LETTERA AD UN SACERDOTE - Considerazioni su un inganno durato cinquant'anni.




Dominus pars hereditatis meae et calicis mei:
tu es qui restitues hereditem meam mihi.


Lo so che ti senti giudicato, quando critico il Concilio. É come se parlassi male di qualcosa che ti riguarda da vicino, perché tu quel Concilio l’hai vissuto, ne hai respirato l’aria, ne hai condiviso le attese e le speranze. Perché tu, come tanti altri sacerdoti, sei stato formato alla scuola del Vaticano II, hai imparato a celebrarne i riti, ne hai studiato i documenti. Quel Concilio ti ha plasmato, ha fornito le risposte alle domande dei tuoi fedeli, ha costituito materia di meditazione per i tuoi Esercizi Spirituali, è stato il tema di conferenze in Curia, lezioni in Seminario, discussioni tra confratelli. 

E poi quel Concilio è stato promulgato dalla Chiesa, ha segnato la sua storia recente, ha rappresentato un’apertura al mondo ed una sfida per l’evangelizzazione. A quel Concilio erano presenti i Vescovi di tutto il mondo, i Cardinali delle Congregazioni Romane, teologi, moralisti, canonisti. Tutti insieme con Papa Giovanni prima e con Paolo VI poi, per scuotere la Chiesa dal suo torpore, per aggiornarla non tanto nella dottrina, quanto nel modo di annunciarla alla società moderna. 

Difficile, ad esser sinceri, pensare che tanti Vescovi e gli stessi Papi si siano potuti sbagliare, insegnando dottrine eretiche, cambiando la Messa in senso protestante, diffondendo l’ecumenismo. In fondo, con il dialogo interreligioso il Concilio voleva far fronte comune contro il materialismo, cercando di trovare un punto d’incontro con chi, pur separato dalla Chiesa, crede almeno in Gesù Cristo. E poi, dopo qualche anno, anche con chi, pur non credendo in Gesù Cristo, crede almeno in un Dio unico. E più tardi con chi, non adorando un solo Dio, ha almeno un vago concetto della divinità. 

Per te, che sei abituato a celebrare la Messa conciliare - che poi conciliare non è, visto che è stata promulgata alcuni anni dopo - l’idea di usare una lingua che il popolo non comprende è inconcepibile, perché ti hanno insegnato che la Messa è una cena, un convito fraterno in cui si spezza la parola e il pane. Ti hanno detto che prima del Concilio i fedeli non capivano niente, sgranavano il rosario mentre il prete compiva i suoi riti dando loro le spalle. Ti hanno raccontato che l’omelia era tenuta in latino, e tu giustamente ti domandi come fosse possibile considerare la fede una sorta di appannaggio privato del Clero, come si potesse tenere nascosti i tesori della Sacra Scrittura, privilegiando le devozioni personali. E qualcuno ti ha pure riferito aneddoti su come le vecchiette storpiassero le parole degli inni, canta il merlo sul frumento al posto di Tantum ergo Sacramentum. Poi sono arrivati professori laureati alla Gregoriana a spiegarti la Gaudium et Spes, a tenere corsi intensivi sulla Dignitatis humanae, a mostrarti come sia meglio se la Chiesa la smette di ritenersi padrona della verità rivelata, preferendo proporre il messaggio evangelico e lasciando agli uomini la libertà di aderirvi per convinzione e non per costrizione sociale o con la minaccia dell’Inferno. 

Forse quand’eri piccolo hai anche servito la Messa antica, introibo ad altare Dei, e ti sei abituato a pensare che nemmeno tu capivi poi molto di quel latinorum, di tutte quelle cerimonie strane, dei segni di croci, del bacio delle ampolline, le berrette col fiocco, i Canonici con l’almuzia, il Vescovo in cappamagna con il cappuccio in capo per i Mattutini delle Tenebre. Ricordi il regolamento del Seminario, la tonsura che si rinfrescava ogni sabato con quello strano rasoio, il Prefetto di disciplina, il canto dei Vespri e la benedizione col Santissimo. T’adoriam, Ostia divina. Ricordi anche la prima Messa, col prete assistente in piviale: il tuo vecchio parroco. 

Certo, oggi le cose sono cambiate, e molto. Ma sono cambiate lentamente, anche se inesorabilmente. Ti dicevano, allora, che la Messa nuova era solo una traduzione di quella antica, e tu ci hai creduto: perché non farlo, in fondo, quando chi te lo diceva era un tuo confratello o il tuo Vescovo? E quella Messa, comunque, la celebravi bene, con devozione, e tenevi tutti i paramenti in ordine, facevi lucidare i vasi sacri e la portella del tabernacolo, cambiavi il conopeo, volevi fiori freschi per l’altare.

All’inizio era un tormento: prima hanno tradotto un pezzo della Messa ma lasciato in latino il Canone. Ma non c’erano più l’ultimo Vangelo e le preci leonine. Poi hanno tolto il manipolo. Poi hanno tradotto anche il Canone. Poi ne hanno aggiunto altri, alcuni brevissimi - la Preghiera Eucaristica II - e in compenso c’era la preghiera dei fedeli. Il popolo era abituato al Kyrie VIII, al Credo III, e veniva la domenica pomeriggio per i Vespri, che però non c’erano più: c’era la Messa vespertina. Col Rosario in latino. Poi in italiano. Poi senza la preghiera a San Giuseppe. A Voi, o beato Giuseppe, stretti nella tribolazione ricorriamo. Un giorno qualcuno ha smesso di dirla, e nessuno si è chiesto perché. 

Poi hanno iniziato a dirti che il saturnio non era più obbligatorio, anche se solo dieci anni prima - era il 1962, ricordi? - il Sinodo Romano prescriveva che dovevi mettere la berretta in parrocchia e il cappello tondo per andare in Vicariato, e che per le udienze al Cardinal Vicario era obbligatoria la ferraioletta, rimasta nella naftalina in un cassetto del comò. Così ti sei adeguato.

Ti hanno spiegato che sì, la talare si doveva portare per l’amministrazione dei Sacramenti, ma che quand’eri in viaggio potevi metterti il clergyman, nero e col panciotto, e tu all’inizio eri impacciato ad andare in giro coi pantaloni, per via di quell’incedere un po’ strano, a papera, che avevano i preti abituati ad usare la sottana. Poi hai iniziato a vedere altri confratelli in camicia blu o grigia, e di lì a qualche anno anche tu hai pensato che, in fondo, visto che indossavi il camice non c’era poi bisogno di mettere la talare per la Messa. E di lì a poco hai smesso di metterla del tutto. L’importante è il segno, dicevano.

Poi è arrivato un pretino dal Vicariato che ti ha detto che l’altar maggiore andava rimosso e spostato versus populum, e che nell’attesa del permesso della Sovrintendenza avresti dovuto mettere un tavolo in mezzo al presbiterio. E tu l’hai fatto, e ci hai messo pure il palliotto, i sei candelieri e la croce, e la sede in cornu Epistolae, per non dare le spalle al Santissimo nel tabernacolo. Ma anche così non andava bene: dovevi togliere la croce, metterla da un lato, usare solo due candelotti da una parte e un vaso di fiori dall’altra. E spostare il Santissimo in una cappella laterale, per favorire la preghiera individuale, visto il viavai che c’è davanti all’altar maggiore durante le funzioni. Ed hai obbedito, anche se ti dispiaceva mettere in castigo il Padrone di casa e prendere il suo posto quando celebravi l’eucaristia. Perché non si chiamava più Messa: ti hanno spiegato pazientemente che quella era una parola medievale, senza senso, e che il Concilio, la Costituzione sulla Sacra Liturgia, l’allocuzione del Papa, il discorso del Prefetto del Culto Divino dicevano e raccomandavano ed ammonivano ecc. 

