La mia risposta a fra' Cristoforo sulla nuova formula del Pater noster e sull'eresia di Bergoglio



Rispondo volentieri all'appello di fra' Cristoforo (qui), e mi permetto due commenti. 


I. La Preghiera del Signore


Il primo commento riguarda l'intenzione - sinora prospettata, ma che presumibilmente troverà realizzazione a breve - di modificare le parole della Preghiera del Signore (il Padre Nostro) in italiano. Non entro nel merito della validità della traduzione, perché ritengo che il testo attuale sia conforme alla versione della Vulgata, e che questa sia coperta dal carisma dell'inerranza, così come definito dai Sacri Canoni. Rimando al commento di San Tommaso, Expositio in orationem dominicam, art. VI. Non c'è nessuna necessità di modificare adesso il Padre Nostro, quando peraltro il livello di istruzione religiosa dei fedeli è ai mini termini: sarebbe come occuparsi dei fiori ai balconi o del colore della tappezzeria delle poltrone in un edificio distrutto da un terremoto. 

Ciò che considero cosa gravissima è la smania di novità che anima - sin dal Vaticano II - questa presunta ricerca di maggior fedeltà nei testi liturgici e della preghiera, che insinua un'idea di provvisorietà inquietante. Pare che la Chiesa abbia insegnato per secoli una preghiera che solo ora, grazie alle ben note competenze di fine esegeta e di altissimo filologo di Bergoglio, è restituita alla sua genuina traduzione. Abbiamo pregato male per secoli, abbiamo ingannato il popolo con una traduzione che falsificherebbe le parole di Cristo, abbiamo insegnato ai nostri figli a credere che il Signore ci tenta, e che la Chiesa ha sbagliato. E se ha sbagliato sul Padre Nostro, probabilmente si troveranno altre mille occasioni per rettificare presunti errori di traduzione. Era lo stesso alibi col quale ci è stata gabellata la riforma liturgica, che in materia di traduzioni postconciliari ad usum modernistarum ha raggiunto i risultati ben noti.

Verrebbe da dire che, proprio per evitare la mutevolezza di significato dei termini che inevitabilmente colpisce ogni lingua viva, la Chiesa ha voluto preservare la purezza della propria dottrina e della propria preghiera ufficiale cristallizzandola nelle immutabili parole del latino, lingua morta per il mondo, e resa sacra dal Cristianesimo. E infatti il Concilio, quel latino, l'ha abolito nei fatti, preferendogli la lingua dei carrettieri.

Avverto in questa volontà di cambiamento, che come ho detto imperversa dal Vaticano II, una mancanza di amore per la Chiesa, per la sua storia, per la divina assistenza promessale da Cristo nelle cose inerenti la Fede e la Morale. Una mancanza di rispetto, in fondo. E quell'insensibilità cialtrona tipica degli eretici, che va sempre a braccetto con la petulanza ignorante e l'orgoglio luciferino. Tentazioni, queste, da cui non è esente chi si impanca a riformatore, disprezzando chi l'ha preceduto superandolo non solo in erudizione e in pietà, ma anche in santità ed umiltà. Adesso arrivo io che so tutto e vi dico come si traduce questo passo del Vangelo. Che presunzione.

In ogni caso, vista la scarsissima autorevolezza del personaggio, e l'assoluto fallimento di qualsiasi innovazione abbia avuto origine dal Vaticano II, questa iniziativa fallirà miseramente e non verrà seguita da nessuno. I buoni Cattolici continueranno a pregare con le parole tramandate dalla veneranda Tradizione, mentre i progressisti sono talmente pochi ormai da non rappresentare una minaccia alla sopravvivenza dell'antica formula del Padre Nostro. Quanto agli eretici ed ai pagani, non inizieranno certo a pregare adesso.

