Un episodio indicativo del pregiudizio modernista verso i cattolici




In una splendida basilica barocca si sta celebrando la Messa solenne in Coena Domini secondo il rito tridentino. L'altare è ornato di rami di palme e la croce è velata di bianco. Diacono e suddiacono accompagnano il celebrante alla balaustra, dove i fedeli si comunicano in ginocchio. I cantori, agli stalli del coro, salmodiano in gregoriano, senza l'accompagnamento dell'organo, che tacerà sino al Gloria della Veglia pasquale. 

Entra in chiesa un gruppo di fedeli di un'altra parrocchia. Non genuflettono, non si segnano, non usano l'acqua benedetta. Arrivano rumorosamente fin quasi all'altar maggiore, e si mettono in piedi al lato del Vangelo, parlottando tra loro. Ridacchiano, sorridono nel vedere il modo in cui il sacerdote amministra la Comunione, si guardano increduli tra loro, come se si trattasse di una cerimonia di una religione ch'essi ignorano. Tra essi vi è un tipo che imbraccia una chitarra, ed un personaggio vestito in grigio - camicia bianca aperta, maniche rimboccate, scarpe da ginnastica - che evidentemente è il loro parroco. Nemmeno lui si inginocchia passando davanti al presbiterio. 

I sacri ministri risalgono l'altare e i vasi sacri sono purificati. Il suddiacono porta il calice alla credenza e, tornato all'altare, si mette dietro al diacono, in columna, mentre il celebrante si volge al popolo, leggermente discosto per non dare le spalle al Santissimo, e canta il Dominus vobiscum, prima di intonare il postcommunio. 

Il gruppetto si allontana frettolosamente, lascia la chiesa senza una genuflessione né un inchino, qualcuno accenna un segno di croce. Continuano a ridacchiare tra loro, con il compatimento sul volto. Scappano, letteralmente, appena vedono apparire l'ombrellino sotto il quale il sacerdote, rivestito del piviale e del velo omerale, porterà il Santissimo all'altare della reposizione.

Erano venuti per visitare i sepolcri, ed improvvisare canzonette con la chitarra. Probabilmente l'avevano fatto già altrove e tra poco lo faranno in altre chiese: ma non qui. Qui non pregano, non adorano, non genuflettono. 

Mi chiedo se ci considerino di un'altra religione. Noi siamo cattolici, ma loro? Non sono forse costoro - che si sentono fratelli di tutti e per cui tutti sono fratelli, compresi gl'idolatri - a riempirsi la bocca con il facile collutorio ideologico dell'accoglienza, del rispetto delle differenze, della fraternità, dei ponti al posto dei muri? Non sono loro a dire che non bisogna discriminare? 

Eppure nessuno li ha allontanati, nessuno li ha rimproverati perché non osservavano il silenzio che ogni buon cattolico sa doversi rispettare in chiesa, specialmente durante una funzione. Se avessero preso posto tra i banchi, nessuno li avrebbe guardati con derisione. 

Ma per noi la misericordia, la tolleranza, l'accoglienza non valgono. C'è solo il disprezzo, lo scherno, il compatimento. Siamo i paria della chiesa bergogliana, i vitandi del postconcilio, gli scomunicati del terzo millennio. Formali, ipocriti, farisei. Basta una parola in latino, una berretta in capo, e subito si dimostra l'inconsistenza delle loro frasette mandate a memoria, dello squallido copia e incolla ecumenico. 

Tra loro e noi non si lanciano ponti, ma si elevano muri: muri di incomprensione che dimostrano - semmai ve ne fosse stato bisogno - l'abisso che ci separa. Un abisso di belle parole, di formule che piacciono tanto al mondo, ma in cui manca inesorabilmente la carità. Ubi caritas et amor, Deus ibi est, cantavamo poco prima, mentre il sacerdote lavava i piedi ai dodici. Cessent jurgia maligna, cessent lites. Ma chi sono gli ipocriti? 