Intanto anche in parrocchia le cose cambiavano. Non si cantava più Salga da questo altar l’offerta a Te gradita, né In Te credo o Dio nascosto, a Cui salgon preci e incensi, ma Tu sei la mia vita o Dolce sentire ed altre canzonette di Symbolum, diffuse coi libretti che ti spedivano dall’Ufficio Liturgico. L’organo rimaneva alle feste grandi, ma per le domeniche per annum i ragazzi volevano la chitarra, e in fondo che male c’è se suonano con uno strumento che assomiglia a quello con cui Davide cantava i Salmi? Almeno li teniamo in parrocchia, pensavi. 

A un certo punto qualcuno ha deciso che si poteva sostituire la Confessione individuale con una celebrazione comunitaria, in cui il celebrante impartiva l’assoluzione a tutti, senza l’accusa dei peccati e senza verificare le disposizioni del penitente. Tu hai trovato un compromesso, celebrando quel rito ma chiamando dei confessori, a disposizione dei fedeli che preferivano fare come si è sempre fatto. Ma, anche allora, hai obbedito, trovando una qualche giustificazione per mettere a tacere la coscienza. 

Poi ti è toccato far leggere le letture ai laici: zitelle coi capelli corti e gli occhiali con la catenella; padri di famiglia precettati dai catechisti per dare il buon esempio, sempre impacciati; zelatrici del tempio ansiose di arrampicarsi all’ambone: É parola di Dio. E tu a spiegare che si doveva dire Parola di Dio e basta, ma quelle niente, testarde. E il salmo responsoriale: ripetiamo insieme.

É stata poi la volta della concelebrazione, col vicario parrocchiale e i pretini dell’oratorio tutti lì intorno, in stola, a darsi il turno per dire le loro paroline e sentirsi a posto. Tante Messe in meno, anche negli orari in cui i fedeli sarebbero venuti volentieri, ma - ti dicevano - era una cosa raccomandata dal Concilio. E tu hai obbedito. 

Poi hanno cambiato anche il modo di dar la Comunione, che già si riceveva in piedi da anni, ma ora si poteva prendere in mano. E tu hai spiegato dall’ambone, come ti avevano detto, che quello è un gesto antico, della comunità primitiva, di quando i Cristiani erano nelle catacombe. E avanti anche con la Comunione in mano, quindi, e tu lì a rimproverare i ragazzini della Cresima che arrivavano all’altare con la gomma in bocca, o volevano prendere la particola con le dita, come se fosse una patatina. E le suore - le suore: che Dio le benedica! - che per prime ti si presentavano davanti a mani tese, petulanti e aggiornatissime, istruite dal bollettino della Congregazione e da qualche sacerdote del nord. 

Poi qualcuno ha inventato i Diaconi permanenti. Tu avevi già un vedovo che fungeva quasi da viceparroco, che a Natale metteva la dalmatica altrimenti se ne aveva a male, ma te ne hanno imposto un altro, amico di un Monsignore di Curia, che compariva in sacristia col suo camice stirato dalla moglie e la stola di traverso comprata da Euroclero. E va bene: facciamogli leggere il Vangelo almeno quando viene l’Ausiliario, così vede che stiamo agli ordini.

Poi è toccato ai ministri straordinari dell’Eucaristia. Tu eri abituato a portare la Comunione ai malati, sia a casa che in ospedale, anche perché prima di comunicarli potevano aver bisogno di confessarsi, e il ministro mica può confessarli, no? Ma bisognava dare un segno di apertura al ruolo dei laici, ti dicevano. E tra i ministri, ecco la suora dell’asilo parrocchiale, che sale al tabernacolo e si serve senza nemmeno un attimo di raccoglimento, mette le sue particole nella teca e scompare. Poi la catechista, istruita dalla suora, che si occupa dei vecchietti dell’ospizio. E ancora i laici del consiglio parrocchiale che si offrono di andar loro a benedire le case a Pasqua, con un foglietto fresco di stampa, con una frasetta insulsa. 

Ad un certo punto hai letto sull’Osservatore che il Papa avrebbe tenuto un incontro di preghiera ecumenico ad Assisi. Che bello: pregare tutti insieme per la pace! Salvo scoprire che a quell’incontro non c’erano solo i fratelli separati di altre confessioni cristiane, ma pure gli ebrei, i maomettani, gli adoratori degli idoli. E che sul tabernacolo di una chiesa era stato adorato il Buddha, mentre in un altra degli indiani avevano offerto un sacrificio a Manitù, sgozzando delle galline. Ma il Papa non sapeva cosa sarebbe successo, è stata una cosa imprevista. E il tuo vecchio padre spirituale, che riceve Sì Sì No No ti mostra una foto in cui la Madonna di Fatima, portata ad Assisi da alcuni fedeli, è rimasta su un lato della piazza perché considerata troppo cattolica. 

Poi venne Jean Louis Godart, con il suo film blasfemo Je vous salue Marie, e porti i tuoi parrocchiani in piazza San Pietro a recitare il Rosario col Papa per riparare allo scandalo. Un momento commovente, di grande fede, ma che segnava un ulteriore passo nella demolizione della società. 

L’elezione di Ratzinger, col nome di Benedetto XVI, sembra ridare speranza alla Chiesa: accettare il Concilio, ma con l’ermeneutica della continuità, ossia alla luce della Tradizione. Il nuovo Papa appare in mozzetta con l’ermellino, celebra decorosamente, usa la mitria gemmata di Pio IX, ricompare la pianeta e di lì a poco anche la tunicella e il fanone. Come per magia, anche i Prelati di Curia annusano l’aria e rispolverano rocchetti col pizzo e croci pettorali preziose. Solo i tetragoni insistono ad usare i rocchetti a piegoni di Paolo VI e a non metter la berretta. E un bel giorno, il 7 Luglio 2007, viene promulgato un Motu Proprio con cui il Papa dichiara che la Messa antica non era mai stata abolita e che tutti i sacerdoti potevano celebrarla senza chiedere il permesso a nessuno. Eppure a te avevano detto che era stata soppressa, che era proibita, che la dicevano solo i lefebvriani e quei pochi che, dopo le Consacrazioni del Vescovo ribelle, erano tornati in comunione con Roma. 

Eppure quel vecchio monsignore brontolone, sempre vestito in talare e col cappello romano in castorino, che vedevi scoprirsi il capo quando passava davanti alla tua chiesa, era stato mandato in pensione anzitempo, perché non voleva celebrare il Novus Ordo e criticava il Concilio. Lo avevano invitato ad andarsene in modo un po’ spicciativo, confinandolo in un ufficio polveroso e togliendogli la cura d’anime. Ma lui, come altri tradizionalisti, era un fanatico, uno che accusava la Chiesa di aver rinnegato se stessa e il proprio passato, di aver fatto propri gli errori degli eretici. Anche se, quando lo incontravi per via, ti salutava sempre, e una volta l’hai anche chiamato a confessare durante le missioni al popolo e non ti era parso poi così rigido.