II. La pubblicazione negli Acta


Gli Acta Apostolicae Sedis sono il bollettino ufficiale della Santa Sede, nel quale vengono riportati tutti i documenti di una qualche rilevanza per la Chiesa. Tra questi, compaiono anche gli Acta Francisci PP, nel cui novero è stata inserita la lettera con cui il Sedicente ha dato ufficiale ratifica all'interpretazione di alcuni passi dell'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Ma se non sbaglio, anche tutti i documenti conciliari e le encicliche dei Romani Pontefici fanno parte degli Acta, coi loro errori ed i loro equivoci (anche di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). Ciò non ha comportato la scomunica di nessuno, almeno per ora. Anche se la gravità di non poche proposizioni è sotto gli occhi di tutti e confligge palesemente con pronunciamenti ex cathedra che hanno trovato posto nei medesimi Acta Apostolicae Sedis

Il cosiddetto "magistero" di Bergoglio ha trovato, grazie ad un escamotage da legulei, un facile sistema per rispondere ai Dubia senza farlo direttamente, e chiudendo la bocca a chi si ostina ad utilizzare i mezzi ordinari previsti dalle norme canoniche in una situazione che di ordinario non ha nulla. Si combatte con le cerbottane contro un avversario che usa le bombe atomiche. 

Lo scrivevo ieri in risposta a Danilo Quinto (qui): 

Lo dice anche Socci: Cos'altro deve fare questo signore per farci capire che vuole distruggere il Cattolicesimo? Poiché in fondo la questione è solo questa: ci troviamo dinanzi ad un personaggio che demolisce sistematicamente la Chiesa di Cristo, in virtù del proprio potere di capo della Chiesa stessa. Che lo faccia a norma del Codice di Diritto Canonico; che le sue esternazioni siano parte del Magistero; che pronunci eresie come dottore privato o maestro universale; che sia Papa legittimo o impostore sono aspetti inerenti la sua personale posizione dinanzi a Dio e alla Chiesa. Ma nei fatti la gravità di ciò che Bergoglio compie è sotto gli occhi di tutti, tanto di chi lo avversa quanto di chi lo sostiene.
A me non interessa se chi offende Dio e danna le anime lo faccia a titolo personale o no: perché è l'offesa a Dio e la dannazione delle anime che sono gravi in sé. L'eventuale illegittimità degli atti sarà nel caso un'aggravante, che nulla toglie ai delitti che egli compie.

E ribadisco: non mi interessa se l'interpretazione di Amoris Laetitia è stata divulgata privatamente, in modo informale o sugli Acta. Quel che mi interessa è che, dinanzi a Dio, se anche una sola anima si perdesse a causa dello scandalo arrecato da questa interpretazione lassista ed eretica, ne dovrebbe rispondere Bergoglio, la setta che lo affianca e i sacerdoti che, in confessione, gli obbediscono assolvendo i concubinari ed ammettendoli ai Sacramenti, nella certezza del sacrilegio della Santissima Eucaristia, della Confessione e del Matrimonio. E tanto per esser chiari: la stessa responsabilità morale grava su chi, per compiacere il mondo, ha adulterato o anche solo indebolito la cristallina trasparenza della Dottrina e della Morale cattolica con documenti erronei od equivoci, ad iniziare proprio dai documenti conciliari, quale che sia la loro portata magisteriale. E non credo che nemmeno il pantheon di Assisi, il bacio del Corano o il segno di Shiva in fronte al Vicario di Cristo siano esenti dallo scandalo per le anime e, di conseguenza, dalle responsabilità morali che ne conseguono.

Se un medico mio amico mi consiglia una medicina per curare una malattia, io mi fido di lui e seguo i suoi consigli. Così, se il medico mi ha consigliato un veleno, poco importa se ha scritto la ricetta su carta intestata o se me l'ha detto mentre eravamo seduti a prendere un caffè: il veleno mi ha certamente fatto male, e forse mi ha ucciso, ed io l'ho assunto perché mi sono fidato di lui. Quale giudizio daremo di quel medico? Quale scandalo ne deriva a tutti gli altri medici che operano per salvare il paziente, e che si vedono screditati da un ciarlatano o da una persona malvagia? 

