Antonio Socci e il "secretum Pontificis"




Libero di oggi, 12 Febbraio, Antonio Socci pubblica un interessante articolo intitolato Le dimissioni del Papa forse non sono valide (prima pagina e pag. 19).  Esso rappresenta il seguito di Chi ha spinto Papa Benedetto a mollare e perché, pubblicato, sempre su Libero, il 9 Febbraio.

L'articolo propone una acuta disamina, documentata da citazioni di Cardinali, relativa alle anticipazioni che alcuni Porporati avrebbero fatto circa il termine del Pontificato di Benedetto XVI. Già lo stesso Socci, il 25 Settembre 2011, aveva dato notizia delle voci secondo le quali il Santo Padre non avrebbe regnato a lungo. 

Ovviamente le rivelazioni meritarono all'epoca il biasimo di molti vaticanisti e di non pochi esponenti di Curia; salvo poi trovare riscontro nelle parole di alcuni Cardinali e, recentemente, dello stesso Card. Bertone, secondo il quale già a metà 2012 Benedetto XVI aveva ipotizzato di voler abdicare dal Soglio di Pietro.

Crediamo che ad Antonio Socci vada riconosciuta la capacità di aver saputo leggere con acutezza i fatti, e ancor più di averne colto la portata e le implicazioni canoniche. Temiamo tuttavia che questo articolo coraggioso possa rappresentare una sorta di suicidio mediatico, perché ha il merito - o il torto, a seconda di chi lo valuta - di mettere in evidenza un elemento di inaudita gravità nella vicenda delle dimissioni del Vicario di Cristo: le pressioni di alcuni Cardinali avrebbero potuto influenzare la libertà di decisione del Pontefice e quindi rappresenterebbero un motivo di invalidità canonica dell'abdicazione. 

Dobbiamo dire che noi stessi avevamo paventato questa eventualità, suffragata non solo dalle ineccepibili argomentazioni di Socci, ma anche da quanto è trapelato da fonti dell'intelligence italiana ed estera. Non è un mistero che i servizi segreti nutrano gravi sospetti in tal senso, probabilmente perché sono in possesso di dati ulteriori. 

Le conseguenze logiche dello scoop di Antonio Socci sono sotto gli occhi di tutti, e principalmente di quanti nei Sacri Palazzi temono che la notizia trovi ascolto e venga eventualmente approfondita e confermata da altre fonti autorevoli: se Benedetto XVI non ha canonicamente abdicato, egli è ancora Papa, e quindi non può essere Papa Francesco, invalidamente eletto da un Conclave che non avrebbe avuto ragione di esser convocato. 

Ecco allora che un qualche Dicastero romano si troverebbe costretto a prendere atto che gli atti posti da Bergoglio sono nulli, dichiarandolo deposto, e riportando sul Soglio Benedetto XVI. E tra gli atti nulli, in quanto posti da un Antipapa, rientrano anche le nomine del Concistoro, il Consiglio degli Otto, oltre evidentemente all'Enciclica Lumen fidei ed all'Allocuzione Apostolica Evangelii gaudium, entrambe contenenti proposizioni eterodosse. Anche lo sciagurato commissariamento dei Francescani dell'Immacolata sarebbe nullo, e con esso il boicottaggio della Liturgia tridentina ad opera dell'ala progressista ed ecumenica della chiesa conciliare. 

Per i Novatori questa eventualità rappresenta una sciagura immane, poiché vanificherebbe i tentativi - sinora coronati di successo - di portare la Chiesa Cattolica verso l'apostasia. E rimettere la tiara in capo a Benedetto XVI implicherebbe la sconfessione delle posizioni più controverse del Successore, rimandato a casa con tante scuse. 

Abbiamo motivo di ritenere che, se la Curia Romana avesse il coraggio di trarre le debite conseguenze da un fatto che può trovare conferma con un'indagine relativamente semplice, il ritorno di Benedetto XVI comporterebbe uno scisma nella Chiesa Cattolica: certamente in quella parte dell'Episcopato elvetico e germanico che preme per rivoluzionare la Dottrina e la Morale avvalendosi del Sinodo di Ottobre, nel quale essi sperano di poter avere una sorta di Vaticano III. Probabilmente anche in non poche Diocesi del nord Europa e delle Americhe. Non è escluso anzi che Francesco possa essere scelto da costoro come Antipapa, vista la sua propensione a favorire una visione ultraprogressista, pauperista e mondana della Chiesa.