Tu hai continuato a fare il parroco, contemplando il progressivo diminuire dei battesimi, dei matrimoni, delle comunioni, dell’affluenza alla Messa domenicale. E quando ne parlavi in Vicariato, ti dicevano che era meglio avere pochi fedeli convinti piuttosto di molti che fanno battezzare i figli o si sposano in chiesa solo per consuetudine o perché i nonni altrimenti se ne hanno a male. 

Quando Benedetto XVI ha abdicato, sei rimasto di stucco e hai pensato che forse il Papa non si sentisse abbastanza forte per far fronte all’assalto dei media che lo accusavano di non aver denunciato gli scandali dei preti pedofili. Anche se sapevi benissimo che era tutta una montatura, e che il Papa aveva preso provvedimenti severissimi contro i chierici scandalosi. 

E finalmente arriviamo a Bergoglio. A quel buonasera detto dal balcone e trasmesso in televisione, mentre eri in canonica con la perpetua intenta ai fornelli. Sei sceso in chiesa e hai fatto suonare le campane, e hai pensato che forse, quello strano argentino dai modi un po’ rustici, avrebbe messo le cose a posto. Ma hai capito di lì a breve che quella di Benedetto XVI era stata una parentesi, e che Francesco andava ben oltre Giovanni Paolo II, sia nei modi che nelle parole. Un confratello di Curia ti aveva anche riferito di quell’uscita infelice - Sono finite le carnevalate! - detta davanti ai cerimonieri che porgevano al neo-eletto il rocchetto e la mozzetta. E poi il chi sono io per giudicare, l’episodio del chierichetto ripreso perché aveva le mani giunte, l’udienza ad una coppia gay, l’incontro con la Bonino - quella strega assassina -, la proiezione delle bestie sulla facciata di San Pietro, Amoris laetitia, le epurazioni all'Accademia per la Vita e l'onorificenza di San Gregorio Magno ad un'abortista.

Adesso ti domando: credi che se ti avessero chiesto, quando eri appena stato ordinato, di accettare la cosiddetta ospitalità eucaristica, celebrando la Messa con i fratelli separati, tu avresti acconsentito di dare la comunione a degli eretici? Se ti avessero detto che le paroline magiche di Dignitatis humanae servivano come alibi per Bergoglio di affermare che il proselitismo - ossia lo zelo apostolico della Chiesa per convertire le anime a Cristo - è una solenne sciocchezza, avresti dato loro ragione? Se ti avessero mostrato a cosa si doveva ridurre la Messa, con sacerdoti che inventano le parole della Consacrazione e si rifiutano di recitare il Credo, avresti obbedito? Se avessi saputo che nel 2017 la Chiesa avrebbe celebrato il cinquecentenario della «riforma» luterana, anziché la ricorrenza delle apparizioni di Fatima, avresti creduto alle assicurazioni di chi diceva che lo scopo dell’ecumenismo era di riavvicinare le comunità separate all’unico Ovile di Cristo? Avresti creduto che, nel giro di cinquant’anni, la Chiesa avrebbe avuto un Papa che convoca un Sinodo sulla famiglia per poi legittimare la comunione ai divorziati, contro lo stesso parere della maggioranza dei Vescovi? Che dinanzi ai dubia di quattro Cardinali si sarebbe ostinatamente rifiutato di rispondere? E ancora: avresti potuto credere che, dopo gli scandali sessuali - tutti avvenuti dopo il Concilio, guarda caso - il successore di Ratzinger avrebbe nominato un sacerdote scandaloso come mons. Ricca allo IOR, un gesuita favorevole al movimento GLBT come James Martin al Segretariato per le Comunicazioni, un Vescovo accusato di molestie a capo di una Diocesi in Cile, dopo aver tenuto al proprio fianco sul balcone di San Pietro il Cardinale Daneels coinvolto nell’insabbiamento di casi di pedofilia del Clero? Avresti creduto che il successore di Giovanni Paolo II avrebbe definito la Bonino una grande italiana, dopo gli oltre diecimila aborti - diecimila: hai letto bene - di cui si è resa personalmente responsabile?

Io non ti chiedo di rinnegare te stesso, né la tua buona fede. Quello che è avvenuto in questi cinquant’anni non poteva essere compreso da tutti, specialmente quando si è completamente assorbiti dagli impegni pastorali, dalle celebrazioni, dalla preparazione delle omelie, dall’assistenza spirituale dei propri parrocchiani. Soprattutto quando dalla mattina alla sera non hai un istante per raccoglierti in preghiera, né tantomeno per studiare gli atti del Magistero e la Sacra Scrittura, e devi fidarti dei riassuntini da Bignami che ti propinano al Consiglio Presbiterale. E quando, invece di recitare l’Ufficio Divino devi correre al capezzale di un moribondo, magari appena in tempo prima che gli stacchino le macchine che lo tengono in vita, lasciandolo morire di fame e sete. 

Ma se torni indietro alla tua giovinezza, ai giorni felici in cui hai scelto di rispondere alla chiamata di Dio e dedicare la tua vita per la Sua gloria e la santificazione delle anime, non posso credere che tu pensassi di finire a fare il sindacalista o l’assistente sociale, vestito come un controllore del tram, ad affermare che, in fin dei conti, tutte le religioni vanno bene. Perché tu credevi - e, in fondo al cuore, credi ancora - che nel tuo ministero avresti dovuto proclamare il Vangelo, donare la vita della Grazia col Battesimo e restituirla con la Confessione, consacrare nella legge di Dio l’unione degli sposi cristiani, chiudere gli occhi dei morenti confortandoli l’Estrema Unzione e con il Viatico, accompagnarli all’ultima dimora benedicendo la loro tomba. E forse indirizzare qualche giovane al sacerdozio o alla vita monastica. 

Quello che ti hanno fatto, quello hanno fatto a ciascuno di noi, è stato farti credere, a piccoli passi, che non cambiasse nulla, anche se nei fatti stava cambiando tutto. E non solo le cose superficiali, ma anche la stessa dottrina, la morale, la liturgia, la spiritualità. Una truffa colossale, nella quale sono caduti non solo i fedeli ed il basso Clero, ma anche molti Vescovi e tanti Cardinali. Un inganno tremendo, condotto con un’astuzia luciferina.

Così quella talare che non indossi più ti ha reso simile al mondo, ha spento in te quella luce che il mondo ha bisogno di scorgere per vedere Dio attraverso il suo ministro. Quel girare l’altare verso il popolo non è servito ad avvicinare i fedeli a Dio, bensì a far loro credere che la Messa non è un sacrificio ma una cena, alla quale si può andar vestiti come si va alla spiaggia. Quel dare la Comunione in mano ha indebolito il senso di adorazione verso il Santissimo Sacramento, al punto che oggi si può negare apertamente la Presenza Reale ed essere allo stesso tempo professori in Seminario. E quel martellare insistente sul Concilio, sullo spirito del Concilio, sulla Chiesa del Concilio, sui Papi del Concilio, sulla Messa del Concilio, ti ha portato a pensare che quel che c’era prima, quand’eri ancora giovane o forse solo bambino, era tutto sbagliato, era un’altra religione, un’altra Chiesa. La vecchia Chiesa, come la chiamano certi Prelati di oggi. 