Chiediamoci la stessa cosa in questo caso. Il fedele cattolico guarda al Papa come al Vicario di Cristo, a colui che - solo al mondo - ha il potere garantitogli da Dio di custodire il Deposito della Fede ed indicare infallibilmente la via della salvezza eterna. Se il fedele, con fiducia ben maggiore di quella che il paziente ripone nel medico, si affida alla parola del Papa e questi lo inganna, adultera la Fede, stravolge la Morale, demolisce la Liturgia e causa la dannazione delle anime che gli sono state affidate dal Divino Pastore, quale condanna tremenda, quale terribile giudizio si dovrà avere del traditore di chi si fida? E quanto maggiore sarà la colpa, dal momento che uccide l'anima, e non il corpo? Poco importa che le parole di colui al quale si guarda come Padre comune dei credenti siano suggellate da un timbro o dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale della Santa Sede.

D'altra parte, sapere che un Papa pronuncia eresie materiali - e forse formali - senza che queste facciano parte del Magistero infallibile serve solamente a confortarci del fatto che il Signore non permette al Suo Vicario di insegnare degli errori ex cathedra, cosa peraltro nota e della quale non possiamo minimamente dubitare, essendo una verità certissima garantita da Dio stesso. Ma nulla toglie alla gravità inaudita di avere un eretico assiso sul Soglio di Pietro che comunque procura un danno incalcolabile all'onore di Dio, alla santità della Chiesa ed alla salvezza delle anime. 

Il fatto è che, per affrontare il problema Bergoglio, si dovrebbe aver l'onestà di riconoscere che la cancrena della setta conciliare è solo l'ultimo stadio di una piaga purulenta, di un morbo contratto dal turpe commercio della Gerarchia con il mondo, la carne e il diavolo. Il modernismo è l'HIV della fede: si contrae per contatto e l'unico modo per evitarlo è astenersi da qualsiasi rapporto con chi ne è infetto. Chiamare in causa il solo Bergoglio, dimenticando chi l'ha preceduto distruggendo la Chiesa non meno di quanto egli stia facendo oggi, è come pensare che il preservativo sia un rimedio efficace per non esser contagiati dal virus: potrà forse funzionare una volta, ma non risolve il problema, né per chi è malato, né per chi è sano. Anzi, lo stesso ricorso a questo palliativo è moralmente grave di per sé.

Mettiamo pure sotto processo Bergoglio. Dichiariamolo eretico. Deponiamolo. Ma assieme a lui dichiariamo eretici anche i difensori della laicità dello Stato, i paladini dell'ecumenismo irenista, i distruttori della Messa cattolica, i devastatori delle Vocazioni secolari e regolari, i vandali della Spiritualità e dell'Ascesi, i lanzichenecchi della Chiesa.  

A questo punto non credo sussistano dubbi sul fatto che Bergoglio sia eretico formale, e che come tale si debba prendere atto che non è più degno di ricoprire il ruolo di Capo della Chiesa, semmai ha voluto esserlo e semmai lo è stato. Rimane solo da comprendere chi, in seno alla Gerarchia, è autorizzato a farlo. Il Decano del Sacro Collegio? Il Cardinale più anziano dopo di lui, se questi non accetta? Lascio ai canonisti ampia materia di discussione. L'importante, però, è che si aprano gli occhi dei fedeli e del Clero, e che si ponga quantomeno la questione.

Mi chiedo, per concludere, se la pubblicazione dei deliri del Satrapo di Santa Marta sugli Acta  non sia un'abile manovra di chi, membro della stessa setta, voglia togliersi dai piedi un personaggio rivelatosi scomodo e indocile ad ogni possibilità di manovra. In tal caso, la responsabilità della deposizione di Bergoglio cadrebbe sui Cardinali e sui Vescovi fedeli alla Tradizione, ma non è detto che a beneficiarne - eleggendo un Papa più malleabile - non siano i suoi avversari all'interno della neo-chiesa. Et erunt novissima hominis illius pejora prioribus.