Lo scenario prospettato apre mille incognite, che peraltro vanno considerate anche laddove non si voglia affrontare il problema e, con ulteriori pressioni, si persuada Benedetto XVI a confermare la volontà delle dimissioni e la sua indisponibilità ad esser riconosciuto come Sommo Pontefice. Poiché altre pressioni si stanno facendo su Francesco perché faccia proprie le istanze del progressismo più estremo, in materia di matrimonio, morale sessuale, celibato ecclesiastico, il sacerdozio femminile e via dicendo. 

Bergoglio si trova nell'imminenza di un empasse dinanzi al quale la possibilità di uno scisma è più che concreta: se avvallerà le istanze dell'Episcopato modernista, manomettendo il Depositum fidei, egli decadrà ipso facto dal Pontificato, che Nostro Signore ha istituito per custodire e difendere la Fede e la Morale, non certo per adattarle alla mentalità del secolo; la parte sana della Chiesa non potrà riconoscersi in queste scelte e dovrà eleggersi un nuovo Papa, dichiarando deposto il Pontefice eretico. 

Se viceversa egli confermerà l'insegnamento immutabile della Chiesa, molto probabilmente una gran parte di Cardinali e Vescovi, non disposti a rinunciare alle temerarie innovazioni che sperano di ottenere dal Sinodo, si separerà da Roma creando uno scisma simile a quello luterano. E non è escluso che questi Vescovi e Cardinali eleggano un Antipapa - o più verosimilmente un Collegio di forma democratica che sostituisca il Papato - per mantenere una parvenza di governo sulla loro pseudochiesa.

Vi è una terza ipotesi possibile, e cioè che in presenza di un Papa invalidamente dimissionario e di un Papa invalidamente eletto, venga convocato un nuovo Conclave che nomini il successore di entrambi. Ma anche in questo caso lo scisma si ripresenterà dopo l'Habemus Papam.

Rimane da vedere se Benedetto XVI, che significativamente ha voluto mantenere il nome scelto come Papa, riterrà opportuno svelare l'arcano che ha condotto all'abdicazione, dichiarando di essere effettivamente stato forzato nella sua scelta, o se - proprio in ragione delle inquietanti prospettive che una sua eventuale conferma aprirebbe per la Chiesa Cattolica - egli non preferisca rimanere in silenzio o smentire tout court di aver ricevuto pressioni o ricatti. 

Vero è che, nei pochi mesi di Pontificato, Francesco ha dimostrato di essere l'esatto opposto di Benedetto XVI, e di non aver alcuna intenzione di far propria l'ermeneutica della continuità. E se Benedetto XVI si è pentito per la fiducia accordata al Collegio Cardinalizio nello scegliere il suo successore, forse potrebbe trovare la Grazia di farsi carico delle sorti di una Chiesa già divisa e infeudata dai suoi stessi nemici. 

A conforto della nostra tesi, ci permettiamo di citare le parole che San Francesco rivolse ai suoi frati, poco prima di morire; parole che suonano ancor più profetiche dopo l'articolo di Socci:

Nel momento decisivo di questa crisi, un personaggio non canonicamente eletto, elevato al soglio pontificio, si adopererà a propinare sagacemente a molti il veleno mortale del suo errore. Mentre gli scandali si moltiplicheranno, la nostra Congregazione religiosa sarà divisa tra altre che saranno completamente distrutte, perché i loro membri non si opporranno, ma consentiranno all’errore. Ci saranno così tante e tali opinioni e divisioni tra la gente, e tra i religiosi e i chierici che, se quei giorni malefici non fossero abbreviati, come annunciato dal Vangelo, anche gli eletti cadrebbero nell’errore (se fosse possibile), se in tale uragano non fossero protetti dall’immensa misericordia di Dio. Così la nostra Regola e il nostro modo di vita saranno violentemente attaccati da alcuni [si pensi al caso dei Francescani dell'Immacolata, che vivono la Regola nella sua formulazione più rigida]. Delle tentazioni terribili sorgeranno. Coloro che supereranno la grande prova riceveranno la corona della vita. Guai a quelli tiepidi che metteranno ogni loro speranza nella vita religiosa, senza resistere saldamente alle tentazioni consentite per provare gli eletti. Coloro che nel fervore spirituale abbracceranno la pietà con la carità e zelo per la verità, subiranno persecuzioni e insulti come se fossero scismatici e disobbedienti. Perché i loro persecutori, spronati da spiriti maligni, diranno che in questo modo prestano grande onore a Dio nell’uccidere e rimuovere dalla terra degli uomini tanto cattivi. Allora il Signore sarà il rifugio degli afflitti e lui li salverà, perché hanno sperato in Lui. E poi per rispettare il loro Capo, agiranno secondo la Fede e sceglieranno di obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, acquistando con la morte la vita eterna, non volendo conformarsi all’errore e alla perfidia, per assolutamente non temere la morte. Così alcuni predicatori terranno la verità in silenzio e negandola la calpesteranno. La santità di vita sarà derisa da coloro che la professano solo esteriormente e per questa ragione Nostro Signore Gesù Cristo invierà loro non un degno pastore, ma uno sterminatore.
Nei Mattutini di oggi (Feria IV, De pistola secunda ad Timotheum, Lectio I, cap. 3, 1-13) si legge: 

