Bergoglio non viene da un altro pianeta

A proposito di un articolo di Life Site News
apparso in italiano su Chiesa e Postconcilio

Commenterò solo una frase:
Il 13 marzo 2013 sono quattro anni che uno sconosciuto cardinale argentino è stato eletto per guidare la Chiesa cattolica. L'elezione di Jorge Mario Bergoglio è avvenuta dopo 35 anni di insegnamento solido, chiaro, ortodosso sotto i notevoli pontificati di Giovanni Paolo II (1978-2005) e Benedetto XVI (2005-2013).

Parlare di "insegnamento solido, chiaro, ortodosso sotto i notevoli pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI" mi sembra decisamente spropositato.

Non dimentichiamo Assisi, i baci del Corano, il segno di Shiva, i selvaggi danzanti alle Messe papali, l'abolizione della Religione di Stato in Italia, in Spagna e in Svizzera, il nuovo Concordato e il nuovo Codice di Diritto Canonico sotto Giovanni Paolo II. E la continuazione di Assisi e delle visite a moschee, sinagoghe e templi vari sotto Benedetto XVI. Al quale va pure ascritta la negazione teologica del Limbo, la dichiarazione congiunta con i Luterani sulla Giustificazione e l'affermazione che la laicità dello Stato è cosa buona.

Bergoglio non è piovuto da un altro pianeta: egli è stato ordinato, promosso, consacrato Vescovo e creato Cardinale dai suoi Predecessori, che assieme a lui hanno ordinato, promosso, consacrato Vescovi e creato Cardinali tutti i membri dell'attuale establishment vaticano, ivi compreso il card. Kasper. 

Bergoglio differisce dai suoi immediati Predecessori solo per impudenza: quel che egli afferma - ivi compresi i delirj sull'ecumenismo o sulla libertà di coscienza - non è altro che l'applicazione coerente ed estrema dei principj posti dal Vaticano II. Il quale sotto Paolo VI ha inaugurato uno scempio indecoroso della Messa cattolica, che oggi Bergoglio si appresta solo a portare a compimento, mettendo in luce - proprio in forza del Vaticano II - quelle deviazioni dottrinali che sinora non si era osato affermare chiaramente, ma che - da chi sapeva e voleva riflettere - si conoscevano sin dall'inizio e che sin dall'inizio sono state deliberatamente formulate in termini ambigui.

Se Bergoglio prepara una Cena ecumenica che valga indistintamente per i cattolici e per gli eretici, e che possa indistintamente esser celebrata da un sacerdote cattolico validamente ordinato, da un pastore luterano o da un prete invalido anglicano, egli non fa che dare codifica giuridica ad un'abitudine che in molte regioni è prassi sin dal postconcilio, ad iniziare da paesi protestanti quali la Germania, la Svezia, l'Olanda. Io stesso ho visto con i miei occhi, nei lontani anni Ottanta, una Messa concelebrata da un parroco cattolico e da un pastore luterano a Colonia, con l'assistenza dei fedeli di entrambe le comunità, e usando delle ostie di pane lievitato col miele. E questo con l'approvazione dell'Ordinario e nella persuasione si trattasse di cosa normale. Né pare che le concelebrazioni ecumeniche e la communicatio in sacris - Messe, Vespri o benedizioni congiunte del Papa con un prelato eterodosso o anglicano - siano iniziate sotto questo infaustissimo Pontificato. Non fu frère Roger ad affermare che, pur essendo protestante, egli poteva celebrare usando il nuovo Messale? 

Se Bergoglio demolisce gli Ordini religiosi con un definitivo colpo di mannaia, non diversamente agì il Concilio, dopo il quale le vocazioni crollarono ai minimi storici, per non contare gli abbandoni di quanti avevano già professato i Voti, ad iniziare dai Gesuiti.

Se Bergoglio prevede la soppressione delle parrocchie così come istituite dal Concilio di Trento, egli non fa che dare finale legittimazione ad una situazione già reale delle Diocesi, che dopo quarant'anni di primavera conciliare si sono viste costrette ad accorpare tre o quattro parrocchie in cosiddette unità pastorali, i cui fedeli messi insieme sono meno della metà di quelli che prima del Vaticano II riempivano una sola chiesa. 