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Commenti

  1. Grazie Signore per queste parole che spazzano anni di ambiguità.

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  2. Le risparmio l'ennesimo libro sul soggetto di cui, questa volta si prende in esame l'aspetto culturale, i libri letti, si fa per dire, e la sua personalissima teologia pro domo sua.Si qualifichi come sacerdote per i bloggers anglofoni, i suoi scritti sono troppo belli per essere quelli di un semplice blogger, riguardo ad omissis lei saprà che ora in confessione ti chiedono la fedeltà assoluta al jefe,che interessa poco se valido o meno, ma sicuro poco adatto se non contrario al compito che gli spetterebbe, ciò detto, io me ne frego della nuova traduzione, mi fu insegnato in latino da quella santa donna di mia madre e in tal lingua, dopo anni di vagabondaggi vari, sono tornato a pregarlo, il Signore non ci abbandonerà, lo ha promesso, nel frattempo preghi per tutti noi, le sue preghiere valgono sicuramente più delle mie. Grazie per il post.

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    1. Caro amico,
      La ringrazio per l'apprezzamento. Tra i miei pochi lettori, credo che parecchi abbiano capito qual è il mio stato nella Chiesa e, al di là di questo, sappiano cogliere il contenuto e la validità delle mie argomentazioni. Non cerco notorietà, né voglio fare da Masaniello. Mi limito a cercare di fornire elementi che inducano chi mi legge a porsi delle domande, ad approfondire la materia e - a Dio piacendo - a prendere posizione.
      Leggendo i miei scritti di questi ultimi anni qualcuno avrà capito che gli allarmi che lanciavo sin dall'epoca di Giovanni Paolo II hanno ahimè trovato puntuale realizzazione, perché la crisi nasce dal Concilio, e forse c'è chi inizia a capirlo. Repetita juvant...
      Preghi anche Lei per me, e soprattutto per la Santa Chiesa.
      + Baronio

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    2. Ne devi ancora ingoiare di merda, caro Baronio. conserva ancora un po' del tuo veleno, ti servirà per l'onda di depressione che si abbatterà su voi fanatici verso marzo-aprile del prossimo anno. Lì ci sarà da ridere.

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  3. Una volta riconosciuto che, attraverso il concilio, la Chiesa Romana come lasciata da Pio XII è stata sostituita da una setta, bisogna indicarne i membri.

    Non solo : ma tra essi riconoscere la gerarchia per combattere efficacemente la setta. In parole povere, chiedersi chi è che comanda in vaticano.



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    1. Siano lodati Gesù e Maria!

      Carissimo/a Miri,
      mi permetto di esprimere una opinione personale, pronta ad essere vagliata e ridiscussa da Mons. Baronio. Il grande problema non é che si tratta una setta (come dice lei), né si può parlare di "falsa Chiesa", perché coloro che fanno parte della gerarchia sono veri Sacerdoti, veri Vescovi, veri Papi (discorso a parte per omissis). La dottrina promossa é falsa, eretica, oltraggiosa per le orecchie pie, ecc... ma coloro che la promuovono sono a tutti gli effetti dei ministri di Dio.

      Pertanto: il rispetto é dovuto ai ministri di Dio in quanto uomini che oggettivamente, sul piano ontologico, non sono dei laici. Per quello che invece riguarda le dottrine da loro propugnate, possiamo chiaramente chiamarle false: se all'inizio hanno mantenuto una "facciata" di cattolicesimo (come la basilica di S. Benedetto: crollata mantenendo la facciata, proprio mentre omissis andava a celebrare gli eretici...), adesso anche la facciata é crollata.