Ma come? Non ti avevano detto che era tutto come prima, che non era cambiato niente, che la fede era la stessa e cambiava solo il modo di annunciarla? Non ti avevano raccontato che la Messa era stata solo tradotta e un po’ semplificata, giusto per sfrondarla da qualche ripetizione? 

E adesso, a distanza di pochi decenni, le chiese sono vuote, non ci sono vocazioni, i conventi e i monasteri chiudono e vengono venduti per farci degli alberghi, le chiese ospitano pranzi invece di essere usate per il culto di Dio, e ti dicono che, a causa della scarsità di preti, bisognerà ordinare i viri probati, pensare alle donne diacono, affidare i funerali e la predicazione ai laici. Intanto devi occuparti di trovar casa per i profughi maomettani, mentre i pensionati della parrocchia non hanno i soldi per pagare la bolletta della luce, mentre padri di famiglia sono licenziati e si riducono a mendicare, senza nemmeno poter usare le strutture della Caritas, ormai riservate alle orde islamiche che Bergoglio intima di accogliere, mentre non spende una parola per chi non vuole accogliere la vita nascente nel ventre materno e quella che va spegnendosi negli ospizi. Lui non si immischia, dice. 

No, caro amico, non ti giudico. Anzi, ringrazio Dio che ha permesso - negli imperscrutabili piani della Sua Provvidenza - che vi fossero sacerdoti animati da buoni propositi ad impedire che la devastazione arrivasse ancor prima, e far sì che i fedeli avessero qualcuno che dicesse loro ancora qualche parola buona, che illuminasse la loro coscienza, che li rimproverasse nelle loro mancanze, li esortasse nei momenti della prova. Senza di te, la Chiesa si sarebbe trovata già negli anni Settanta nella tremenda situazione in cui versa ora. 

Ma se ammetti di esserti lasciato ingannare; se riconosci di aver prestato fede ed obbedienza a qualcuno che in cuor suo aveva ben chiari gli obiettivi da raggiungere; se inizi a capire di esser stato usato per dare una parvenza di rispettabilità a chi in seno alla Chiesa tramava per demolirla, non puoi fingere che l’apostasia presente sia nata dal nulla, e che gli equivoci deliberatamente insinuati nei testi del Concilio non fossero finalizzati al raggiungimento di scopi che, se annunciati apertamente allora, avrebbero suscitato una ribellione di tutti i sacerdoti, ed anche da parte tua. Ma loro sapevano come muoversi, e tu eri impegnato, assediato, solo. Circondato da altri confratelli altrettanto soli ed impegnati, tutti presi a correre di qua e di là, e mai lasciati a pregare davanti al tabernacolo. 

Se quel Concilio fosse buono, non avrebbe avuto sorte diversa di quella ch’è stata riservata agli altri Concilj che l’hanno preceduto, non credi? Se quel Concilio fosse buono, non darebbe adito ad equivoci, non legittimerebbe quanti - citandolo - legittimano le peggiori deviazioni dottrinali e morali. Se quel Concilio fosse buono, conterrebbe come gli altri la condanna degli errori che si oppongono al suo insegnamento. E, ad essere onesti fino in fondo: se quel Concilio fosse buono, non sarebbe stato la causa della crisi della Chiesa, della defezione del Clero, dell’immoralità nei Seminarj e negli Atenei, dell’abbandono delle vocazioni, del decremento della frequenza dei Sacramenti, della perdita della Fede nel popolo. 

D’altra parte, chi l’ha fatto, quel Concilio? Eruditi teologi, o piuttosto eretici già condannati dal Sant’Ufficio? Dotti moralisti, o personaggi dalla condotta quantomeno discutibile, e dalle idee rivoluzionarie? Esperti liturgisti, o seguaci del modernismo, assieme a pastori luterani? Come puoi pensare, onestamente, che la ribellione a Dio ed il tradimento della Chiesa possa aver dato dei risultati buoni?


Quando mai, ti chiedo, un Concilio ha causato tanti e tali danni alla Chiesa? É forse accaduto con il Concilio di Nicea, con quello di Costantinopoli, col Tridentino, con il Concilio Vaticano I? Certo che no: dopo tutti questi Concilj la Chiesa ha beneficiato di conversioni, vere riforme, nuovi Ordini religiosi, rinnovato slancio apostolico, Santi e Sante d’esempio ed edificazione per i fedeli. E cosa ha prodotto, questo Vaticano II? Lo chiedo a te, che forse inizi a chiederti se non sia il caso di svegliarti dal torpore, ritrovando l’orgoglio del tuo Sacerdozio, che oggi qualcuno vuole cancellare. 

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Vedi anche:

- padre Giovanni Scalese, Un inganno durato cinquant'anni? (qui)
- Cesare Baronio, Lettera ad un Sacerdote - La risposta di Baronio a padre Giovanni Scalese (qui)
padre Giovanni Scalese, Concilio e tradizione (qui)
- Cesare Baronio, La favola bella del Concilio tradito dal postconcilio (qui)

Commenti

  1. Monsignore, non so so se sacerdoti seguono il Suo sito.
    Se leggeranno la sua lettera certamente tanti ne saranno toccati.
    Ha avuto il tono giusto e il rispetto verso tanti sacerdoti in buona fede.
    Forse una lettera come la Sua e un atteggiamento ad essa riconducibile
    può avviare un sano ripensamento sui motivi del disagio odierno e di
    tanta divisione.
    Se i problemi di oggi sono venuti anche per e attraverso i chierici un risanamento potrà aver luogo solo per e attraverso voi religiosi .
    Chiaramente con l'aiuto del Cielo.
    Purtroppo tanti, laici o religiosi, nei diversi siti, pur con ragione assorbono il veleno proveniente da tanta confusione e lo subiscono con l'effetto di aumentane e diffonderne ancor più la tossicità.
    Chi può, perché ne ha capacità e autorevolezza, più che insistere a denunciare e allarmare (oramai c'è poco da allarmare) dovrebbe orientare il suo agire, scrivere parlare a riguadagnare alla buona causa il maggior numero di sacerdoti.
    Ecco, tanti interventi nella rete pur condivisibili tendono, magari senza volerlo, ad aumentare la divisione, a radicalizzare le contrapposizioni.
    Qualche volta si avverte addirittura un senso di compiacimento nello schierarsi e differenziarsi. Non serve abbaiare. Mi perdoni, non mi riferisco al alcuno.
    Auspico che la sua lettera sia di scuola e dia il tono a tanti che in rete si sono dati la missione di testimoniare la Fede e desiderano la Chiesa.


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    1. Uno dei massimi teologi moderni, padre Réginald Garrigou-Lagrange, scrisse: La Chiesa è intransigente sui principi, perché crede; è tollerante nella pratica, perché ama. I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui principi, perché non credono, ma intransigenti nella pratica, perché non amano. La Chiesa assolve i peccatori, i nemici della Chiesa assolvono i peccati. Similmente ognuno di noi dev'essere implacabile nella denuncia dell'eresia conciliare, ma comprensivo verso chi non ha ancora riconosciuto la frode compiuta ai danni di tutta la Chiesa da un manipolo di eretici. Ci sono buoni Vescovi, tanti buoni sacerdoti, tanti buoni religiose e buone suore, tantissimi buoni fedeli: se un decimo di costoro denunciasse l'apostasia presente, i nemici di Cristo sarebbero sbaragliati. Ma è inutile lamentarsi degli effetti, se ci si ostina a non volerne vedere la causa.
      E se è vero che il coraggio, uno non se lo può dare, come sosteneva don Abbondio al Cardinale Borromeo, è anche vero che ciascuno di noi può dire: Posso tutto in Colui che mi dà forza (Fil IV, 13).

