Suore francescane dell'Immacolata: quei grani d'incenso bruciati all'idolo conciliare


Dopo la professio fidei conciliaris del ramo maschile dell'Ordine, ecco giungere, nell'imminenza del loro Commissariamento, un comunicato delle Suore Francescane dell'Immacolata.

Il comunicato, pubblicato il 20 Dicembre, così afferma:

La nostra compattezza in merito alle scelte liturgiche - documentata capillarmente da un sondaggio ufficiale e da votazioni capitolari effettuate in ogni singola comunità dell’Istituto con esito unanime di prediligere la Liturgia secondo il Vetus Ordo - da alcuni viene considerata un velo sotto cui nascondere una volontà di isolamento equivalente a un non sentire cum Ecclesia, che giungerebbe perfino a posizioni eretiche e scismatiche di opposizione al Magistero della Chiesa e di disunione con il Santo Padre. 
In risposta, anzitutto sottolineiamo che simili aberrazioni mai sono state contestate né al nostro Istituto, né a quello dei Frati Francescani dell’Immacolata, né ai nostri Fondatori, verso i quali la nostra fedeltà da alcuni è infondatamente e inspiegabilmente contrapposta a quella dovuta alla Sede di Pietro. 
Inoltre, ribadiamo che l’Istituto non ha mai negato la validità o la liceità della forma ordinaria della Santa Messa - che tra l’altro è quella adottata attualmente in quasi tutte le nostre comunità - ma anzi ne ha promosso la partecipazione attiva con la distribuzione di numerosissime copie di messalini effettuata da anni in tutta Italia. Inoltre, l’Istituto non ha mai dichiarato di non riconoscere l’autorità dei documenti del Concilio Vaticano II o del Magistero post-conciliare. 
Aggiungiamo che, nell’ambito della formazione interna, in conformità all’insegnamento del Papa Benedetto XVI in merito all’ermeneutica della continuità, abbiamo sempre messo in guardia da interpretazioni che, ponendosi in discontinuità con la Tradizione, si denunciano da se stesse dannose e inaccettabili.

La prima cosa che emerge è la contraddizione evidente tra la dichiarata compattezza in merito alle scelte liturgiche di prediligere la Liturgia secondo il Vetus Ordo e quanto il comunicato dichiara in merito alla forma ordinaria della Santa Messa - che tra l’altro è quella adottata attualmente in quasi tutte le nostre comunità. Se infatti la maggioranza delle Sorelle dell'Ordine predilige il Vetus Ordo, perché di fatto è il Novus Ordo ad essere privilegiato?

La seconda cosa è ancor più triste, e dimostra quanto l'esempio delle vessazioni cui sono stati sottoposti i Frati dell'Immacolata sia servito per ridurre all'obbedienza anche le Suore: la pubblica dichiarazione di accettazione incondizionata non solo della validità, ma anche della liceità della liturgia riformata, e dei documenti del Vaticano II, che già da molte parti, anche autorevoli, è stata messa in dubbio e che è oggetto di discussione tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X. 

Se infatti la stessa Gerarchia romana accetta che si possano discutere nel merito le proposizioni controverse del Concilio impugnate dalla Fraternità San Pio X (e non solo), per quale motivo in seno alla Chiesa dovrebbe esser non solo taciuto, ma addirittura negato il diritto al dissenso, in materia tanto grave quanto l'ortodossia del Vaticano II e del Magistero postconciliare, che crea seri problemi non solo ai teologi, ma anche ai semplici fedeli ancora dotati di un minimo di sensus Ecclesiae e di raziocinio? 

Questa abdicazione non richiesta suona come un tradimento, poiché antepone un'indebita obbedienza ai Superiori Ecclesiastici, in danno dell'obbedienza dovuta anzitutto a Nostro Signore ed alla Verità. 

C'è da sperare che questo comunicato sia frutto di un''improvvida decisione delle Superiore dell'Ordine, e che non trovi d'accordo tutti le Sorelle dell'Ordine, poiché se così fosse verrebbero meno i presupposti che hanno permesso ai Francescani ed alle Francescane dell'Immacolata di fiorire per apostolato e vocazioni. Il Signore è un Dio geloso, che non tollera compromessi e che priva della Grazia chi non si dimostra degno di corrisponderle. 

