Non mittendus canibus


Sumunt boni, sumunt mali, sorte tamen inaequali: vitae vel interitus.Mors est malis, vita bonis: vide paris sumptionis quam sit dispar exitus!
Sequenza Lauda Sion 

Siamo tutti scandalizzati per il vergognoso episodio di un fanciullo, il quale avrebbe profanato - nel giorno stesso della sua Prima Comunione - le Specie Eucaristiche, dividendole con i propri genitori divorziati. E siamo vieppiù scandalizzati per l'enfasi che questa notizia ha trovato non solo nella miserabile schiera dei gazzettieri, ma anche e addirittura nei Padri Sinodali, commossi per tanta misericordia da parte di un giovinetto. 

Ovviamente non sfugge a nessuno che questo aneddoto - che si è purtroppo verificato esser realmente avvenuto - viene usato per influenzare i membri del Sinodo ad accettare, almeno in parte, le proposte di ammettere alla Comunione i divorziati. Inutile dire che, inficiato il principio secondo cui per accostarsi alla Mensa eucaristica è necessario essere in grazia di Dio, sarà poi agevole allargare la concessione anche ad altri peccatori, moltiplicando il numero di sacrilegi verso la Santissima Eucaristia e causando la dannazione di moltissimi fedeli. Già oggi è tristemente noto che ben pochi si astengono dalla Comunione se non si sono potuti prima confessare, e le celebrazioni oceaniche di questo pontificato hanno dato modo di sperimentare quanto il sacrilegio non sia ormai più appannaggio dei satanisti, ma venga praticato disinvoltamente dagli stessi Ministri sacri. 

Da questa triste vicenda e da quelle che la hanno preceduta si può trarre solo una conclusione: o i Sacri Pastori non credono nella Presenza Reale, o se ci credono si rendono complici di uno dei crimini più orrendi che possa compiere un uomo: profanare il Corpo del suo Salvatore e dannare le anime di chi prende parte a questa profanazione. In entrambi i casi ci troviamo davanti ad una aberrazione che grida vendetta al cospetto di Dio. 

Ma, a pensarci bene, come possiamo pensare che i sacerdoti e vescovi indegni, che diffondono eresie e vivono nello stato abituale di peccato si confessino tutti i giorni prima di celebrare la Messa, ammesso che la celebrino e che credano in quel che fanno? Davvero pensiamo che questi ribelli, al cui confronto Loisy era un'anima bella, si credano innocenti e candidi nell'anima e pensino di compiere un gesto meritorio?  

Legittimare l'ammissione alla Comunione per i peccatori pubblici è solo un indecoroso tentativo di sentirsi assolti a propria volta. Non diversamente i chierici impuri, che nel predicare l'accoglienza dei sodomiti e dei fornicatori si voglion vedere sgravata la coscienza dal peso della colpa che li opprime: se non con il vedersi perdonati, almeno col saper condannate molte altre anime con essi, ivi comprese quelle dei più piccoli.   

Questi eventi tremendi, dei quali si rendono responsabili - consenziente il Pontefice - proprio coloro che il Signore ha insignito dell'Ordine Sacro e a cui ha dato il potere irrevocabile di agire in persona Christi, non fanno che affrettare il dies irae

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