A volte ritornano: le patenti di eresia di un vescovo giubilato


A proposito delle improvvide esternazioni
del Vescovo Emerito di Syros.

Mons. Francesco Papamanolis OFM Cap, è uno dei tanti giubilati che, per darsi visibilità, si sente autorizzato ad esprimer giudizi sui quali nessuno tiene ad avere il suo parere. 

Gli studenti in processione con le bandiere greche.

Ricordo quando il Vescovo di Syros - era il 5 Dicembre 2011 - in occasione della festa di San Nicola, prese parte alla solenne processione che ogni anno gli Eterodossi tengono per le vie della città, accompagnati dalle autorità, dagli ufficiali in alta uniforme, dalle scolaresche in divisa. Mi trovavo nell'isola greca per visitare il museo archeologico, che custodisce interessanti reperti minoici. 

Durante la processione, le reliquie del Santo, ornate di fiori, venivano portate dai militari fino al porto, dove erano salutate dalle sirene delle navi impavesate e dal suono delle campane. Chierici e Prelati incedevano rivestiti dei loro abiti ricamati d'oro, con le corone in capo, e per ultimo veniva il Metropolita benedicente. Cose che i gerarchi conciliari, in casa propria, considerano viete espressioni di un fatuo trionfalismo postridentino e che vedono come il fumo negli occhi.


Le Reliquie di San Nicola.

Ebbene, dietro al Metropolita compariva proprio quel Francesco Papamanolis: tanta era la sua smania di farsi vedere, tanta la voglia di comunicare in sacris con gli eretici d'Oriente, in nome dell'ecumenismo romano, che alla fine gli è stato accordato con degnazione un posto. 

Come rappresentante della Chiesa Cattolica, avrebbe dovuto quantomeno indossare le proprie insegne ed esser accompagnato da un assistente. Macché: in spolverino nero e col basco in mano, in un arnese in cui nemmeno il più scalcagnato dei sagrestani avrebbe osato comparire, e che tanto va di moda oggi a Roma, nell'èra della Misericordia. 

Una nave della Marina greca impavesata per onorare San Nicola.

Il saluto della Marina greca al passaggio della processione.

Mons. Papamanolis (evidenziato dalla freccia rossa)
dietro al Metropolita ed altri chierici ortodossi.


Mons. Papamanolis
(evidenziato dalla freccia rossa).
Egli, estremamente critico nei confronti dell'allora regnante Pontefice, a chi gli ebbe a ricordare che non era quello il modo di risolvere le dispute sul Filioque, rispose bellamente: "Ma io non sono un teologo". La stessa frase, guarda caso, che abbiamo sentito proferire da Bergoglio in occasione di non meno inappropriate comparsate al tempio valdese.


Ora questo senescente pensionato, ringalluzzito dal nuovo corso, osa addirittura distribuire patenti d'eresia a quattro Principi della Chiesa, dopo aver fatto di tutto per meritare il plauso - peraltro mai ottenuto, con suo gran disappunto - di veri e propri eretici e scismatici, che hanno sempre snobbato le sue kermesse ecumeniche. 

Commenti

  1. Introvigne ha pubblicato due delle tue vignette sua Papa F 1 nel suo articolo sul il Giornale di oggi - BRAVO - LA CONTRA PROPAGANDA ha fatto effetto ... L'articolo sul il Giornale e' intitolato: La guerra santa in nome di Dio alle spalle del Papa

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    1. Ho visto l'articolo del Giornale: le vignette non sono mie (in verità quelle che pubblico sul blog le fa mio nipote, ma non è questo il caso). Di certo lascia stupiti che un giornale sedicente liberale si dimostri così asservito alla mentalità dominante, quando gran parte dei suoi lettori (io non rientro nel novero, sia chiaro) è cattolica e conservatrice.

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  2. Il bel tacer non fu mai scritto.....e invece qua danno aria alla bocca con estrema facilità. Che soffrano di alitosi? Il Giornale ha avuto un crollo delle vendite, Repubblica si salva con le interviste al lider maximo, gli altri si riposizionano, si sa tengono famiglie, allargate pure......

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  3. Il mons. Papamanolis è un altro sofferente della sindrome di Stoccolma.

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