Osservino le Reverende Madri in quale desolazione si trovano i loro Confratelli giunti a barattare con il Commissario ed il di lui Mandante il carisma dell'Ordine: apostolato languente, seminari vuoti, noviziato deserto, numerose richieste di scioglimento dai Voti. Si troveranno anch'esse a veder prosciugata la vena sinora ricchissima dei celesti favori, e finiranno per venire irreggimentate nelle sparute schiere delle tante povere religiose depauperate del proprio carisma e trasformate in sacre bidelle, in pie albergatrici, in manager di centri benessere. 

Suona scandaloso che, in un momento in cui a tutti è concessa la più ampia licenza di infrangere i voti più sacri, di pervertire gli Statuti e le Costituzioni degli Ordini, di abbracciare la mentalità secolarizzata e di propagandare le più aberranti deviazioni morali e dottrinali, vi sia chi si accanisce sulle Comunità più fedeli. Ma è altrettanto desolante assistere alla resa senza condizioni di chi, se non altro, dovrebbe aver imparato dalla voce dello Sposo che non è possibile obbedire a due padroni. 

Quei pochi grani d'incenso, bruciati sull'altare vaticano dinanzi all'immondo idolo conciliare, potevano esser vissuti come un banco di prova per testimoniare la propria fedeltà a Cristo, prima che all'impostore che se ne proclama arrogantemente Vicario e che sta demolendo la Santa Chiesa non solo alleandosi ai nemici di Dio, ma anche grazie alla complicità dei disertori dell'ultim'ora. Utriusque sexus


Commenti

  1. Già, ma se avessero anche solo dichiarato di dubitare di qualcosina del CV2, si sarebbero ritrovate tutte in mezzo a una strada prima del giorno dopo. Contro chi professa il superdogma CV2 non ci si può permettere di commettere l'errore dimetralmente opposto (cioè rendere la condanna del CV2 un superdogma da proclamare ossessivamente).

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  2. ...e cosa chiede il Signore ai suoi fedeli? comodità? quieto vivere? di negare la Fede per salvaguardare i propri beni o il proprio angolino di pace liturgica, ammesso che glielo lascino? No: Egli chiede di esser seguito sul Calvario, di affrontare la Croce e il martirio, nei mille modi che attraverso i secoli hanno permesso alla Chiesa di rinascere e di fortificarsi nel sangue dei propri martiri. Che siano dispersi dunque i Francescani dall'odio misericordioso di Bergoglio, dall'accecamento della setta conciliare: il Signore darà la palma della vittoria a chi sarà stato fedele. Giacché, se la Croce che Iddio ha stabilito per loro viene rifiutata in nome di una distorta obbedienza verso indegni Superiori in danno alla Verità, le sciagure che ne deriveranno troveranno nei malvagi uno strumento della vendetta di Dio. Il Signore non si compiace di servi infedeli o a metà servizio, e li disperde - come sempre è avvenuto - sostituendoli con altri più coraggiosi e forti nella Fede. Dei Francescani dell'Immacolata, se non torneranno sui propri passi ed avranno il coraggio di confessare Gesù Cristo e rifiutare gli errori conciliari, non rimarrà che in triste ricordo, per le grazie non corrisposte di cui oggi rendono conto.

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  3. Caro Baronio, mi spiace ma lei stavolta non ci ha azzecato. Anzitutto il seminario dei frati è vuoto semplicemente perchè è stato chiuso di forza dall'autorità. Novizi non ce ne sono più, logicamente, perchè chi mai entrerebbe in un ordine commissariato? E non c'è alcuna contraddizione nel fatto che le suore pur prediligendo il VO partecipino normalmente al NO: da chi dovrebbero far celebrare il VO visto che il ramo maschile non può più farlo? Poi è anche una questione di prudenza: è ovvio che le suore riconoscano validità e liceità del NO, lo fa anche Burke! Persino Lefebvre non si è mai sognato di mettere in dubbio la validità della nuova messa. Prediligere il VO è una cosa ed è legittimo. Ma se si è cattolici, apostolici, romani e non sedevacantisti o lefebvriani si può e si deve frequentare anche il NO. Le suore e i frati dell'Immacolata non sono un istituo Ecclesia Dei!