Sappi che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza amore, sleali, calunniatori, intemperanti, intrattabili, disumani, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, amanti del piacere più che di Dio, gente che ha una religiosità solo apparente, ma ne disprezza la forza interiore. Guardati bene da costoro! 

Non pare che il quadro apocalittico di San Paolo si discosti molto da quanto vediamo ai giorni nostri, né fanno eccezione alcuni indegni ecclesiastici. Preghiamo dunque perché la Provvidenza illumini la sua Chiesa. E perché la verità venga alla luce.

Commenti

  1. Legga cosa scrivono questi scriteriati: http://chisinasconde.blogspot.it/2014/01/dove-sta-andando-il-mondo.html

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  2. Le parole di san Francesco sono prese dalle Fonti Francescane? Mi può citare esattamente la fonte per cortesia? Sono stupita, conosco bene le Fonti ma questo passo non mi è noto. Grazie!

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    1. Ho letto il testo originale in latino che inizia con "Magnum in Ecclesia schisma et tribulationem futuram". La fonte è: Opera Omnia S. FRANCISCI ASSISIATIS, col.430, Paris, Imp. Bibliothèque écclésiastique 1880.


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    2. « Viriliter agite, fratres, confortemini, et sustinete Dominum. Magna tribulationis et afflictionis adesse festinant tempora, in quibus temporaliter et spiritualiter perplexitates et discrimina inundabunt, caritas multorum refrigescet, et superabundabit malorum iniquitas. Dæmonum potestas plus solito solvetur, nostræ Religionis et aliarum puritas immaculata deformabitur, in tantum quod vero Summo Pontifici et Ecclesiæ Romanæ paucissimi ex Christianis vero corde et caritate perfecta obedient : Aliquis non cononice electus, in articulo tribulationis illius ad Papatum assumptus, multis mortem sui erroris sagacitate propinare molietur. Tunc multiplicabuntur scandala, nostra dividetur Religio, plures ex aliis omnino frangetur, eo quod non contradicent, sed consentient errori. Erunt opiniones et schismata tot et tanta in populo, et in religiosis, et in clerico, quod nisi abbreviarentur dies illi juxta verbum Evangelicum ( si fieri posset ) in errorem inducerentur etiam electi, nisi in tanto turbine ex immensa misericordia Dei regerentur. Regula et vita nostra tunc a quibusdam acerrime impugnabitur. Supervenient tentationes immensæ. Qui tunc fuerint probati, accipient coronam vitæ. Væ autem illis, qui de sola spe religionis confisi tepescent, non resistent constanter tentationibus, ad probationem electorum permissis. Qui vero spiritu ferventes ex caritate et zelo veritatis adhæredunt pietati, tanquam inobedientes et schismatici persecutiones et injurias sustinebunt. Nam persequentes eos a malignis spiritibus agitati, magnum esse obsequium Dei dicent, tam pestilentes homines interficere et delere de terra. Erit autem tunc refugium afflictis Dominus, et salvabit eos, quia speraverunt in eo. Et ut suo capiti conformentur, fiducialiter agent, et per mortem, vitam mercantes æternam, obedire Deo magis quam hominibus eligent ; et mortem, nolentes consentire falsitati et perfidiæ, nullatenus formidabunt. Veritas tunc a quibusdam prædicatoribus operietur silentio, ab aliis conculcata negabitur. Vitæ sanctitas a suis professoribus habebitur in derisum, quare dignum non pastorem, sed exterminatorem mittet illis Dominus Jesus Christus »