      È vero che si può mettere in discussione la validità delle ordinazioni sacerdotali/episcopali con il NO, e sono d'accordo ad un confronto concreto e pronto ad approfondire il tema prima di parlarne. Se Monsignore vuole darci la sua interpretazione, personalmente la prenderò in grande considerazione per approfondire meglio il tema. Preghiamo gli uni per gli altri.

      Ave Maria

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    2. Caro Sursum Corda,

      è vero che posso passare per un "estremista", ma non voglio credere che la validità delle ordinazioni e delle consacrazioni sia dubbia, perché questo aprirebbe un abisso nel quale la Provvidenza non può permetterci di cadere.

      Quanto al termine setta, che uso spesso, credo sia il caso di precisare che con esso intendo un gruppo religioso organizzato, dotato di finalità che non coincidono con quelle della Santa Chiesa, ma che si sovrappone ad essa, come un diaframma, sicché è estremamente difficile dire a prima vista chi ne faccia parte e chi no. Ma si tratta pur sempre di una setta, anche se è dotata di Ministri sacri (non sarebbe la prima volta che il Clero abbraccia l'eresia in massa, basti pensare all'arianesimo o al modernismo).

      La Chiesa rimane, per le promesse di Cristo. Ma le fa schermo una pseudo-chiesa che non vuole separarsi ufficialmente da essa, anzi si ammanta della rispettabilità della Sposa di Cristo per combatterla dall'interno, perseguendo scopi che sono in palese conflitto con quelli della Chiesa. E' quel mistero di iniquità che Nostra Signora ha annunciato a La Salette: Roma perderà la Fede e diventerà sede dell'Anticristo e che Leone XIII aveva visto e denunciato nel suo esorcismo: La Chiesa, Sposa dell'Agnello Immacolato, sarà colmata di amarezze, avvelenata d'assenzio da nemici tremendi. Lì dove è costituita la Sede del Beatissimo Pietro e la Cattedra della Verità per illuminare le genti, essi porranno il trono della loro abominazione ed empietà, affinché possano disperdere il gregge, dopo aver colpito il Pastore.

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    3. Perfettamente d'accordo con lei.
      Una santa festa dell'Immacolata!

      Ave Maria

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  4. La Chiesa " schermata " e la chiesa "schermante " HANNO UNA UNICA GERARCHIA

    che è quella che è VISIBILE e che professa tenacemente i "valori del CV2".

    Solamente alcuni trovano da eccepire - soltanto - su Amoris Laetitia additando bergoglio come il distruttore della chiesa. Essendo membri, pienamente convinti, della gerarchia conciliare - a meno che non vi sia fra loro qualche matusalemme,mai diranno che la chiesa conciliare è altro dalla Chiesa Cattolica.

    Ratzinger ha fornito la " formula " per spiegare l'impossibile continuità. Alchimie rabbiniche. Perché di questo si tratta.

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  5. Bene, bene, bene!

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  6. Caro Monsignore,
    Le dirò una cosa. Una cosa buona, per me personalmente, Bergoglio l'ha fatta. La cosa che più mi ha colpito, nel presente pontificato, è che per la prima volta nella storia si tenta, riuscendoci, di far sembrare la Chiesa RIDICOLA. La Chiesa corrotta, la Chiesa ubriaca di potenza, la Chiesa debole e cigolante, può darsi, ci siamo. La Chiesa ridicola è una novità. E' una novità talmente grande e stupefacente che mi ha fatto riflettere, e mi ha invitato pressantemente a prendere personalmente più sul serio la religione cattolica, il destino della mia anima, la realtà di Dio. Perchè del cattolicesimo e di Dio tutto si può dire e pensare, anche che siano totalmente falsi e immaginari: che siano ridicoli, no. E in effetti, credo che sinora proprio nessuno lo abbia pensato. Oggi, invece, è la reazione emotiva normale di fronte a questa Cosa. la distonia cognitiva è talmente grande che costringe a pensare, interrogarsi, soprattutto PRENDERE SUL SERIO la questione. Mi sa che questo è proprio "il caso serio". Scusi l'"a parte" personale e cordiali saluti.