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    1. Non contesto la validità della liturgia riformata: è quello che la rende ancora più odiosa agli occhi di Dio. Ma la liceità può e deve essere impugnata da un Cattolico, su questo non si discute. Ma volendo rimanere nell'alveo dell'Ecclesia Dei, se le Suore vogliono la Messa cattolica, possono chiederla - e pretenderla, visto che è un diritto sancito dal Summorum Pontificum - anche da altri sacerdoti, se i Francescani dell'Immacolata non possono farlo (e qui ci sarebbe da eccepire circa la legittimità e la validità di un divieto che viola appunto il motu proprio di Benedetto XVI).
      Frequentare il novus horror non solo è riprovevole, ma non è certamente raccomandabile né materia di obbligo morale. Su questo non c'è possibilità di discussione.
      Se la Sua obiezione fosse valida e vera, non si vede per quale motivo in passato i Santi e i buoni cattolici abbiano rifiutato di prestare ossequio e di obbedire ad ordini analoghi provenienti da Vescovi eretici (ancorché avvallati da Papi conniventi o codardi), come avvenne all'epoca dell'arianesimo.
      Esser fedele in pauca: questo fa, di un semplice servo, un servo buono.
      E non chiami in causa la prudenza: essa è virtù cardinale, che mai può esser strumentalizzata in danno di una virtù teologale quale la fede o la carità. E' infatti proprio della prudenza ordinare i mezzi al fine: non accettare supinamente mezzi discutibili ad un fine certamente negativo. Così come l'obbedienza è finalizzata al bene, e non fine a se stessa: se i primi cristiani fossero stati obbedienti come molti pavidi chierici e laici del postconcilio, avrebbero obbedito ai Sommi Sacerdoti, gridando anch'essi Crucifige.
      Che poi il seminario dei FFI sia vuoto perché è stato chiuso, non lo contesto; Lei stesso mi conferma che nessuno entrerebbe comunque in un ordine commissariato e stravolto nel proprio carisma. Vedremo se, finita la persecuzione (ammesso che si concluda lasciando l'Ordine come era prima), il Signore si degnerà di far rifiorire le vocazioni. Di certo, finché rimarrà proscritta la Messa cattolica e la predicazione della buona dottrina, l'Ordine perderà fedeli e membri. E la capitolazione del ramo femminile non prelude a nulla di meglio. I frutti buoni crescono solo da un albero buono, non c'è prudenza o obbedienza che tenga.

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    2. PAZZESCO!!!!

      Articolo di Francis DeBernardo pubblicato sul blog Bondings 2.0 (Stati Uniti) il 30 dicembre 2014, liberamente tradotto da Alberto

      Il Vescovo di Anversa, Belgio, mons. Johan Bonny e’ stato intervistato dal quotidiano belgo-fiammingo De Morgen il 27 Dicembre 2014. Il Vescovo ha esplicitamente incoraggiato la Chiesa cattolica a riconoscere la fedeltà e l’impegno nelle coppie omosessuali allo stesso modo con cui già li riconosce in quelle eterosessuali. La notizia e’ stata tradotta e riportata in inglese dal settimanale cattolico americano The National Catholic Reporter .
      Tra i passaggi dell’intervista segnaliamo il seguente in cui il vescovo di Anversa dice: “Dovrebbe esserci il riconoscimento delle diverse forme di relazione. Dobbiamo guardare all’interno della Chiesa per un riconoscimento formale del tipo di relazione interpersonale che intercorre anche nelle molte coppie omosessuali.

      [...]
      Egli infatti richiede un cambiamento di principi ritenuti per lungo tempo immutabili, qualcosa che nessun altro Vescovo avrebbe potuto affermare durante i pontificatI dogmatici di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.”

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    3. Se non ricordo male, i veri cattolici rifiutarono anche i Sacramenti amministrati da Vescovi e preti eretici ariani. Oggi, purtroppo, la maggior parte dei preti e dei Vescovi sono eretici modernisti, quindi la nostra situazione è simile (in peggio) a quella dell'epoca dell'arianesimo.

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  4. Io per sicurezza mi confesso e comunico e chiedo tutti i Sacramenti soltanto ai sacerdoti della FSSPX ed ad un'altro sacerdote che celebra secondo il rito antico romano e segue in tutto secondo pre-concilio vat.II.
    Evito di partecipare anche solo a pregare nelle chiese, ormai diventate discoteche e stò lontano dal NO per paura di infettare la mia fede e la mia anima. Insomma cerco solo la sicurezza della mia salus anima e dove possibile far avvicinare anche altri disponibili.

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