Se Bergoglio prepara l'abolizione progressiva ma inesorabile del Sacro Celibato e l'istituzione di forme para-presbiterali per le donne, già il Concilio aveva messo mano agli Ordini, sopprimendo il Suddiaconato, istituendo i Diaconi permanenti, insinuando i laici nella liturgia tramite forme di ministero sino ad allora riservate al Clero: si pensi ai lettori, ai ministri della Comunione, alle bambine chierichetto. 

Se Bergoglio osa affermare che il proselitismo è "una solenne sciocchezza", può farlo dopo che i suoi Predecessori hanno teorizzato - in termini più pacati ma non per questo meno gravi - il diritto alla libertà religiosa e praticato l'ecumenismo non solo con le denominazioni cristiane, ma finanche con gli idolatri e i deicidi, giungendo addirittura a chiedere perdono per le presunte colpe dell'Inquisizione e delle Crociate di cui si sarebbe macchiata la Chiesa in passato. Non fu d'altra parte Paolo VI ad iniziare questo trend restituendo ai Turchi la bandiera di un'ammiraglia maomettana conquistata a Lepanto? E chi promulgò la Nostra Aetate, chi se ne fece apostolo indefesso presso i Giudei, chi affermò che l'Antica Legge non è stata revocata dal Nuovo Testamento di Cristo, se non i Predecessori di Bergoglio? 

Ancora una volta, si guardano gli effetti prossimi ma non si vogliono vedere le cause remote. E quanti irragionevolmente continuano ad appellarsi al Vaticano II nel patetico tentativo di limitare i danni del disastroso Pontificato di Bergoglio, si comportano come fecero i girondini con i giacobini, condividendone inesorabilmente anche la fine.


Commenti

  1. Infatti.

    Se ribalto una tradizione di punto in bianco posso star sicuro che si formera' una fronda di contrari che, al di la' di ogni altro argomento, avranno dalla loro parte:
    - il fatto che io stesso ero precedentemente aderente a tale tradizione. Se non andava bene prima, come mai la avevo accettata? Qual e' il mio vero credo se nascondo la mia avversione? O forse mi sono svegliato un giorno e ho deciso che non andava? quando mi sveglio domani, cosa demoliro'?

    - il fatto che, una volta cambiato un aspetto dell'insegnamento, ho implicitamente messo in dubbio tutto il resto, specialmente se cambio per adeguarmi al mondo. Se hai cambiato X chi mi dice che non si puo' cambiare anche Y e Z per gli stessi motivi?

    Se invece metto in campo delle modifiche astratte, costituzionali piu' che concrete, e allevo una nuova generazione su tale base, non devo muovere un dito. Saranno loro a demolire tutto, credendo di essere nel giusto.

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  2. Parlare di "insegnamento solido, chiaro, ortodosso sotto i notevoli pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI" mi sembra decisamente spropositato.

    Preg.mo Reverendo, grazie per questo Articolo. Ho estrapolato questo pensiero introduttivo, poichè chi lo ha scritto, evidentemente non sa distinguere l'acqua dal vino. Fin troppo facile addossare tutte le colpe a Bergoglio. Sempre più chiaro che questa retorica sta facendo gli stessi danni dei modernisti all'interno della chiesa. Povere menti bacate.

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  3. Cara signora Giustina,

    chi ha scritto di :"insegnamento solido, chiaro ortodosso sotto i notevoli pontificati di GP2 e B.sedici" sa benissimo cosa vuole ottenere.

    Bergoglio è eretico per l'"Amoris Laetitia".

    Tutta la canea che si sta facendo per eliminare in qualche modo bergoglio, verte su questa eresia.
    Il concilio, il CV2, VA SALVATO. Perché il concilio è Nostra Aetate.

    Mi si permetta uno sfogo: certo che per scrivere una cosa come quella, cioè dell'insegnamento solido....., e anche per chi l'ha riportata ci vuole una spudoratezza oscena!

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  4. È proprio così come Lei dice, caro Baronio.

    Chi parla di «35 anni di insegnamento solido, chiaro, ortodosso sotto i notevoli pontificati di Giovanni Paolo II (1978-2005) e Benedetto XVI (2005-2013)» oppure si propone di «diffondere e sviluppare i contenuti dei Dubia» come se fosse una provvidenziale panacea, o ignora completamente i meccanismi della Rivoluzione oppure ha interesse ad accreditare la versione rivoluzionaria moderata e quindi, volente o nolente, fiancheggia la Rivoluzione modernista. Qualcuno lo ha notato in un commento ad un suo precedente articolo:

    «Attenti ai moderati anche se "devotissimi": se accettano i princìpi della rivoluzione (che sono poi quelli del conciliabolo) anche solo in parte, non potranno impedire il Bergoglio di turno, tutt'al più solo ritardarlo: le disastrose conseguenze che oggi vediamo chiaramente sono infatti necessariamente derivate dai princìpi modernisti sparsi nei documenti conciliabolari.

