Albo signanda lapillo



Come esclamerebbero i giovani dell'oratorio, accompagnando l'espressione con un gesto  tipicamente americano: Evvai! Un modesto canonico osserverebbe meno prosaicamente che queste parole sono albo signanda lapillo

Si muove finalmente qualcosa, non tanto nei contenuti - peraltro diffusi e condivisi da molti - quanto nella visibilità che sta finalmente acquisendo la reale contraddizione tra le tesi ortodosse e quelle eterodosse in seno alla Chiesa. E questo per gli adepti della setta conciliare è inaudito: dar voce all'opposizione è inconcepibile, intollerabile, inammissibile. Anzitutto perché dimostra che questa opposizione esiste, e non è confinata ai blog tradizionalisti, guardati con sufficienza e disprezzo dal sinedrio progressista.

Un giornalista osa dire le cose come stanno su un giornale diffuso e letto da migliaia - forse milioni - di lettori, ed ecco che la gioiosa macchina da guerra modernista si scomoda con una lettera firmata da decine di teologi. Come osa costui, si chiedono, a mettere in discussione le conquiste della moderna teologia? Quali sono i suoi titoli accademici? E come osa il New York Times a dar voce a questo micròscopo, ed alle perplessità della massa che noi, e solo noi, siamo autorizzati ad indottrinare?

Ma come? Non eravate voi a sbandierare la libertà di dissentire, ogniqualvolta uno dei vostri metteva in discussione la dottrina insegnata dal Magistero? Non volevate una chiesa democratica, in atteggiamento di ascolto verso la base? L'ottimo Douthat ha scoperto la vostra contraddizione, ha svelato gli altarini (coram populo) e soprattutto ha fatto luce sui vostri piani miserabili, permettendosi di chiamare le cose col loro nome. 

Eccovi allora ergervi a maestri infallibili - novelli farisei - alzando il ditino ammonitore contro costui, reo di aver evidenziato una verità lapalissiana, che a voi però non piace veder pubblicata. Dalla turris eburnea dei vostri atenei siete corsi ai ripari con la spocchia e la sicumera che vi mostra per quel che siete: eretici. Come eretici sono quanti, a partire dal vostro corifeo, calpestano la verità cattolica per assecondare la mentalità secolare del mondo. 

Douthat non è un dottore della legge: è un semplice cattolico, come quasi tutti i fedeli in seno alla Chiesa. Ma come cattolico egli - e noi con lui - è dotato di quel sensus fidei che vi fa orrore, perché con semplicità e logica inoppugnabile ha messo a nudo la contraddizione tra quel che dite e quel che fate, tra la vostra falsa dottrina e la sua cosiddetta applicazione pastorale. 

I cambiamenti in discussione sarebbero semplicemente "pastorali" piuttosto che "dottrinali", e che fino a quando la chiesa continua a dire che il matrimonio è indissolubile, niente di rivoluzionario sarà accaduto.
Ma questo sembra un po' come sostenere che la Cina non ha, di fatto, subito alcuna rivoluzione del mercato perché è ancora governata da sedicenti marxisti. No: in politica e in religione è la stessa cosa, una dottrina svuotata in pratica, è svuotata in realtà, qualunque cosa la retorica ufficiale suggerisca.

Che voi abbiate osato protestare su un giornale - dopo che questo aveva pubblicato l'articolo che tanto vi scandalizza - non ci stupisce. Ma i vostri nomi dovrebbero esser ricordati a vostro perpetuo disonore, lontani come siete dal gregge, asserragliati nelle università, abbarbicati alle cattedre che usate per diffondere l'errore. 

Tu non capisci, tu non sei un teologo. E del resto non lo sono. Ma nessuno può presumere che il cattolicesimo debba essere una religione esoterica e che i suoi insegnamenti siano accessibili solo agli adepti accademici. E l'impressione lasciata da questo obiettivo in movimento, temo, è che alcuni riformatori stiano minimizzando la loro posizione reale nella speranza di portare gradualmente dalla loro parte i conservatori.
E ancora:

Qual è la vera posizione? Che quasi tutto ciò che è cattolico può cambiare quando i tempi lo richiedono, e la dottrina  in "via di sviluppo" significa solo stare al passo con le magnifiche sorti e progressive, non importa quanto del Nuovo Testamento sia lasciato alle spalle.
Come ho osservato in precedenza, il compito del giornalista è quello di essere provocatorio. Quindi devo dire, apertamente e non sottilmente, che questa visione suona come un'eresia secondo qualsiasi ragionevole definizione del termine.
Ora può essere che gli eretici di oggi siano profeti, la chiesa sarà davvero rivoluzionata, e le mie obiezioni saranno sepolte con il resto del cattolicesimo conservatore. Ma se ciò dovesse accadere, occorrerà una dura rettifica, non solo mezzi termini che si fanno forti del rango accademico. Sarà necessaria un'accanita guerra civile.
E così, cari professori: Benvenuti sul campo di battaglia.

Siete caduti vittime di quella democrazia che ieri avete usato per scardinare la Fede e che oggi vi mostra al mondo per quel che siete: lupi travestiti da agnelli.

Ancora una volta: ex ore infantium et lactentium perfecisti laudem propter inimicos tuos, ut destruas inimicum, et ultorem.



Commenti

  1. Il signor Douthat è una rara avis, forse ci rimetterà il posto, ma chapeau al suo coraggio, in fondo lui si gioca carriera e posto, ma la verità prima o poi verrà a galla.....qualcuno aveva detto che 5 anni di vdr sarebbero bastati per de-finire la chiesa, io penso ne bastino un paio di meno.

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