avevano gettato nel Tevere e facevano la posta ai consultori progressisti all'uscita della Basilica per farsi notare, per avere un autografo, per avere qualche invito a cene di eretici e modernisti. Molti di costoro sono oggi mitrati, mentre io posso usare solo le calze paonazze. Ma mentre io non ho cambiato nulla, loro hanno rinnegato se stessi, e quando insieme ricordiamo i Vespri cantati assieme in qualche Basilica romana, o rievochiamo aneddoti del Seminario, loro arrossiscono, io no. Erano i più zelanti sotto Pio XII, lo furono sotto Giovanni XXIII e con pari zelo gettarono la veste e la liturgia sotto Paolo VI, buttarono la dottrina e la morale sotto Giovanni Paolo II ed oggi, non avendo più nulla di cui disfarsi pur di farsi vedere obbedienti, sono in analisi da qualche famoso psichiatra. Io, per grazia di Dio, appartengo alla Chiesa che mi ha ordinato sacerdote, non a quella che vorrebbe farmi diventare un novello Loisy. E alla notte riesco a dormire, così come quando mi alzo posso guardarmi nello specchio senza disprezzare né il me stesso di allora, né il me stesso di oggi.

      Lei prova pena e si permette di sentenziare sul pericolo del fanatismo religioso. Io spero viceversa che le mie parole servano a risvegliare nelle coscienze quel po' di fierezza - una sorta di "catholic pride" - per quanto Gesù Cristo ha insegnato e ordinato di insegnare alla Chiesa. In altri tempi, sapendo la maggioranza dei miei Confratelli e dei Superiori del mio stesso parere, avrei forse detto di Lei le stesse cose: patetico nostalgismo di un modernista, sepolto da San Pio X con la Pascendi. Oggi è Lei che sa di avere dalla Sua parte i Confratelli e i Superiori, quindi posso scusare le Sue parole e sperare soltanto che Iddio si degni di infondere nella Sua mente un raggio di luce.

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    4. Ecco una risposta! Clap, clap, clap.

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    5. Mi associo al battimano di Luis.

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  3. Gentilissimo Baronio (che a quanto ho capito è un Sacerdote e che Sacerdote!!!), lasci che la ringrazi pubblicamente per le acute e dotte osservazioni, nonchè limpide analisi, le quali non possono non venire che dal Dio Vero Gesù Cristo.

    Sono convinta che la chiarezza è la firma della Vera Chiesa di Cristo e di conseguenza dei Veri Sacerdoti di Cristo....il resto no e nel modo più assoluto....

    Le esecrabili offese e minacce che ha ricevuto possano infondere in lei ancora più forza e coraggio, possano inoltre ricadere su coloro che l'hanno offesa.

    In questo caso, così come in tutti, il perdono va dato a chi lo chiede pentendosi. Nemmeno i Santi possono perdonare senza prima invocare a Dio il perdono dei loro persecutori..... in questo stesso istante infatti, mi tornano alla mente le Parole di Gesù Figlio di Dio ....

    Padre perdona loro (richiesta) perchè non sanno quello che fanno....

    Detto questo, volevo condividere con lei il titolo del suo ultimo articolo......ossia l'ecumenismo postconciliare è una BESTEMMIA a Cristo Dio.....

    Si, lo penso anch'io e ne sono sempre più convinta, ecco che non si possono ignorare le offese le sofferenze cui sono andati incontro quei Sacerdoti che lo hanno sempre denunciato sin dall'inizio.

    So che qualcuno potrebbe pensare che io vaneggi, fatto sta, che ho notato una strana coincidenza tra incontri ecumenici e quindi offesa a Dio, con relativi ammonimenti..... Assisi tanto per cominciare, il terremoto che distrusse parte del tetto della Basilica di S. Francesco....e ....

    ..... penso alla devastante alluvione successa in Sardegna nel mese di Novembre.... ebbene, non so se è un caso ma, proprio tre giorni prima che avvenisse, a Galtellì ( luogo dove il mare trasportò lì un Crocifisso ligneo Miracoloso) ci fu l'incontro mondiale delle religioni.....

    Inoltre, un'altro segno che a mio avviso non deve essere sottovalutato, statuine di Maria Santissima e Cristo, miracolosamente rimaste al loro posto..... la furia dell'ACQUA NON LE HA SFIORATE....

    questi i link di riferimento:

    http://sardegna.blogosfere.it/2013/11/incontro-mondiale-delle-religioni-2013-galtelli-ecco-il-programma-completo-del-15-16-e-17-novembre.html

    http://www.videolina.it/video/servizi/54166/il-miracolo-di-arzachena-la-madonnina-sfugge-all-acqua.html

    http://www.lucisullest.it/filippine-il-fenomeno-delle-statue-sacre-che-restano-in-piedi-dopo-un-cataclisma/

    Ringraziandola per il bene che fa, le auguro un 2014 ricco di salute fisica, spirituale e materiale.

    Sia Lodato Gesù Cristo.

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  4. Da La Stampa. Coppie gay le parole del Papa: da loro nuove sfide educative. Ma e' il Papa o un educatore? Paul

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    1. ...spero che sia uno scherzo! se avesse detto una cosa del genere, ci sarebbe da chiedersi se è compos sui...

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    2. Perché, con tutto quello che ha detto fino ad ora ha dimostrato di essere sempre compos sui?

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  5. Quando leggo questo tipo di interventi realizzo la grandezza, bellezza ed armonia della fede cattolica. Gli stessi sentimenti che mi suscita la lettura della rivista "Sì sì no no". Grazie.

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  6. Pienamente d'accordo con Lei, Baronio, e complimenti per la chiarezza! Anche se per motivi di tempo non potrò commentare troppo spesso, seguirò sempre con attenzione questo blog benemerito. Portae inferi non praevalebunt.

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  7. Luisa(Fieschi di)Lavagna Novello-Murmex7 gennaio 2014 15:09

    Grazie caro Monsignore di questo ottimo ,illuminante insegnamento,che mostra il suo amore appassionato a Gesù Cristo e al suo mistico Corpo.:Purtroppo,come si evidenzia in alcuni interventi,quali quelli di Vincenzo,l'ideologia conciliare,martellata per anni,ha ottenebrato le menti.Vincenzo l'accusa di non amare la Chiesa;ma,Vincenzo,le porto questo esempio;se lei vedesse sua madre offesa,spogliata,deturpata,si sdegnerebbe contro i suoi persecutori o no?Cercherebbe di giustificarli?Come mamma,le dico che mai vorrei un figlio così.L'amore,doveroso verso i persecutori non è connivenza,ma strenua lotta per cambiare le loro menti perverse,sorretta dalla preghiera

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    1. Gentile Signora,

      Ella ha colto perfettamente, con una similitudine calzante, la situazione odierna. Bergoglio tratta Santa Madre Chiesa, che dovrebbe essergli appunto madre, non solo con disinteresse, ma addirittura unendosi a chi la umilia e la combatte. Egli tradisce il mandato che ha ricevuto da Cristo, insinua comportamenti moralmente riprovevoli, insegna dottrine eretiche, afferma che gli idolatri e i Cattolici adorano lo stesso Dio e che la missione evangelizzatrice della Chiesa è una solenne sciocchezza e che non ha senso. Siamo all'apostasia, al rinnegamento della Fede, e il danno è tanto maggiore quanto più alto è il Soglio da cui questi scandali provengono. Si avvicina un tempo di persecuzione, cui temo in pochi siano pronti...

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