La controchiesa e l'Anticristo - Parte III



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Fatte queste considerazioni, è evidente che la controchiesa non possa oggi sconfessare se stessa, dopo aver posto le premesse dottrinali per lo sfacelo morale di cui essa è artefice e prima responsabile. Solo grazie alla Dignitatis Humanae si sono plasmate generazioni di cattolici ideologicamente resi eunuchi nei confronti di qualsiasi errore, sulla base prima di una presunta tolleranza, poi sulla piena accettazione delle sette, ed infine sul riconoscimento di un indebito rispetto verso le più assurde idolatrie: al punto di vedere il Vicario di Cristo baciare il Corano o farsi marchiare con il segno di Shiva sulla fronte (Giovanni Paolo II), e il suo degno successore ricevere la benedizione da un esaltato carismatico, da un sedicente vescovo anglicano o da un pastore valdese. In ginocchio o inchinato, umiliando dinanzi ad un eretico la suprema dignità apostolica ch'egli ricopre. Dignità già prostrata da Paolo VI allorché depose la tiara, di cui egli era certamente indegno, ma di cui Dio gli aveva pur cinto il capo perché ne fosse il Vicario, e non l'apostata.

In perfetta coerenza con l'indifferentismo religioso professato dal Sinedrio romano, gli stati hanno fatto propria la tolleranza verso qualsiasi culto. Qualcuno paventò allora il rischio che, portato alle estreme conseguenze questo principio, si sarebbe giunti a dar diritto di cittadinanza anche ai satanisti, ed immediatamente venne bollato come esagerato. Salvo poi apprendere, proprio in questi giorni, che la celebrazione di una messa nera al Centro Civico di Oklahoma City è perfettamente legale e che la Chiesa non ha alcuna potestà di intervenire per chiederne l'interdizione, visto che lo Stato è laico e non vuole entrare nel merito di dispute teologiche. Ma a ben guardare, a chi dobbiamo l'abolizione della Religione di Stato in nazioni cattoliche, dall'Italia alla Spagna, se non all'opera diplomatica di Segretari di Stato e di Nunzi Apostolici, su mandato dei Papi del postconcilio? Di che si lamentano certi Presuli? Non volevano la libertà di religione? Ora possono invitare ad Assisi, oltre agli adoratori degli idoli, anche i servi del Maligno ed i celebranti di messe nere. D'altra parte, se solo si conoscono i rituali di Kiko Arguelo o il modo in cui viene amministrata in quasi tutte le chiese dell'orbe la Santa Comunione, non si potrà non notare che il sacrilegio delle Specie Eucaristiche è presente tanto nei riti conciliari quanto in quelli delle sette sataniche, con la differenza che mentre i satanisti credono nella Presenza Reale e la profanano deliberatamente, molti sacerdoti non credono nella transustanziazione e non di rado consacrano invalidamente. 

Anche i riti venerabili della Chiesa sono stati parodiati dalla setta conciliare: squallide liturgie copiate quasi pedissequamente da quelle dei peggiori eresiarchi, con altari divelti, paramenti à la mago Otelma, canti profani, selvaggi danzanti, contaminazioni pagane. E come nel culto divino è posto al centro dell'adorazione il Re Sacramentato, così nel culto conciliare è l'uomo l'osceno idolo celebrato dai suoi falsi sacerdoti. La Vergine Santissima, gli Angeli, i Santi Apostoli, i Martiri, i Dottori e i Confessori della Fede, le Vergini e le Vedove della Liturgia cattolica sono stati sostituiti da nuovi santi conciliari, in un nuovo calendario, come fecero prima altri eretici, poi i rivoluzionari degli ultimi secoli, sino a mutare la toponomastica delle nostre strade e piazze, a colpi di via Mazzini, viale Garibaldi, piazza Togliatti e corso Martiri della Libertà. Simia Dei

In fondo a tutto questo, la costante è una ed una sola: il pervertimento della Fede, la perdita del senso del sacro, la sostituzione di una visione trascendente illuminata dalla Grazia con una visione orizzontale squallidamente umana che vanifica, anzi impedisce qualsiasi slancio spirituale e confina l'anelito alla speranza dell'eterna beatitudine ad un meschino miraggio di solidarietà e di fratellanza di ispirazione rivoluzionaria, massonica e di matrice inequivocabilmente luciferina. 

Nella babele conciliare non si dimentica di cancellare il santo timor di Dio, proprio perché esso è initium sapientiae, principio della saggezza. Che importa se i divorziati concubinari profanano la Ss.ma Eucaristia autorizzandoli a comunicarsi? Che importa se i farneticamenti del Sinodo causano la loro dannazione, col placet papale? Che importa se ammettendo alle celebrazioni eretici e scismatici si offende Dio? Che importa se chiamare fratelli maggiori i deicidi è uno sfregio alla Passione del Salvatore? Tutto si risolve orizzontalmente, quasi che la divina Maestà non abbia alcuna parte nelle decisioni dei sedicenti Suoi ministri. Ma chi pensa alla collera di Dio, alla terribile vendetta che essi stanno chiamando sul proprio capo e, ahinoi, anche sul nostro? Alla punizione che li attende, in quanto pastori infedeli, mercenari e traditori? Per questa controchiesa tutto è buono, tutto è santo, tutto è lodevole, purché non rechi alcuna traccia di cattolicità. Per questo amano la puzza del gregge, anziché il profumo del divino Pastore, e non si vergognano ad ammetterlo, anzi ne menano vanto!  

Non sappiamo se l'Anticristo sieda già in Roma, o se altri stiano preparando quel Soglio per lui, così come il Precursore precedette e preparò il popolo ebraico alla venuta del Salvatore. Ma non possiamo fingere che la rivoluzione in atto ai vertici della Chiesa Cattolica non abbia nulla a che vedere con quanto la Sacra Scrittura ha preannunciato per gli ultimi tempi. 

Commenti

  1. 15Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». 17Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». (Gv 21, 15-17)
    …e quando la risposta di Pietro cambia…allora di che pasce le pecorelle Pietro? Di fiele che oltraggia e offende il Supremo Pastore e fa perire le pecorelle…preghiamo perché ogni castigo, compreso l’avere un tale pastore, venga mitigato.
    Ringraziamo Dio per ogni parola di Luce in queste tenebre. Benedizioni al Cardinal Baronio.

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  2. Abbiamo appena tradotto allo spagnolo -e pubblicato- i tre brani di questa eccellente sintesi descrittiva dei giorni che corrono, intravisti da santi veggenti, papi, e da Nostra Signora a La Salette, i cui testimoni vengono qui molto «opportune» riportati.

    Ecco il fatto:

    http://in-exspectatione.blogspot.com.ar/2014/11/la-contraiglesia-y-el-anticristo-i.html

    http://in-exspectatione.blogspot.com.ar/2014/11/la-contraiglesia-y-el-anticristo-ii-y.html

    E i nostri più graditi saluti, sig. Baronio.

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