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    2. Ecco, bisogna mettere insieme quel dieci per cento.
      Un atteggiamento giusto, prudente e comunque fermo capace di arrivare ai più si rende necessario.
      E se non si tratta di viltà, lo spero , ma solo di frustrazione, di un senso di impotenza, comunicare bene può alleviare il disagio.
      E già solo questo sarebbe un balsamo per l’anima, sapere di non essere soli infonde coraggio.
      Denunzie isolate, vicende come quella di don Minutella, coraggioso, forse sono controproducenti. Danno un senso ulteriore di inanità. Tra l’altro quali sono le potenze in campo?
      Noi laici possiamo fare ben poco.
      Sotto c’è Blondet; Ho aderito, purtroppo con poche risorse , all’iniziativa a sostegno di sacerdoti anziani da lui proposta e da altri.
      Iniziative simili possono dare a voi sacerdoti la consapevolezza che avete ancora un popolo e un ruolo da svolgere. Poi il coraggio viene.
      Con rispetto

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  2. Bello . Un amico fidato mi chiede sua mail...

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    1. Caro dott. Blondet,
      la mia mail è eminentissimus@gmail.com
      Complimenti per il Suo impegno giornalistico.
      Con devota stima,
      Baronio+

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  3. Ma no. Ma no! IL CONCILIO, ché altri in pratica non ve ne sono, ecco, IL SACROSANTO CONCILIO è stato un dono DELLO SPIRITO (non è dato conoscerne la gradazione, di certo elevata). Lo Spirito in persona ispirò il Sant'Uomo più linfatico e più dolce del West, il Grande Pontefice che gli stessi framassoni dovettero applaudire (e ti credo, santo com'era!). E come mettere in dubbio, poi, i Frutti Pregiati di cotanta e cotale seminagione, cui partecipò San Paolo Contro Sesto?
    Vorrà mica Ella, Reverendo, dubitare della grandeur del Postconcilio, che ci ha regalato San Santosubito, Santa Kalkatta, e quella perla della letteratura mondiale che è il CATECHISMO OLANDESE, alla cui stesura, oltre all'usuale Spirito, pare abbiano partecipato pure gli Insigni Dottori Cruijff e Krol?!
    Lei ignora, o finge di ignorare, che il canto gregoriano e démodé è stato definitivamente surclassato dalla potenza spiritualmelodica Dell'ALLELUJA DELLE LAMPADINE!
    Lei non può permettersi di elevare critiche verso questi bastioni e caposaldi, che sono l'usbergo e il lume del POPOLO IN CAMMINO!
    E meno male che Sanfrancesco Imbroglio, il Nostro Nocchiero senza macchia e senza paura, è qui a difenderci dal neoscurantismo torquemadesco che Lei rappresenta.
    Lui, il Primo Santo Canonizzato Da Vivo, è con noi, e se non ha la fede, ha l'Alabarda Spaziale che brandisce per colpire chiunque si opponga alle Meravigliose Sorti e Progressive che già l'illuminato Cardinale Marx (o era quell'altro?) ci ha fatto balenare, a maggior gloria dell'Averno!

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    1. E invece, caro Abbà, io critico. E critico duramente. Lo faccio con la fermezza e la serenità che mi viene dalla certezza morale di non poter scegliere il compromesso con chi crocifigge ancor oggi il nostro Salvatore, e schernisce chi, ai piedi della Croce, si unisce alla Sua Passione. Critico il Concilio, e chi lo difende contro ogni ragionevolezza. Critico chi usa quel Concilio come un idolo, come uno scudo dietro il quale nascondere l'inganno e la menzogna. Critico chi non vuole vedere il rapporto di causalità tra quell'infaustissima assise e la crisi presente; ed ancor più chi, denunciando l'apostasia odierna, si sente in dovere di prestar tributo al Concilio per ottenere credibilità presso i suoi confratelli. E al sommo di questa mia critica, io critico non tanto i sacerdoti diocesani, quanto piuttosto quei sedicenti conservatori che barattano il proprio turpe silenzio in cambio di una legittimazione delle proprie stravaganze rituali, oggi tanto inopportune quanto ridicole. Altro che cappemagne: in nigris, dovrebbero vestire, come ai tempi di Napoleone e della prigionia di Pio VI.

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    2. Presumo che il commentatore Abba' fosse sarcastico. Siamo male ma non cosi' male. Spero.

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  4. Nostro Signore aveva ben detto che l'albero si riconosceva dai frutti: ma è straziante osservare quanti sacerdoti non siano in grado di applicare questa semplice regola alla situazione della chiesa post-conciliare.
    Solo Dio può far cadere le scaglie che offuscano gli occhi della loro anima e liberarli dalla paura di rifuggire il mondo, anzichè affrettarsi a rincorrerlo spasmodicamente o mimetizzarsi in esso non vedendo più la necessità di essere "il sale" che sana le ferite ma brucia sulla piaga.

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  5. Scusatemi se posso apparire brusca (non volendolo), ma non riesco a spiegarmi meglio se non citando documenti.


    La Commissione per le relazioni religiose con l'ebraismo venne creata da Paolo VI il 22 ottobre 1974, ma già da prima del 1974, DURANTE
    il concilio Vaticano Secondo, in occasione della preparazione del documento conosciuto oggi come Nostra Aetate, ERA EMERSO IL TEMA COMPLESSO E URGENTE DELLE RELAZIONI CON L'EBRAISMO."

    Poi il documento prosegue:

    "Per questo motivo papa Giovanni XXIII il 5 Giugno 1960 aveva deciso di creare il Segretariato per la promozione dell'unità dei cristiani come organo di preparazione del concilio e la questione dell'ebraismo e dei suoi rapporti con la chiesa venne affidata al suo presidente, il cardinale Bea."

    Miracolosamente Roncalli nel 1960 aveva previsto che, , durante il concilio a venire, sarebbe emerso il tema complesso e urgente delle relazioni con l'ebraismo.
    Forse glielo aveva suggerito lo storico Jules Isaak in sogno.

    Prosegue lo scritto:

    "Dopo il concilio, vari contatti fra le autorità della curia romana e esponenti di importanti organizzazione ebraiche, produssero un meeting ufficiale a Roma tra il 20 e il 23 dicembre del 197o................".

    Veramente, se si considera il prima, il durante e il dopo del concilio, si rimane di sasso.

    Il modernismo esiste, certamente sì, ma cammina sulle gambe degli uomini che ce l'hanno nella testa. ........e che hanno un nome e cognome.

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  6. «... non posso credere che tu pensassi di finire a fare il sindacalista o l’assistente sociale, vestito come un controllore del tram, ad affermare che, in fin dei conti, tutte le religioni vanno bene.»

    Eppure questo è ahinoi il frutto marcio della selezione attuata dai (de)formatori modernisti, da decenni questa è considerata "vocazione". Experto crede.

    E ciò che non fa una tal "vocazione", finisce per fare l'insegnamento della "nouvelle théologie" e l'infusione continua di disgusto e disprezzo per la Chiesa preconciliabolare, che si continua ad odiare e calunniare per poter dimostrare cosa secondo loro si sarebbe guadagnato col maledetto conciliabolo.

