Minor quolibet catholico

Riporto un passo dell'inappuntabile articolo del prof. De Mattei, apparso oggi su Corrispondenza Romana. Invito a meditarlo seriamente:

Il cardinale Alfonso Maria Stickler, fa notare che «la prerogativa dell’infallibilità d’ufficio non impedisce che il Papa, come persona, possa peccare e perciò diventare personalmente eretico (…) In caso di ostinata e pubblica professione di una eresia certa, perché già condannata dalla Chiesa, il Papa diventa “minor quolibet catholico” (frase comune dei canonisti) e cessa di essere Papa (…) Questo fatto del Papa eretico non tocca dunque l’infallibilità Pontificia perché questa non significa impeccabilità o inerranza della persona del pontefice, ma inerranza nello stabilire in forza del suo ufficio una verità di fede o un principio immutevole di vita cristiana (…) I canonisti sapevano benissimo distinguere tra la persona del papa e il suo ufficio. Se dunque dichiarano decaduto il Papa, appena certamente e ostinatamente eretico, ammettono implicitamente che da questo fatto personale non solo non è compromessa l’infallibilità dell’ufficio, ma che essa viene piuttosto difesa e affermata: è resa automaticamente impossibile qualsiasi decisione ‘papale’ contro una verità già decisa» (A. M. Stickler, Sulle origini dell’infallibilità papale, “Rivista Storica della Chiesa in Italia”, 28 (1974), pp. 586-587).

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