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  3. io posso dire questo: quando Papa Benedetto XVI fece la rinuncia, una grande tristezza e rabbia ha invaso la mia anima, in un momento di preghiera personale con Dio, Gli ho chiesto perchè avesse permesso questo e di capire il perchè. Aprendo la Bibbia a caso mi è subito capitato la storia di Giuseppe venduto dai suoi fratelli, dopo aver letto il capitolo, ho capito che Papa Benedetto è stato venduto e quindi in questo senso costretto a dimettersi dai suoi stessi collaboratori, e sono convintissimo di ciò che dico alla luce della Parola di Dio che è vera e che non si sbaglia mai, e poichè le vie dell'uomo non sono le vie di Dio ( e per fortuna che è cosi), tutti questi signori Cardinali ritorneranno a Giuseppe per chiedere aiuto e sarà lui stesso cioè Papa benedetto ( al secolo Giuseppe ) a smascherare questi signori !!!!!

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  4. Reverendo, abbiamo molto sofferto, direi immensamente sofferto, a causa delle "dimissioni" del Papa. Il nostro dolore, posso scrivere tranquillamente in plurale, ci ha fatto capire quanto siamo stati peccatori : a causa dei nostri peccati Egli ha sofferto come agnello mansueto. Anche per causa nostra Egli è stato travisato, strumentalizzato e fatto odiare.
    Ora a distanza di un anno l'articolo di Socci .
    Giova alla spiritualità della Chiesa riaprire un dubbio che mai sarà sanato nella nostra mente ?
    Sul blog Chiesa e post concilio ho scritto questo intervento, mi scusi se lo posto anche qua.
    Con infinita preoccupazioni per le sorti della nostra Santa Madre Chiesa !
    " Qualche settimana fa, don Mauro Tranquillo ha scritto un articolo in proposito sul sito italiano della FSSPX. Citando un paio di canonisti assai noti della prima metà del secolo scorso, tra cui il noto p. Cappello S.J., afferma che, a differenza di quanto avviene nei sacramenti (e citava il caso del matrimonio), la coercizione NON intacca la validità dell'atto dell'abdicazione di un Papa, che resta valida anche se avvenuta dietro ricatti o minacce.
    Quindi l'argomento del complotto e del ricatto, del resto difficile da provare de facto, non sarebbe comunque efficace per dichiarare l'invalidità della rinuncia di Papa Ratzinger."
    Il Papa c'è : Francesco !
    La ferita, che la Provvidenza ha reso NON mortale, delle dimissioni di Papa Benedetto XVI rimarrà sempre a testimonianza della grave situazione in cui versa la Chiesa Cattolica".

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  5. Gent. Carradori,partiamo dal presupposto che il diavolo è molto più astuto di noi,e ha messo su il colossale inganno(è specialista in questo campo)del PASTORALE (e quindi ingannevole,perchè il fedele ha diritto di ricevere dal supremo magistero straordinario un insegnamento DOGMATICO,DIVINAMENTE GARANTITO,cosa che non avviene nell'ambito inferiore,pastorale)CONC.VAT II.Non mi sembra del tutto assurdo ritenere che la divina Misericordia,che ha permesso tutto ciò oper i suoi fini imperscrutabili(ma sempre buonissimi)ci voglia aver dato permettendo l'elezione di Francesco un avvertimento,un segno più palese dell'inganno che con i predecessori persisteva,ma più occultamente

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  6. Le dimissioni di BXVI hanno la stessa validità di fronte a Cristo di quelle di un Padre di 10 figli che al decimo decide di farsi eremita.

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    1. Eppure san Nicolao della Flüe fece proprio una cosa simile
      Marius

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  7. Mi attendo un contrattacco furioso da parte dei modernisti, con scomuniche, demissioni ecc.

