LA CONFERENZA SU RAHNER ANNULLATA, ossia la sconfessione delle "convergenze parallele" dei conservatori e dei normalisti



Come si è appreso dalla stampa, è stata annullata una conferenza di Stefano Fontana, dal titolo La nuova chiesa di Karl Rahner, che si sarebbe dovuta tenere il 2 Febbraio presso Casa Cini, un istituto di pertinenza dell’Opera Arcidiocesana per la Preservazione della Fede (sic) facente capo all’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. 

A mio parere la scelta di Casa Cini quale luogo presso il quale tenere una conferenza contro gli errori di Karl Rahner rivela un errore di fondo ed un grave fraintendimento. 

Al di là della scortesia della reverenda Curia, è nondimeno da evidenziare che da parte di alcuni Cattolici vi è l’illusione che la neo-chiesa bergogliana possa in qualche modo avvallare conferenze ortodosse, con ciò dando prova o di una ingenuità scoraggiante, o di una intenzione normalizzatrice che, in un momento di gravissima crisi, finisce per far credere ai fedeli che in fin dei conti si possa ancora esser Cattolici conservatori in seno alla compagine ecclesiale attuale. 

Mi spiego meglio. Chi ha organizzato la conferenza vuole meritoriamente confutare le eresie di Karl Rahner, ma allo stesso tempo intende operare allinterno della chiesa ufficiale, con iniziative legittimate dalla stessa chiesa ufficiale, come se essa non fosse perfettamente coerente con quegli errori. Chi si avvale del Motu Proprio Summorum Pontificum o chiede spazi diocesani per eventi di chiaro orientamento conservatore, di fatto finisce col tranquillizzare i semplici Cattolici, facendo loro credere che la situazione, in fondo, non sia poi così grave, e che nella chiesa conciliare ci sia uno spazio anche per chi non è progressista.

Questo comportamento, di certo animato da buone intenzioni, sfalsa nondimeno la realtà e lascia intendere che la fedeltà alla Tradizione sia in definitiva una legittima opzione, da affiancare all’altrettanto legittima opzione progressista. E questo, a ben vedere, rivela una visione relativista che ha ben poco di cattolico. 

Il Cattolico non può e non deve accettare compromessi con l’errore: su questo - in teoria - gli organizzatori della conferenza dovrebbero concordare. Ma il semplice fatto di voler usufruire di strutture di proprietà della Curia - che vengono abitualmente usate per eventi di ben altro tenore e non di rado in aperto conflitto con la dottrina - rivela la mentalità da supermercato tipica di questi decenni, secondo la quale è possibile assistere legittimamente alla Messa tridentina come al Novus Ordo, tenere conferenze contro Rahner e allo stesso tempo incontri ecumenici, avere parroci in cappello romano ma anche preti in borghese, teologi conservatori e sostenitori di Amoris laetitia; il tutto nella stessa Chiesa, sotto gli stessi Pastori e con la stessa denominazione di Cattolici. 

Se quella conferenza si fosse tenuta, si sarebbero ottenuti due risultati opposti. Da una parte si sarebbe certamente compiuta un’opera meritoria nel mettere in guardia dagli errori dottrinali ed ecclesiologici di un eretico notorio, peraltro oggi assurto a modello e maestro dell’attuale Pontificato; dall’altra si sarebbe dimostrato che una struttura di proprietà della Diocesi -  che con il suo Arcivescovo ed il suo Clero è manifestamente in linea con gli errori di quello stesso Rahner e del suo erede Kasper - poteva farsi promotrice e sostenitrice di movimenti conservatori aventi riferimenti dottrinali diametralmente opposti. 

Paradossalmente, ha mostrato maggior coerenza la Curia a negare la concessione di Casa Cini - anche se avrebbe dovuto farlo sin dall’inizio, senza autorizzare l’uso della sala e poi revocarlo per disposizioni superiori - di quanta non ne abbiano mostrata gli organizzatori dell’incontro. Poiché è evidente - e dovrebbe esserlo soprattutto a quanti si professano Cattolici - che non c’è e non vi può essere conciliabilità tra ortodossia ed errore, tra bene e male. 


