Et episcopatum ejus accipiat alter



Commento alla Lettera Aperta di don Elia a Bergoglio.

Caro e reverendo don Elia,

che Dio La benedica! La neo-chiesa ha inventato la possibilità delle dimissioni per il Papa: certamente Ella - ed io con Lei - consideriamo l'abdicazione come una dimostrazione ulteriore del tentativo di demolire la sacralità del Papato confinandolo ad un mero ufficio secolare, al pari del ruolo di amministratore delegato di un'azienda; ma entrambi siamo anche realisti, e non ci piace bearci nella contemplazione di una teoria astratta, la quale non si incarni concretamente in una prassi con essa coerente. 
In nome di questo realismo - che nulla ha a che vedere con la pastorale bergogliana, fallacemente opposta alla dottrina - entrambi siamo quindi convinti che, laddove sia irrealistico ipotizzare una deposizione del regnante Pontefice, siano viceversa più che auspicabili le sue dimissioni. Magari senza ch'egli pretenda poi di incombere, come il fantasma di Banquo, sul pontificato del successore. 

Rimane da chiedersi quale mai possa essere il candidato che, oggi, potrebbe succedere a cotanto personaggio. Ma se abbandoniamo l'approccio umano ed orizzontale alle vicende che travagliano la Chiesa, e riponiamo nell'Onnipotente la nostra fiducia orante, non possiamo temere di esser delusi. Anche perché riesce davvero arduo immaginare una figura che possa far più danni di quanti non ne abbia fatti, in così breve lasso di tempo, Bergoglio. 

Fiant dies ejus pauci, et episcopatum ejus accipiat alter: sono le parole del Salmo CVIII. L'esegesi e la Scrittura stessa le riferiscono all'Apostolo che avrebbe concluso i suoi miserabili giorni impiccandosi all'arbor infelix della propria disperazione. Lo stesso Apostolo che, proprio alcuni giorni or sono, Bergoglio ha preteso di riabilitare, additandolo nientemeno che come esempio perfetto di pecorella smarrita. 

Preghiamo perché il Signore - che par dormire durante questa tempesta - ordini agli elementi di quietarsi, e calmi i flutti che scuotono la barca di Pietro. 

Commenti

  1. Il problema è che un candidato ideale non c'era nemmeno per il conclave del 2013. I porporati amici della Tradizione, purtroppo, non sarebbero mai riusciti a raggiungere l'elezione. Mi viene quasi il dubbio che il problema sia il Collegio Cardinalizio stesso, ormai troppo numeroso e di conseguenza troppo frammentato in correnti ideologiche fantasiose. Il successore di Bergoglio? Se ne parlerà dopo che il "papa" avrà festeggiato, il prossimo anno, i 500 anni della riforma protestante (come si sa, è un evento che gli sta particolarmente a cuore). Ma purtroppo gente come Tagle & Co. è già in rampa di lancio...

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