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  8. Reverendo, quanto Lei dice «se [papa Francesco] avvallerà le istanze dell'Episcopato modernista, manomettendo il Depositum fidei, egli decadrà ipso facto dal Pontificato» non è corretto. Prima di tutto l'ipotesi di un papa eretico, secondo il Bellarmino, Il Gaetano ed il Ramirez è una pura ipotesi discuola. Ma anche concesso, visti questi tristi tempi, che il papa attuale, che tra l'altro è già eretico materialmente ,essendo modernista come il suo predecessore BXVI, pronunci ex cattedra quindi con magistero straordinario e supremo che un dogma è cambiato, cioè divenga formalmente eretico, chi lo depone? Secondo gli autori dovrebbe essere un concilio a deporlo e ad eleggere un nuovo legittimo papa. Pensa che in questo bailamme in cui il 90% dei vescovi della annuario pontificio non sono cattolici sia in ghrado di farlo?
    Anche se il papa diventasse eretico rimarrebbe papa e manterrebbe perfino il potere di giursdizione. E' questa un'opinione come tante, come la Sua che ritiene un papa eretico IPSO facto non più papa. in questo ambito ci sono solo opinioni.
    Capreolo.

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    1. Mi correggo: non Santiago Ramirez, ma Francisco Suarez.
      Grazie.
      Capreolo.

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  9. Caro Baronio, secondo me, al sinodo, faranno ciò che è stato sempre fatto: documenti nei quali si ribadisce la dottrina classica della Chiesa, ma con larghi margini di lettura e di interpretazione.

    Uno scisma non avverrà mai, in quanto le Chiese locali dell'Europa Centrale e del Nord si finanziano con la cosiddetta "imposta ecclesiastica" o "imposta sul culto" (che lo Stato elargisce alla Chiesa Cattolica, a quella Protestante e agli Ebrei, se non erro). Le correnti religiose minori e non riconosciute non percepiscono un centesimo.

    Quindi, se dichiarassero uno scisma, dovrebbero rinunciare alla mole di fondi che percepiscono, e perciò non ci pensano nemmeno a separarsi da Roma. Semplicemente, la Chiesa tedesca continuerà a fare di testa sua, esattamente come fa adesso, pur restanto formalmente in comunione con la Santa Sede.

    Per quanto riguarda un eventuale ritorno di Benedetto XVI, sono sicuro che non avverrà mai, anche perché il primo a non volerlo è proprio lo stesso Benedetto XVI (che, altrimenti, si sarebbe già fatto sentire).

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  10. Scusate un momento. Mettiamo che B16 abbia ricevuto pressioni o minacce per abdicare. Se in seguito ha queste pressioni ha abdicato lo ha fatto comunque in piena libertà ed assoluta coscienza per il bene della Chiesa, altrimenti cosa avrebbe dovuto fare? Farsi ammazzare? Morire da martire? Se ha deciso di non intraprendere la strada del martirii probabilmente lo ha fatto per il bene della Chiesa, per non creare traumi, quindi le dimissioni sono una scelta libera a fronte di un bivio. Del resto le sue azioni e le sue parole dall'11 al 28 febbraio 2013 non lasciano dubbi.

    Micus

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  11. Un altro frutto dal quale si può perlomeno intuire la qualità dell'albero:

    http://www.oggi.it/posta/lettere/2014/02/13/s-valentino-con-papa-francesco/

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  12. Ehm chiedo scusa ma... per quanto, certamente, la morale faccia parte del "depositum Fidei" immutabile, tuttavia la prescrizione che i risposati non possano fare la Comunione non è un Dogma di Fede. Vediamo di non confondere: di Dogmi di Fede sono proposizioni come l'Unità e Trinità di Dio, o l'Immacolata Concezione. Quindi anche se, per ipotesi (Dio non voglia) Francesco proclamasse ex cathedra che alcune prescrizioni morali sono cambiate, starebbe certamente compiendo un atto grave, ma certamente non starebbe intaccando un dogma. Giusto per chiarezza...

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    1. Chi pubblicamente pecca in materia grave, si pone al di fuori della Chiesa anche senza alcuna scomunica. La scomunica c'è, per la gravità sociale del peccato, nel caso di chi divorzi e di chi, da divorziato, conviva pubblicamente more uxorio con un'altra persona. Ammettere ai Sacramenti un pubblico peccatore - qual è il divorziato o il convivente more uxorio - nega implicitamente che questo comportamento costituisca un peccato gravissimo, per il quale la Chiesa prevede a tutt'oggi la scomunica. Non si tratta di negare quindi un dogma di Fede in modo diretto, ma indiretto: in ragione delle logiche conseguenze che questo comporta.