Ritengo quindi che la cancellazione di questa conferenza abbia messo in luce l’inapplicabilità in abito dottrinale e pratico di quelle convergenze parallele care alla mentalità democristiana, delle quali una parte dei Cattolici odierni sembra non aver compreso appieno l’indole dirompente. La stessa indole, a ben vedere, che contraddistingue chi concede munificamente la celebrazione in rito antico, in cambio del silenzio sugli errori del Concilio o sulle deviazioni morali di Amoris laetitia.

Commenti

  1. Concordo appieno con questo bell' articolo, e, dopo la mia decennale partecipazione, ritengo che lo scopo del Motu Proprio fosse il tentativo estremo di cercare di normalizzare quanti avessero ancora delle impostazioni Tradizionaliste.

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    1. Non è un caso, caro Prosperi, se paradossamente le voci che si sono levate nel laicato e tra i chierici contro Amor laetitiae provengano da ambienti "normali", e non dai soliti milieux conservatori. Tacciono tutti i prelati ed i sacerdoti della Fraternità San Pietro, tace l'Istituto del Buon Pastore, tace l'Istituto di Cristo Re; si beano delle loro funzioni, tollerate da chi, in cambio della tolleranza, chiede l'accettazione almeno implicita del Concilio e degli errori presenti.

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    2. Monsignore concordo con lei. Frequentavo la fsspx. Mi sono allontanato perchè non condividevo L eccessivo dialogo con Bergoglio, che sembrava un intenso sofferto anelito ad un riconoscimento da parte di una chiesa falsa dalla quale io proprio non capisco come si possa anche solo desiderare la comunione ed il riconoscimento. Ma in fatto di posizioni dottrinali, lasciando stare le recenti affermazioni di Mons. Fellay, la fsspx parla chiaramente, almeno fino all opera di normalizzazione avviata che ha portanti anche ad omelie domenicali meno critiche o più soft verso la gerarchia...Per protesta mi sono spostato alla FSSP, nella Bella Chiesa della SS Trinità dei Pellegrini. Mi sono detto: la Santa Messa è quella antica. A questo non voglio rinunciare. Le confessioni vanno bene. La Chiesa è bellissima ed è un bene per i bimbi che possono vivere anche questo aspetto della Fede, il bello artistico, architettonico e ovviamente Liturgico che ti innalza a Dio naturalmente. Le omelie ovviamente non contengono errori. Però sono asettiche. Non contengono mai riferimenti alla situazione attuale, alla confusione, nè un confronto tra la vera dottrina e la falsa dottrina, nè denuncia di coloro che propagano false dottrine. Questo mi fa soffrire e fa soffrire molti fedeli. Parliando tra noi ne siamo tutti consapevoli. Sembra che ci siano direttive dall'alto. Le omelie sono le stese per tutte le Sante Messe della giornta, a prescindere dal sacerdote che celebra. Vorremmo molta più coerenza, ma sembra quasi ci sia il timore che possano toglierti la Chiesa ...ma si può? A dire il vero, in privato, le posizioni di alcuni sacerdoti sino molto nette e chiare. Ma si può ridurre tutto al privato? La Fede è un fatto privato o anche pubblico? Anche lei Mons, con tutto il rispetto per quello che dice per quello che fa, per la sua età, ma perchè se ci parla così bene ed in Verità, non si manifesta, scrive sotto pseudonimo. Non sarebbe bello, se siamo in comunione di sentire, vedersi, pregare insieme? Non sarebbe bello promuovere iniziative? Non sarebbe bello organizare un catechismo? Ci pensi, per favore. Infine, parlando di lei nella Chiesa sopra citata, con un sacerdote, che la legge, ho trovato un comune sentire di idee e pensieri il che fa ben sperare. Molti sacerdoti esterni vanno alla SSTrinità a celebrare la Santa Messa. Potrebbe venire anche lei? Sarebbe bello. cordiali saluti. Sia Lodato Gesù Cristo