    Come può stupire allora che i pastori conciliabolari, tarati in radice anche a prescindere dalla validità del rito di ordinazione, siano sordi al richiamo di un cattolicesimo autentico ed ortodosso?

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    1. Il mio appello infatti non è per chi è in malafede, ma per i tanti buoni chierici che hanno creduto alla favola bella della primavera conciliare, e che oggi hanno la possibilità di capire che le promesse di allora sono state disattese. Gli altri sanno benissimo la portata eversiva del Concilio e non hanno alcuna attenuante.

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  7. Chiedo il permesso di poter, attraverso questo stimabile sito, fare una domanda al rev. don Braga. Ed è questa:

    Cosa La induce, reverendo, a supporre che il giovin sacerdote trentacinquenne avrebbe potuto avere la possibilità di leggere il De Sacramentis di S.Ambrogio?. Dove? In seminario?

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  8. Sto piangendo, Monsignore, eppure sono solo un laico, figuriamoci i presbiteri...sono convinto che il terribile Giudizio di Dio, che ci vedrà sfilare davanti a Lui, sarà implacabile con questi maledetti "macellai", come li chiamava Padre Pio. Comunque, a mio modesto parere, il fatto che queste nequizie siano state ormai smascherate e vengano pubblicate per mettere in guardia il popolo di Dio è già moltissimo. Anni fa sarebbe stato impensabile....ci siamo risvegliati da un sonno durato cinquanta, malefici anni, i più perversi della storia di questa misera e triste umanità. Quanto alla Bonino, è stato già gentile...l'aspetta il pianto e lo stridore di denti dove già è precipitato il suo degno socio Giacinto detto Marco, corruttore di giovani....avanti così. La misura è colma. Invoco anche un'approfondita analisi dei riti sacramentali somministrato al giorno d'oggi..ho il timore che molte Cresime non siano valide, compresa quella di mio figlio, per volontaria storpiatura del rito...che fare?

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  9. Diceva Bossuet, "“Dieu se rit des hommes qui déplorent les effets dont ils chérissent les causes.”, Dio se la ride degli uomini che deplorano gli effetti alle cui cause sono affezionati.

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    1. Aggiungo una considerazione, caro Monsignore. Non ho la preparazione teologica nè la qualificazione per parlare della Chiesa come realtà trascendente. Quanto segue, dunque, è valutazione puramente razionale e umana, politica insomma, di una realtà istituzionale terrena, e nulla più. Quanto avviene nella Chiesa così intesa è irreversibile, a meno che lo scisma di fatto non diventi anche scisma di diritto. Si veda l'analogia con l'implosione dell'URSS. La classe dirigente della Chiesa, nella sua larga maggioranza, segue la linea "revisionista" di Bergoglio, nè potrebbe essere altrimenti (la catena di comando quella è, quelli sono gli interessi immediati, quella la cultura, quelli insomma i rapporti di forza interni). La linea "revisionista" ha una sola razionalità politica: salvare la classe dirigente della Chiesa dall'emarginazione, traghettandola ad altra funzione (subalternità all'impero USA & soci mondialisti) e mutando la fonte della sua legittimità (dalla Trascendenza all'immanenza, da Dio al "popolo", definito come più conviene). Non ne ha altre, perchè anche dal pdv del marketing (del proselitismo) è una linea consapevolmente fallimentare: il principale asset della Chiesa è il sacro, distruggendo il sacro la Chiesa distrugge la sua ragione d'esistere sul mercato dell'offerta culturale. Il mutamento della fonte della legittimità istituzionale si accompagna all'elaborazione di un cristianesimo semplificato e user-friendly che vuole competere sullo stesso mercato in cui oggi vincono le sette evangeliche, e per conquistarsi un vantaggio competitivo ha bisogno dell'appoggio fattivo delle massime istituzioni politiche mondialiste (USA, ONU, UE), etc. : che glielo danno perchè allineandosi, la Chiesa gli vende un brand pregiatissimo, che schierandosi con i loro nemici politici potrebbe fare molti danni). Questa mi pare la dinamica di fondo. Ora, la minoranza dei cattolici che non accetta questa situazione ha due possibilità: rimettersi alla volontà di Dio, oppure combattere, perchè le minoranze che non combattono contano zero. "Combattere" vuole dire trasformare il dissenso in aperta frattura, in parole povere effettuare formalmente lo scisma, e negare apertamente legittimità alla Chiesa bergogliana, designandola come nemico principale. Il mezzo facile sarebbe una aperta presa di posizione scismatica dell'altro Papa; la compresenza di due papi che non si disconoscono legittimità a vicenda illustra plasticamente la situazione istituzionale: non può darsi una monarchia assoluta nella quale coesistono due monarchi. La presa di posizione di Ratzinger non arriverà. A questo punto, se la minoranza vuole combattere la strada mi pare obbligata: raccogliere le forze (personale, mezzi economici, strumenti culturali) e dichiarare lo scisma pubblicamente, con i metodi giuridicamente appropriati (che non so quali siano). Se non lo si fa, la chiesa di Bergoglio non potrà che vincere la partita. Ripeto, concludendo, che le mie considerazioni si limitano a riflettere su una dinamica istituzionale puramente terrena, e dunque anche su un arco temporale prevedibile. Capisco che non c'è solo quella, ma dell'Altra mi guardo bene dal parlare perchè non ho comunicazioni privilegiate con i Piani Superiori.

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    2. Caro Buffagni,

      ma Lei crede veramente che l'altro Papa sia così diverso da questo? Le consiglio di leggere l'ultimo saggio di Enrico Maria Radaelli, Al cuore di Ratzinger, al cuore del mondo, che è in tal senso illuminante. La radice del male che purtroppo accomuna entrambi - e non solo loro - è il Concilio, e finché non si prenderanno le distanze dal Concilio non ci sarà modo di risolvere la crisi presente. Tertium non datur.

      Quanto all'acuta osservazione sul brand, avevo scritto tempo fa - regnante Benedetto XVI - un articolo in cui paragonavo la mentalità della neo-chiesa a quella che presiede l'allestimento di un supermercato, in cui è possibile trovare tutto e il contrario di tutto: Messe tridentine e riti ecumenici, chierici in cappello romano e preti in borghese, comunità conservatrici e gruppi ultraprogressisti. Anche in questo caso, la compresenza del bene e del male finisce per sminuire il primo e legittimare il secondo, e non è accettabile. Denunciare questo inganno è il primo passo per smascherarne gli autori e vanificare i loro piani.

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    3. Ma il piano recondito è quello detto dal sig. Buffagni: "il principale asset della Chiesa è il sacro, distruggendo il sacro la Chiesa distrugge la sua ragione d'esistere sul mercato dell'offerta culturale".
      Al di là della terminologia da maneger, egli vede bene.
      L'obiettivo è il suicidio della Chiesa, che satana, pur sapendo di non potervi riuscire, tenta.
      Gli eventi nella Creazione si riducono ad uno: satana contro il Signore Dio.
      Ed il Signore Dio consente l'azione e lo spazio di riuscita apparente di satana per la salvezza delle anime.
      Ergo: il bene delle anime è lo sconquasso attuale della Chiesa - apparato, infiltrata fino al midollo.
      L'ha detto Lei, Monsignore: risorgerà trasfigurata, mostrando i segni del martirio.
      Ma ha ragione il sig. Buffagni: dobbiamo solo pregare o darci da fare?
      Ed è quello che Le continuo a chiedere ormai anche con affetto.