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    1. Ciò che i nemici della Chiesa (eretici, massoni, atei) hanno da sempre cercato di fare: far sembrare la Chiesa corrotta, ubriaca di potenza, debole e cigolante, ed infine ridicola. Collo scopo di far diminuire o cessare l'amore per la vera Chiesa Cattolica una santa e apostolica. Sapendo che qua e là nella storia bimillenaria di Nostra Madre Chiesa Cattolica qualche membro corrotto si trova sempre, e se non si trova lo si può sempre infiltrare. Che altro è ciò che abbiamo sotto gli occhi se non la realizzazione di questo perverso programma: chi segue i dettami dei modernisti perde l'anima, chi li rifiuta ritenendo però la setta modernista una qualche espressione della vera Chiesa impara ad odiarla o almeno a dubitare di essa: che altro sono tutti questi studi sui "Papi eretici", sull'estrema rarità del magistero infallibile, sulla malignità e sugli errori del Sant'Uffizio cattolico e via dicendo se non argomenti presi dall'arsenale di eretici (protestanti, giansenisti...) di massoni e di atei, od ispirantisi a costoro! C'è perfino chi, siccome Bergoglio è un sedicente "gesuita" (ma prima di tutto è un eresiarca modernista e quindi assolutamente non cattolico, altroché gesuita), condanna la Compagnia di Gesù (e qualcuno persino il suo fondatore Sant'Ignazio) come fosse sempre stata, e già a partire dalla sua fondazione, un fomite di eresia e persino di massoneria, accodandosi così alle orrende calunnie di Weisshaupt (Illuminati di Baviera), senza comprendere che quell'Ordine cattolico (e deputato per secoli alla strenua ed efficace difesa del cattolicesimo e del Papa), così come gli altri Ordini, è stato progressivamente infiltrato fino a raggiungere il punto di non ritorno per cui cambiando la propria essenza è divenuto altro da sé; per ciò che riguarda la Chiesa stessa tale punto di non ritorno (quello in cui la setta ha preso il potere in maniera irreversibile cambiandone l'essenza stessa), può essere grossomodo identificato col conciliabolo vaticansecondista: ce lo dicono i modernisti stessi che i cambiamenti conciliabolari sono divenuti irreversibili, e per una volta impariamo qualcosa di furbo dal nemico!

      Così, pur combattendo con tutte le nostre forze gli eretici modernisti, cerchiamo però di opporci ai nostri nemici, cerchiamo di innamorarci sempre più della vera Chiesa cattolica di N. S. G. C., unica arca di salvezza, cerchiamo di controbattere le calunnie scagliate contro di Lei invece di accoglierle e propalarle noi stessi ad altri, leggiamo la vera storia della Chiesa scritta da quei veri cattolici che in passato hanno rifiutato calunnie e leggende nere (ce ne sono, ce ne sono ma non le troverete nelle librerie dei modernisti...). Pensate se domani fosse eletto un Papa cattolico: coloro che sono stati allevati nell'anarchia, nel sistematico sospetto del Papato e della gerachia cattolica, coloro che, absit iniuria verbis, ritengono la Chiesa deviata già dai tempi di San Pietro, come potranno credergli ed ubbidirgli come spetta al Vicario di Gesù Cristo?

      Impariamo invece ad odiare il veleno anticattolico proveniente da massoni ed eretici che ci viene propinato giornalmente persino da sedicenti "cattolici tradizionali": prima o poi l'anarchia finirà, ma solo chi avrà l'habitus dell'obbedienza ancora intatto potrà rimanere cattolico.

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    2. L'habitus dell'obbedienza non può sovvertire l'obbedienza stessa: credo che ne converrà con me. Quindi non è lecito obbedire a leggi ecclesiastiche contrarie alla Legge di Dio, ed è doveroso resistere all'autorità che li promulga. Non si tratta di sistematico sospetto, ma di una constatazione della realtà dei fatti, dopo sessant'anni di vera disobbedienza della Gerarchia a Dio.