      Andrebbe detto che anche i Comunisti, i Massoni e i suicidi sono peccatori ai quali la Chiesa fulmina la scomunica: sconcerta che li si ammetta ai Sacramenti, ivi comprese le esequie ecclesiastiche. Aggiungere i divorziati o i concubinari - ai quali si dovrebbe negare non solo la Comunione ma anche qualsiasi Sacramento e rito cattolico - fa parte delle mille contraddizioni scandalose della chiesa conciliare, che ha sempre meno a che vedere con la Chiesa di Cristo.

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  13. Ehm chiedo scusa, Ambrosianus, ma...cancellare una parte del Depositum Fidei immutabile (che comprende, come da lei giustamente ricordato: anche la Morale): in cosa sarebbe diverso (o meno peggio) che intaccare un Dogma?
    Forse che tutte le Verità rivelate ed immutabilmente tali hanno un'espressione dogmatica?
    Che l'infrazione (con pieno e deliberato intendimento) di uno qualsiasi dei Dieci Comandamenti costituisca un peccato mortale ossia conducente -di per sé- alla dannazione eterna se non è reso oggetto (da parte di chi l'ha commesso) di un vero pentimento (anche se non suggellato dal Sacramento della Riconciliazione): ha forse una qualche espressione dogmatica?
    E, se non ne ha (come non mi risulta ne abbia): sarebbe forse meno grave un pronunciamento magisteriale da parte di un "Papa" che disconoscesse tale dato rivelato e facente parte del Depositum Fidei?

    Grazie in anticipo per le sue risposte, Ambrosianus.

    Maranathà

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  14. Mi sembra sensato questo suo commento,duxcunctator,ben lontano dalle farneticazioni su Conchiglia.Quando il Papa definisce un Dogma con magistero solenne,straordinario,non inventa niente,solo esplicita,rimarca,chiarisce in modo incontrovertibile qualcosa che già si trovava nel deposito della Fede in modo più implicito o controverso.Poi c'è tutto quello che la Chiesa ha sempre insegnato,fin dall'inizioe che non ha bisogno di essere rimarcato in maniera solenne(per es.i 10 comandamenti)ex cathedra.Questo magistero ordinario è anch'esso infallibile..Mons Williamson lo spiega bene negli ultimi commenti(unavox)Il nodo è :come si spiega il Vat.II e l'insegnamento fuorviante dei Papi successivi (che dovrebbe far parte del magistero ordinario,se tutto fosse a posto)?Mi pare che,se non vogliamo cadere nel sedevacantismo,che nega che questi papi siano tali,l'unica spiegazione sia quella della c. d. pastoralità.Come a dire,avvertendo dell'inganno sia pure in modo coperto:quello che vi insegno non è garantito, forse è vero o forse no...se no userei un linguaggio dogmatico,chiaro,definitorio...invece vi avverto che non lo voglio fare...

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  15. Mi spiego meglio:,come mi pare evidenzia bene anche il prof Radaelli nel suo libro"il futuro...del Dogma"(con autorevole intervento del Vescovo di Albenga-Imperia mons Oliveri)l'uso di tale linguaggio,il rifiuto di quello dogmatico,non garantisce l'assistenza divina nell'insegnare,Escluso che questo i Pastori non lo sappiano(mi pare impossibile che l'ignoranza-o la miscredenza?giunga a tanto)sembra quasi che vogliano accecarsi da sè .Questo è per me un mistero incomprensibile

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  16. http://cattolicitradizionalistimarche.blogspot.it/2014/02/a-un-anno-dalla-rinuncia-di-sua-santita.html

    Per capirci meglio.....

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  17. Ottimo articolo... magari aveste avuto il tempo per prendere atto dell'articolo di Socci uscito domenica scorsa (16 febbraio) che sviluppa quello di cui è questione qui. Spero che lo tratterete.

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    1. Legga qui:
      http://opportuneimportune.blogspot.it/2014/02/antonio-socci-e-il-mysterium-pontificum.html

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  18. Alfonso masciocchi13 ottobre 2014 12:11

    in tutto questo resta che Benedetto XVI e' vero Papa.... la figura di Francesco e' confusa anche per il suo non riconoscersi Papa.... le profezie ci ammoniscono che questo periodo di intensa sofferenza sara' breve, sempre che si rivolgano a questo periodo....

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