    Certi furbacchioni cavalcando l'indignazione generata dalle imprese dei progressisti più radicali ed anche facendo uso di notevoli abilità critiche, tuttavia lavorano per far passare la rivoluzione modernista in forma ridotta, più accettabile, meno traumatica, magari ratzingeriana, operando una specie di "anestesia della coscienza" su quelli che sono rimasti cattolici almeno in piccola parte.

    Chi oggi vuol essere un vero pastore cattolico deve dimostrare di essere cattolico integrale sia filosoficamente sia teologicamente, e deve aborrire con tutte le sue forze, in teoria ed anche in pratica, tutti i princìpi dell'eresia modernista.

    Attenti ai lupi!»

    Non posso che concordare in pieno con quanto Lei così chiaramente afferma.

    Vincenzo

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    1. La questione della cosiddetta "anafora di Addai e Mari" è stata trattata nel documento del "Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani" che detta gli "Orientamenti per l'ammissione all'Eucarestia fra la Chiesa Caldea e la Chiesa Assira dell'Oriente" pubblicato il 26 ottobre 2001 dall'Osservatore Romano.

      I responsabili di quello scandaloso documento sono:

      Walter Kasper, presidente del cosiddetto Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani dal 2001 al 2010 (segretario dello stesso dal 1999).

      Joseph Alois Ratzinger, prefetto della cosiddetta Congregazione per la dottrina della fede dal 1981 al 2005

      Karol Józef Wojtyła capo supremo di entrambi dal 1978 al 2005.

      Per maggiori ragguagli: http://progettobarruel.comuf.com/novita/10/Addai_Mari.html

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  5. Hanno impiegato 50 anni a prepararci a questi ribaltamenti dottrinali: svilimento della Santa Messa, insegnamento dei principi della Fede praticamente assente o gravemente mutilato... mi guardo attorno e vedo persone che ho sempre ritenuto "colonne" della Chiesa venire a infami compromessi con l'immoralità imperante, anche se loro, a differenza della mia generazione, avevano avuto la possibilità di conoscere la Chiesa ante-CVII.
    Da sempre ho nutrito un grande affetto e ammirazione per i due precedenti pontefici... eppure già allora mi chiedevo: perchè, se loro sono coscienti, per esempio, che il prete deve presentarsi in un certo modo, non fanno assolutamente nulla perchè ciò si realizzi? Se sono consci degli strazi a cui è sottoposto il Santissimo Sacramento con il modo protestantizzato con cui viene distribuito, non fanno di tutto perchè questo scandalo cessi? Perchè? Rispetto umano? Timore di "urtare" qualcuno? Ma Nostro Signore viene prima di tutto!
    Questa situazione , prima di conoscere come stavano veramente le cose, la accettavo anche per l'affetto che provavo verso questi vicari di Cristo, ma adesso so che la condiscendenza ha finito con l'ottundere la vera capacità di discernimento del popolo cattolico, proprio non riesco a giustificarla.
    Mi era stato insegnato che il CVII non era stato ancora capito (questo 30 anni fa... )e infatti adesso sì che vieni compreso e applicato : e proprio contro quei principi che, per fortuna, avevo appreso molto bene proprio da chi affermava, con mestizia, che non era stato capito!
    Quanta confusione sa seminare il demonio!!!

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  6. Messa ecumenica o no a quanto pare ormai la maggior parte dei preti non sa cosa fa sull'altare. Sono occupati in tante cose che non pensano neanche a Cristo. Sembra una battuta si spirito.

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  7. Purtroppo è spirito amaro, vorrei chiarire una cosa però, i preti e i vescovi, almeno dalle mie lande, fino al 2013 se ne infischiavano altamente degli insegnamenti del papa, anzi con uno in particolare ce l'avevano a morte per via del SP, quindi di che si parla? Cristo ormai è l'ultimo dei loro problemi, c'è ben altro cui correre dietro.

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