A proposito degli altari "versus populum": alcune precisazioni storiche



A scadenze periodiche, qualcuno fa sentire la propria voce a proposito dell'orientamento liturgico degli altari. Secondo alcuni, la Sacrosanctum Concilium non avrebbe previsto la celebrazione versus populum, che costituirebbe quindi un arbitrio che i Padri Conciliari non avevano voluto. Secondo altri, invece, il nuovo orientamento sarebbe parte integrante della riforma conciliare. 

Invito quindi alla rilettura di Non sequitur, un mio articolo pubblicato il 18 Gennaio del 2013, nel quale ritengo di aver dimostrato che l'innovazione risale agli anni Trenta del secolo scorso, sull'onda del cosiddetto movimento liturgico, con il quale i novatori gettarono le basi della grande rivoluzione conciliare.


Commenti

  1. Chiaro che il concetto di adeguamento all'evoluzione dei tempi ovvero la presentazione della perenne sostanza con una forma più comprensibile ai tempi è una fiaba, perchè, come in questo caso per l'altare, è di tutta evidenza che la metamorfosi della Chiesa avviene sulla spinta di pochi, oserei dire "infiltrati", che evidentemente attuano un strategia pianificata aliunde.
    Sulla stessa lunghezza d'onda segnalo "La riforma liturgica anglicana" di Michael Davies dove appare chiare chiara la strategia e la forza devastante delle innovazioni "a piccoli passi".

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  2. posso contestarti solo una cosa? molti pastori luterani celebrano ad orientem, in quanto, di riffa e di raffa, ritengono l'eucaristia un atto di adorazione verso Dio. la messa versus populum trae origine invece da una visione che sta tra il calvinismo e i quaccheri, di messa come riunione della comunità e non come atto di culto

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  3. Il cd. "Movimento liturgico" fu infiltrato dai modernisti e piegato ai loro scopi, come tutto il resto; ricordo di aver letto anni fa un interessantissimo testo dell'abbé Didier Bonneterre, «Le mouvement liturgique» (Fideliter, 1980) che descriveva tale perverso processo.

    Non bisogna poi dimenticare che la cd. celebrazione al popolo e l'altare-mensa ha prima minato e poi distrutto la centralità del Santissimo Sacramento dell'Altare (Corpo, Sangue, Anima e Divinità di N.S.G.C.) e perciò la pietà eucaristica con la Sua progressiva "lateralizzazione" fino alle "cappelle laterali" che ho veduto persino in San Pietro.

    Il modus operandi dei modernisti è sempre lo stesso: si instura gradualmente una prassi, che diventa poi ad experimentum, quando poi tale prassi è abbastanza consolidata viene resa pubblica con un sostrato teorico studiato a tavolino per favorirne l'accettazione anche ai più riottosi.

    Come predisse S.S. Papa Pio XII: «Dans nos églises, les chrétiens chercheront en vain la lampe rouge là où Dieu les attend. Comme Marie-Madeleine, pleurant devant le tombeau vide, ils demanderont: «Où L'ont-ils emporté?» (Mgr. Georges Roche, Pie XII Devant l'Histoire, pp. 52-53.)

    Vincenzo

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