Commenti

  1. 'Abbattere i muri'...
    Penso che, per loro buona intelligenza e prudenza, i medievali costruirono bastioni di grandi muraglie e torri di avvistamento per difendersi da razziatori con la bava alla bocca che arrivavano da ogni punto cardinale, e che avrebbero fatto a pezzi le nostre terre e la nostra gente.
    E i monaci, difensori e fautori della nuova civiltà, stavano forse nelle piazze a 'costruire ponti' e ponticelli perché il nemico avanzasse più spedito per distruggerci?

    Costruire ponti per farsi invadere meglio da chi?

    Quanta retorica a buon mercato...

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  2. si le scarpe da tennis chi se ne frega... ma il resto è penoso, povera chiesa

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  3. E' un nuovo sessantotto, gente democratica che "sa", tutta pace e popolo, e che, se lasciata fare, ti spacca la testa con la chiave inglese.
    Intanto si consola con l'aborto ed il sogno, ormai vicina realtà, dell'eutanasia.

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  4. Stupendo articolo ! Auguri di Buona Pasqua !

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  5. Le raccomando prudenza, Omissis ha fatto scrivere una lettera a Festing in cui gli è non solo proibito di assistere all'elezione del nuovo gran maestro del SOMM, ma addirittura di mettere piede a Roma, manco ai tempi di Silla.....un altro sito ha chiuso non direi proprio sua sponte, il nemico ha occhi e orecchi tipo Dionigi......

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  6. Baronio: si sa niente dello scomparso fra Cristoforo?

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  7. Reverendo Baronio,
    mi sono accorto solo ieri che prima della S. Pasqua lei aveva ricominciato a pubblicare su questo suo blog.
    Leggo di un certo sconforto sulla utilità di questo suo sforzo informativo: per favore lo superi.
    Io ho scoperto da poi mesi il suo blog e lo trovo molto utile in generale per orientarmi un po' meglio nella crisi della Chiesa e poi anche per rimediare alla mia ignoranza su tante delle ricchezze culturali e sopratutto sacramentali della autentica Chiesa Cattolica.
    Egoisticamente vorrei che continuasse a regalarci frequentemente i suoi articoli.

    Anche se per miracolo venissero a mancare, come fonte di ispirazione, nuove cantonate di Papa Francesco, sono sicuro che lei potrà trovare tanti altri argomenti interessanti e anche utili per una migliore vita spirituale di noi lettori.

    Con stima

    Acchiappaladri

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  8. E se Festin si facesse vedere a circolare per Roma che succederebbe? Lo arresterebbero? scomunicherebbero o che altro? Io invece ci andrei a Roma anche solo per la curiosità di vede fino a che punto arrivano; e sollevare un polverone affinché tutti, ma proprio tutti sappiano.....

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  9. Anch'io mi sento orfano dei libelli del caro Cesare Baronio (chiunque vi sia dietro questo bel pseudonimo); abbiamo appena perduto Fra Cristoforo (ritiro volontario al modo di Francesco Colafemmina?). Di questo passo per tenerci in contatto dovremo ricorrere ad incontrarci di nascosto, con dei travestimenti, per sfuggire agli agenti della Stasi vaticana. Mi ocnsola però il sapere che questa dittatura della Chiesa rovesciata (opera di Lucifero) e della sua gerarchia "tanto misericordiosa" non potrà durare a lungo (...dura minga, non può durare" diceva il bravo Ernesto Calindri in quel vecchio Csrosello). Prima o poi la Divina Provvidenza interverrà, ci invierà l'Immacolata, che schiaccerà la testa al serpente infernale, ricacciandolo nell'abisso assieme a tutti i suoi sodali, cioè la grande maggioranza del clero attuale e dei politici manovrati dalla massoneria (o ad essa appartenenti).

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    1. State tranquilli: non ho alcuna intenzione di rinunciare ad esprimere il mio parere su quanto avviene in seno alla Chiesa, men che meno in questi travagliati frangenti. Sono solo un po' occupato per motivi di studio, ma tornerò a Roma la settimana prossima e scriverò sicuramente altri articoli.

      Spero che anche fra' Cristoforo trovi il modo di aprire nuovamente il suo blog.
      Con devota stima.

      B+

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