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    3. Questo è parlar cattolico, complimenti Monsignore. Vedo che anche lei ci mette in guardia dal cd "colpo da maestro di satana", come faceva Mons. Léfèbvre, grazie di cuore.

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    4. «non è lecito obbedire a leggi ecclesiastiche contrarie alla Legge di Dio»

      Lo credo bene, ed io sono il primo a non ubbidire a leggi promulgate da eretici. Il problema è che la Chiesa di N. S. G. C. non promulgherebbe mai leggi ecclesiastiche siffatte, e ciò non tanto per infallibilità magisteriale, quanto perché anche ammettendo la possibilità di un errore questo sarebbe tale da non contrastare frontalmente con la suprema lex della Chiesa cattolica, che è appunto la salvezza delle anime. Anche un protestante dovrebbe capirlo: «Quis autem ex vobis patrem petit panem, numquid lapidem dabit illi? Aut piscem: numquid pro pisce serpentem dabit illi? Aut si petierit ovum numquid porriget illi scorpionem? Si ergo vos, cum sitis mali, nostis bona data dare filiis vestris: quanto magis Pater vester de coelo dabit spiritum bonum petentibus se?» Lc. XI, 9.

      Salus animarum suprema lex: la nuova Alleanza non consente alla vera Chiesa di contravvenire allo scopo ultimo del Sacrificio di N. S. (Matth. XVI, 18: «tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam»). Come ciò si stia realizzando può essere al momento alquanto misterioso, ma questo non ci consente assolutamente di contravvenire ai sani princìpi cattolici. Se deroghiamo sistematicamente ai sani princìpi, caro Baronio, perdiamo il discernimento e siamo perduti.

      Ciò che vorrei chiarire è che ci sono persone che prendendo spunto dalla doverosa (e sottolineo doverosa) critica demolitrice alla setta conciliabolare, attribuiscono però alla vera Chiesa cattolica preconciliabolare (e quindi in ultima analisi a Nostro Signore G. C.) la responsabilità dell'eresia e dell'apostasia attuale, cosa assolutamente assurda e delirante; persone che disubbidiscono agli ordini non perché gli ordini sono anticattolici o perché provengono da eretici fatti e finiti ma perché si sono allenati negli anni (e qualcuno nei decenni) del postconciliabolo a fare così; mi vengono in mente taluni semitradizionalisti che criticano la Chiesa preconciliabolare magari giustificando talune istanze di quell'eretica assise; converrà con me che se qualcuno si allena negli anni a considerare deleterio il magistero di quella che lui crede la vera Chiesa cattolica farà così anche se fosse di fronte a un nuovo San Pio X. E ciò perché costoro, ritenendo la Chiesa cattoica una perfida matrigna che abbandona i suoi figliastri alla perdizione, odiano la vera Chesa di Gesù Cristo Nostro Signore che con il suo passato comportamento li ha messi nell'attuale situazione. Lei Baronio che talora frequenta certi blog "postconciliari" dovrebbe sapere bene di che habitus sto parlando.

      Con ciò non voglio assolutamente spegnere la doverosa (ripeto: DOVEROSA) critica antimodernista: solo cerchiamo di non segare il ramo su cui siamo seduti, cioè il Cattolicesimo come era vissuto nella Chiesa preconciliabolare.

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    5. Lei confonde il cattolicesimo con il clericalismo. La chiesa preconciliare non era certo perfetta ma non aveva apostatato. Ormai ci ritroviamo con
      una istituzione completamente infettata di modernismo, relativismo, protestantesimo ed altre derive.

      Cosa resta di coerentemente cattolico in questa gerarchia ed in questo falso papato indegno e blasfemo?

      Il ramo su cui era seduta la Chiesa lo hanno segato i falsi pastori a cui colpevolmente moltissimi fedeli spesso affatto in buona fede hanno preferito obbedire per convenienza e quieto vivere.