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    4. La Fede è morta senza le opere. Quindi preghiamo, ma agiamo coerentemente. Iniziando a parlare con i nostri amici, con i colleghi, con tutti coloro che possono ascoltarci. Il seme della verità, gettato con Carità cristiana, germoglierà di sicuro: in alcuni casi in tempi brevi, in altri in tempi più lunghi. Ma l'importante è agire, ciascuno secondo i proprj mezzi, ut in omnibus honorificetur Deus.

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    5. Caro Monsignore,
      grazie della replica. Non sono in grado di formarmi autonomamente una solida persuasione in merito a natura e conseguenze del CVII. Da quel che ho letto, e da quel che vedo, penso che Lei abbia senz'altro ragione, e che il seme della (mala)pianta sia quello. Quando scrivo "la soluzione facile sarebbe una presa di posizione apertamente scismatica dell'altro papa" intendo una cosa semplice: che con la compresenza di due papi, l'istituzione ecclesiastica racchiude GIA' uno scisma latente, e che il modo politicamente più semplice ed efficace per formalizzare lo scisma sarebbe una sconfessione pubblica di Bergoglio da parte di Ratzinger. La quale naturalmente non avverà. Quanto a Ratzinger, quel che posso dire di lui è che senz'altro mi pare un uomo migliore di Bergoglio, e (sempre valutando sul solo piano temporale) che la sua linea pastorale fu culturalmente e politicamente intelligente. Egli infatti la incentrò sulla rivalutazione del lascito greco-romano integrato dal cattolicesimo (anzitutto via Aristotele), e sul concetto di natura umana come ponte per il dialogo con i non credenti e con le altre religioni. L'idea è corretta, perchè il conflitto culturale e politico di fondo oggi in corso verte proprio sull'antropologia, sulla domanda "che cos'è uomo?": sta infatti terminando il ciclo plurisecolare inaugurato dall'Illuminismo e dalla Rivoluzione francese, e si ripropongono le antiche domande su uomo, mondo, Dio. Egli insomma rappresentò, sempre sul piano culturale e politico, la corrente "ateniese" del cristianesimo, mentre Bergoglio ne rappresenta la corrente "ierosolimitana"; le due correnti culturali che restarono in equilibrio sinchè fu saldo il dominio dottrinale e politico di Roma. Ma essendo la Chiesa quel che è, cioè una istituzione anzitutto spirituale, il punto nodale dal quale tutto discende è anzitutto spirituale, e quindi, sinchè non sarà chiarito quello, la crisi continuerà e si aggraverà.
      La ringrazio di nuovo e La saluto cordialmente.

      per Anonimo:

      Ho usato un "linguaggio da manager" per indicare anche nello stile quale sia, a mio avviso, l'obiettivo strategico della neochiesa, che mi pare ragionare e comportarsi, appunto, come una azienda ceh cerca di piazzarsi su un mercato difficile. Se il linguaggio poco rispettoso l'ha urtata, me ne scuso.

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    6. La Chiesa, se si discosta dal mandato affidatole da NSGC, rimane solo un apparato che giustamente può essere valutato come uno tra molti.
      E se dico che è infiltrata fino al midollo, dico che se in essa sento parlare di spirito, non sono certo di capire Spirito Santo.
      Giusto quindi considerare la Chiesa del monarca Bergoglio in quell'ottica nella quale risalta ancora di più che una Chiesa la cui finalità non sia rendere culto al Signore Dio, è un qualcosa che non serve a nulla.
      E ciò che non serve a nulla, viene dismesso.
      Nessuna offesa, anzi La ringrazio.
      l'anonimo del 21, ore 22,50.

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  10. Oh, come si sente perso e confuso un povero Cristiano Cattolico come il sottoscritto!
    "Signore, da chi andremo? Solo Tu hai parole di vita eterna!"
    Ma se i pastori son questi, se leggi ogni nequizia anche riguardo a Benedetto XVI, come qui https://cooperatores-veritatis.org/2018/01/21/enrico-maria-radaelli-gesu-dice-bianco-ratzinger-dice-nero/
    Ed io mi sento sempre più smarrito!
    Di una cosa son certo: che pur non avendo mai partecipato ad una S.Messa Vetus Ordo sento sempre più pressante la necessità di farlo...

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    1. Caro Pallavicini,
      il giorno in cui Ella avrà modo di assistere ad una Santa Messa cattolica scoprirà un tesoro inestimabile. La invito a farlo quanto prima, senza indugi.
      Suo dev.mo
      Baronio +

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  11. Grazie monsignore, per la lettera ad un sacerdote che vale benissimo, anche se con le debite proporzioni, anche per una religiosa. Chi per grazia di Dio si è accorto dell inganno del Concilio e volesse "rifare 'la propria formazione cattolica da dove consiglierebbe di ripartire? Può indicarmi anche un testo per conoscere la Santa Messa Vetus Ordo? La ringrazio. Sia lodato Gesù Cristo.

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    1. Reverenda Madre,
      che consolazione vedere che il mio appello non è caduto nel vuoto! Non me ne faccio un motivo di orgoglio, perché ho solo voluto condividere un moto interiore con quanti, animati da amore per il Signore, stanno iniziando a comprendere come stanno le cose. La Grazia di Dio sa usare anche i mezzi più insignificanti, anzi direi che quanto più lo strumento è inutile, tanto più si mostra l'abilità del divino artigiano.

      Per iniziare, Le consiglierei di studiare il Catechismo Maggiore di San Pio X, poi ovviamente dipende anche dalla Sua formazione. Non so se Iota unum sia troppo complesso. Di sicuro, Le raccomando di leggere L'Anno Liturgico di dom Guéranger. Per la spiritualità, di Antonio Royo Marín, Teologia della perfezione cristiana, un testo splendido e fortunatamente ancora disponibile nelle librerie (a dispetto dell'assoluta ortodossia, è edito dalle Paoline). E per conoscere la Santa Messa tridentina, può iniziare con il Messale quotidiano latino-italiano curato da Dom Gaspare Lefebvre OSB, ristampato dalla Marietti. Se desidera altri consigli, può contattarmi alla mail eminentissimus@gmail.com
      Che il Signore possa accompagnarLa in questo momento.
      Dev.mo in Christo
      Baronio +

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    2. Ovviamente nella Sua biblioteca cattolica non potrà mancare il Catechismo Tridentino, edito da Cantagalli: https://www.amazon.it/Catechismo-tridentino-parroci-pubblicato-Concilio/dp/8882721485/ref=pd_sim_14_5?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=DC0KE9TVEFDJRBFT2KTB

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    3. Sono un sacerdote di 40 anni, ordinato nel 2001...in questi anni di sacerdozio ho costatato un decadimento della fede ed una secolarizzazione impressionante. Ho iniziato a celebrare la S. Messa tridentina, per un gruppo di fedeli, una volta al mese e adesso ho compreso una cosa: purtroppo c'è poca vigilanza da parte dei vescovi sull'applicazione delle norme liturgiche e sulla condotta del clero (il diritto canonico e le rubriche eppure parlano chiaro).
      Da quando celebro la Messa tridentina ho scoperto molti aspetti di quella di Paolo VI e mi accorgo che tante fantasie alle quali assistiamo non sarebbero previste. Non voglio essere lungo: la sua lettera mi ha colpito e la condivido in gran parte testimoniando che il crollo della vera dottrina ormai, purtroppo, da parte di laici e preti, è evidente e costante.