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  2. Riporto in questo bel blog un commento fatto apprendendo la notizia su Chiesa e post Concilio.
    La Neochiesa, debole con mammona che la forgia e la guida, e forte contro la vera Chiesa di Cristo, parte proprio dall'Emilia Romagna, terra ormai liberata dagli ultimi vescovi fossili che credevano ancora in Cristo Dio. Neppure un cenno a Caffarra a pochi giorni dalla morte, anzi apposito e dissacrante tour alla Che Guevara organizzato in fretta e furia da "omissis". Anzi "conseguenze" che gli hanno spaccato il cuore. Così è diventato un vero problema mostrarsi cristiani a Bologna e dintorni e testimoniarlo pubblicamente. Ma non perchè ciò sia stato vietato per evitare imbarazzi a chi non sopporta il Crocifisso, figuriamoci! Ormai, a livello planetario, se dici Bergoglio tutti fuggono, cambiano canale e fanno l'opposto di ciò che dice..... ma per l'imbarazzo e la vergogna di poter di essere assimilati a lui ed ai suoi sfiatati tirapiedi vescovi emiliano romagnoli. TUTTI. Avevano perso il sonno per la paura di non arrivare primi ad interpretare, secondo bergoglio e compagnia eretica, l'Amoris letizia. Dei veri "eroi" della fede. Vergogna! Anzi Bergogna!

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    1. Sarebbe folle lo sciopero contro la neochiesa?

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  3. Poco fa, in macchina, ascoltavo il grande Frank Sinatra (The Voice) mentre cantava "this is my way, te only way i know...whithout exceptions...". Ma guarda, ho pensato, come si addicono bene, queste parole, all'evangelico "si si, no no" all'aut aut, come n ricordano le coraggiose parole di Mons. Léfèbvre "io non sono cambiato, ho continuato a fare quello che ho sempre fatto, che la Chiesa m ha insegnato e comandato di fare, siete voi (il clero, le gerarchie vaticansecondiste) che siete cambiati, che vi siete allontanati dalla retta dottrina" (con il loro "si, ma anche", "et ..et"). Con il che, rimango dell'idea che se la "vera" Chiesa ha retto finora, è grazie a gente come lui, il "Monsignore" (per antonomasia). Speriamo bene per il futuro perché, con le idee di Mons. Fellay, la vedo brutta per i santi sacerdoti della Fraternità. Meno male che c'è pur sempre l'Unione Sacerdoale Marcèl Léfèbvre, di mons. Richard Williamson.

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  4. Il problema della situazione sta nel fatto che la neochiesa se da un lato trascina gli ingenui nella dissoluzione dei valori dottrinali dall'altro precipita i consapevoli nel sedevacantismo, per realizzare così l'opera diabolica di distruzione di massa. Ma noi cattolici ci affidiamo alla certezza di fede che portae inferi non praevalebunt!

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  5. Sarebbe interessante avere informazioni sul ruolo di de Mattei sugli ultimi "Summorum".

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  6. Mi dica una cosa, Baronio. Ho sentito i sacerdoti FSSPX, che invitavano i fedeli impossibilitati a recarsi la domenica alla messa di San Pio V, a disertare tranquillamente quella novus ordo. Questo non tanto perché in detto rito non avvenga il Divino Sacrificio, quanto piuttosto perché esso contiene in sé stesso un veleno (quello luterano, che nega il riaccadere incruento della Passione) che nuoce alle anime. E allora chiedevo ai reverendi i questione, come la mettiamo col precetto ecclesiastico di udire messa la domenica e le feste comandate? Risposta: il precetto divino (e non ecclesiastico) è quello di santificare le feste, quindi astenersi dai lavori servili e fare qualcosa che santifica quel giorno (una visita al cimitero, un rosario, un piccolo pellegrinaggio). La domenica, stante l'attuale situazione, dovrebbe essere santificata in questo modo, e non assistendo ad una messa piena di elementi luterani. Mi interesserebbe conoscere come la pensa in proposito. Cordialiter.