      Continuare così ormai non si può più, ormai siamo alla sovversione di ogni principio. Il ramo già marcio è bello e crollato. Sarà bene farsene una ragione e cominciare a cercare la via di farne crescere un'altro, sano.
      e solido.

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    6. Il ramo su cui era seduta la Chiesa lo hanno segato i falsi pastori.

      Io direi invece che i falsi pastori hanno segato il ramo dell'albero della Chiesa su cui erano seduti. Poiché abbiamo le promesse di Cristo, sia per la protezione sulla Chiesa, sia per la punizione degli empi.

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    7. Voi ve la cantate e voi ve la suonate!

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  7. Poteva il papa nero, quello per cui il diavolo è solo un'astrazione, lasciare che si dicesse che invece Satana tenta? Certo che no: e infatti è stato intercettato il biglietto col suo consiglio al Bergoglio su quella frase del Padre nostro. Pare che presto lo pubblicheranno sugli Acta Curiæ generalitiæ Societatis Jesu, com'è d'uso per le lettere private, ma intanto eccolo qua:

    Che Dio non possa indurre in tentazione,
    questo perfino tu, Jorge, lo vedi;
    ma poiché anche il demonio è un'astrazione
    non lo può fare manco lui, non credi?
    E quindi quella frase sconveniente
    conviene toglierla direttamente:
    tanto chi ce lo dice che Gesù
    l'ha pronunciata? Io non c'ero, e tu?

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  8. Non so perchè, ma mi è venuto in mente che per curare un ascesso, bisogna far esplodere il bubbone e far uscire il pus ripugnante ed infetto. Poi guarisce.

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  9. Che Dio non possa indurre in tentazione,
    questo perfino tu, Jorge, lo vedi;
    ma poiché anche il demonio è un'astrazione
    non lo può fare manco lui, non credi?
    E quindi quella frase sconveniente
    conviene toglierla direttamente:
    tanto chi ce lo dice che Gesù
    l'ha pronunciata? Io non c'ero, e tu?


    Questo blog ha dei capolavori pure nei commenti...

    Bergoglio si dimostra un divisore. In Amoris Laetitia, si sceglie il caso limite per attaccare il V comandamento, visto che in molti casi uno dei due partner si deve astenere o dai sacramenti o dall'amore carnale per colpe non sue. Nella frase del Pater Noster si sceglie la frase che in effetti potrebbe venir interpretata in maniera blasfema. Coincidenze? Non credo proprio. Quando vuoi strappare qualcosa lo fai dai punti deboli. Personalmente se dico "non indurci in tentazione" dichiaro implicitamente che tutto quello che esiste viene in ultima analisi da Dio, mica intendo accusarlo...

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  10. Salve Cesare, una domanda.
    Lei dice ''Pare che la Chiesa abbia insegnato per secoli una preghiera che solo ora'' per avviare la polemica sul Papa che smonta la tradizione della Chiesa.
    Ora, posto che il problema riguarda la traduzione in lingua nazionale, le risulta che sia da secoli che la preghiera viene insegnata in lingua nazionale?
    La prego di rispondermi perchè vorrei capire se dice cose sensate o no.
    Grazie.

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    1. Tutte le preghiere cattoliche, e massimamente il Pater noster hanno avuto una traduzione nelle lingue volgari, per renderle comprensibili al popolo. I missionari lo insegnavano ai selvaggi nella loro lingua, e così pure le mamme ai loro figli. E quel "non c'indurre in tentazione" è così tradotto da almeno la fine del Settecento. Il fatto che la Preghiera del Signore (Oratio Dominica) fosse insegnata anche in latino, per l'uso liturgico, non significa che i fedeli non la recitassero anche nella loro lingua. Cambiarla ora è inutile e dannoso, perché quel che va spiegato è il senso di quelle parole senza modificarle rispetto al testo originale, che è identico.

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