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    4. Monsignore, sono felice che religiosi le rispondano e accolgono
      le sue indicazioni. Vedrà saranno in tanti. In quale misura sarà
      ripagato di tanta amarezza sopportata poco importa
      resta comunque di conforto.
      Buone le indicazioni bibliografiche. Ne approfitterò.
      Chi può deve darsi il compito di evangelizzare i nuovi acculturati.
      Chi più chi meno abbiamo tutti studiato.
      Non è che gli apostoli evangelizzassero solo gli analfabeti o solo i semplici,
      Affrontarono il fior fiore delle intelligenze tanto pagane che ebraiche e forse gli era più facile.
      Alla prossima

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  12. Grazie caro Baronio. Ho "scoperto" il rito antico qualche mese fa. Siamo felicemente passati con tutta la famiglia alla Messa di sempre che, ringraziando Dio, è celebrata nella nostra città.
    La sua lettera è perfetta, perché pensavo proprio di scrivere a preti amici chiedendo loro di passare al rito antico. Ora posso farlo semplicemente allegando la sua lettera.

    Non so se lei è un vero monsignore (non lo credo, francamente), ma è senz'altro uno scrittore di vero talento. Complimenti.

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  13. Sono sacerdote da più di 17 anni. Sono stato formato a Roma e sopratutto alla Gregoriana sotto la guida dei gesuiti Huber, Biolo, Ladaria, Collins e Ghirlanda. A distanza di tanti anni di servizio sacerdotale ho visto sparire le comunità parrocchiali ridotte a 3% della pratica religiosa. Sono sparite le congregazioni religiose e sono state vendute le canoniche e gli asili nidi. Colla rarefazione del clero, le parrocchie sono in mano ai "Christifiles Laici" che ti mandano in ferie la domenica per riposarti e che ti sostituiscono la Santa Messa domenicale con una liturgia della Parola senza parlare delle sacrestie cadute in mano ai sacrestani che ti rifiutano l'uso della casula per la celebrazione in settimana della Santa Messa. Non si puo più celebrare la Santa Messa tutto di giorni e di piu in una chiesa ed ad un altare. Da quando sono stato ordinato, ho piu celebrato la Santa Messa da solo e privatamente e questo in una stanza del mio appartamento arredato "segretamente" in cappella e sono passato pian piano a celebrare in rito tridentino. Oggi la persecuzione è ad intra della Chiesa e non piu tanto a extra visto che al mondo non importa piu tanto di Cristo e della Chiesa Cattolica Romana. Con Papa Benedetto XVI avevo un puo di serenità interiore sapendo che teologicamente seguiva una linea abbastanza chiara. Con l'elezione del suo successore Papa Francesco li ho perso ogni punto di riferenza visibile e chiara. Da quel "Buona sera" ho perso ogni speranza di una cambiamento positivo della situazione ecclesiale qui nelle mie terre et sopratutto ho capito che ora pure a Roma andrebbe a finire come qui: Sembre piu di Concilio Vaticano II, sempre piu di aggiornamenti al mondo. Oggi mi sento abbandonato dalla Chiesa stessa ed in particolare dal mio vescovo che fa del Papa Francesco una referenza in tutto quello che dice e fa. C'è un sentimento di disperazione e l'unico mio modo di scaparne è stato la preghiera del Santo Rosario, la celebrazione della Santa Messa, l'adorazione del Santissimo che conservo nella mia cappella privata anche se è proibito farlo senza permesso dell'Ordinario, la lettura della Sacra Scrittura e dei testi dei Santi e del Magistero secolare della Chiesa. Mi sento essere tornato alla Chiesa delle Catacombe e di essere diventato un corpo estraneo in una Chiesa che non mi riconosce piu come suo sacerdote e con tutto quello che comporta quella mia ordinazione sacerdotale. Ho dato la mia vità a Cristo e alla sua Chiesa e sperimento che questa stessa Chiesa mi preferisce silenzioso, invisibile e a dire il vero morto del tutto per quello che il mio essere sacerdote comporta. Forse ne ho già detto troppo ... ma mi sento tradito ed abbandonato. Ringrazio il Mio Signore di aver messo sulla mia strada da parroco, quelle vecchiette di paesi sperduti dei quali ho la cura d'anima e che mi hanno sapute tante volte sostenute la mia fede scoprendo la loro fede vera, semplice ed orante, riconoscendo in me prima di tutto un uomo di Dio. Sono questi piccoli miracoli che hanno salvato la mia vocazione sacerdotale fino ad oggi e ne ringrazio il Mio Buon Dio. Che La Benedizione del Signore sia con Voi tutti. A Dio.

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    1. Le prometto che La ricorderò come posso, padre. Non molli, coraggio.

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  14. Ho letto più volte la sua lettera. Soprattutto i commenti, pur nell'amarezza di molti , mi confortano perché dicono che non tutto è perduto. Pensavo anche che qualcosa di simile si potrebbe scrivere riguardo al Sacramento del matrimonio, per persone come me con 40 anni di matrimonio e ma che soprattutto conservano la memoria del matrimonio dei propri genitori e nonni

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  15. Cesare Baronio,
    la ringrazio per il coraggio di pubblicare contenuti spesso sottaciuti, ridicolizzati e fatti passare come tendenziosi o ideologici. La leggo augurandomi che le venga lasciata la libertà di continuare a dire come stanno le cose, anche se scomode, perchè talvolta ho l'impressione che si avvicinino tempi in cui chi oserà scostarsi dal mainstream verrà oscurato e imbavagliato. Spero inoltre di poter leggere una sua opinione/panoramica riguardo a realtà come Medjugorje, Rinnovamento Carismatico Cattolico, Movimenti (focolarini, CL...), oggi molto presenti ed influenti nel panorama della Chiesa conciliare. Sia lodato Gesù Cristo! - Enrico.

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  16. Grazie "Cesare Baronio" per quanto sta facendo. Grazie ai commenti- ben diversi da quelli orribili che si leggono su youtube; un grazie e un incoraggiamento ai religiosi e ai sacerdoti che hanno commentato, come l'anonimo sacerdote da più di 17 anni. Raccomando a loro, tra i vari tesori "tridentini", la devozione alle anime del purgatorio. Ricordiamoci: la desolazione è una delle armi del demonio!

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  17. Diecimila aborti..Diecimila bambini...Diecimila anime...e tutto solo da una persona : una donna !
    La donna che dovrebbe distinguersi per bonta' per mansuetudine , che dovrebbe proteggere ...!
    Povera , povera donna . Offriamo almeno almeno UNA Santa Eucarestia per riparare a una goccia di sangue versato da questa poveretta !

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  18. Che la Misericordia di Dio tocchi il cuore di questa anima e la salvi .
    Gesu' , Maria vi amo , salvate anime !

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  19. APRIL 11, 2018
    La Conferenza avrebbe potuto anche emettere la seguente dichiarazione con un appello ai papi e ai cardinali per affermare la dottrina
    http://eucharistandmission.blogspot.it/2018/04/la-conferenza-avrebbe-potuto-anche.html


    APRIL 9, 2018
    The Conference could have also issued the following declaration with an appeal to the popes and cardinals to affirm doctrine
    http://eucharistandmission.blogspot.it/2018/04/the-conference-could-have-also-issued.html

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