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  7. Caro Monsignore,
    riprendo la Sua osservazione, che le reazioni ad "Amoris Laetitia" sono venute da ambienti cattolici "normali", e non dal tradizionalismo organizzato. Immagino che Lei riportasse quanto ha osservato nella Chiesa, che certo conosce bene. Per quel che può valere, la mia esperienza personale conferma la sua osservazione. Sono appunto un "cattolico normale", anzi: subnormale, visto che da molti anni non sono assiduo alla Messa e ai Sacramenti. Sono certo cattolico nella cultura, nella sensibilità, nella forma dell'immaginazione (sono italiano, del resto, e sono cresciuto all'interno della cultura e della civiltà europea). Ho la fede - quando più, quando meno salda, dipende da tante cose - ma non la vivo, almeno non coerentemente. Per temperamento e convinzione meditata sono un conservatore, questo sì. Ho sempre dato per scontato che con tutti i limiti, con tutte le insufficienze a cui la costringe la sua posizione difensiva, la Chiesa restasse una potenza appunto conservatrice: non tanto in senso strettamente politico, quanto in senso antropologico e culturale. Be': le dimissioni di Papa Ratzinger, e poi il pontificato di Bergoglio mi hanno, non esagero, profondamente turbato. Il gesto di un pontefice che getta la spugna mi ha scosso. Sono padre: subito il pensiero mi è corso ai figli. Ho pensato, "Che cosa potrebbe farmi rinunciare ad essere padre dei miei figli?" Non ho saputo rispondermi. La disperazione di quell'uomo dev'essere stata senza nome. E con Bergoglio, mi ha lasciato sgomento la novità assoluta, raccapricciante, della Chiesa ridicola. Mai, mai avrei pensato che la Chiesa potesse diventare ridicola. La corruzione, i casi atroci di pedofilia tra il clero, non mi avevano turbato più di tanto. S'è visto, e purtroppo si rivedrà anche questo orrore. Ma la Chiesa ridicola! E per la prima volta ho capito sul serio una cosa che sapevo con l'intelligenza ma non con tutto me stesso: che la Chiesa è il centro spirituale d'Europa (e del mondo, certo). Me ne sono accorto sul serio quando al posto di questo centro si è aperto un Buco. Tardi? Tardi. Però me ne sono accorto.

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  8. Le riflessioni fatte dall'autore mi convincono fino a un certo punto perché, pur contenendo un'indubbia verità, sono fatte ex post, o a posteriori, o a babbo morto.

    A mio avviso gli organizzatori dell'evento hanno dimostrato la volontà di continuare a rimanere in comunione col resto della Chiesa, o - da persone per bene - non immaginavano fino a che punto fosse maturata la malafede anche in diocesi di Ferrara Comacchio.

    Del resto, a leggere l'intervista a mons. Perego all'elezione, chi poteva immaginarlo? (Le lacrime del vescovo Perego: "Lo Spirito del Signore è su di me. Quella che abbiamo vissuto oggi insieme è una nuova Pentecoste. ...................").
    http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/vescovo-perego-1.3092734

    Sono parole che destano sospetti di fuga dalla verità? Non a tutta prima.
    Poi, a posteriori, si è costretti a constatare che ci sono ormai molti pastori della neochiesa che tirano in ballo lo Spirito (lo spirito di chi???) con la disinvoltura con cui prendono in mano quotidianamente il cavatappi o la forchetta.
    Ma di fronte alla possibilità di ascoltare davvero la Verità si danno alla gran fuga (con polverone annesso).


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    1. Cara Marisa,

      l'esperienza insegna, o dovrebbe insegnare. E sono cinquant'anni che la Tradizione è a malapena tollerata in seno alla Chiesa, mentre trionfa - specialmente adesso - il progressismo più sfrenato.

      In ogni caso penso mi dovrà dare atto che non ho giudicato le intenzioni degli organizzatori della conferenza, ma mi sono limitato a constatare che, oggi, certi gesti risultano o ingenui o equivoci. Il che non ha nulla a che vedere con l'essere in comunione con la Chiesa, cosa che grazie a Dio non si concretizza con l'esser in comunione con la setta conciliare. Lo spirito scismatico non appartiene a chi rimane fedele alla Verità, ma a chi se ne distacca da troppo tempo ed in modi sempre più evidenti.

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    2. Sì, ammetto che - stando le cose come purtroppo stanno - anche l'eccessiva semplicità della colomba, se lasciata senza la prudenza del serpente, fa solo il gioco dei nemici di Cristo.

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  9. pastori farneticanti e gerarchia apostatica e traditrice! :
    - Non vi è lecito! Non potete fare questo! Non potete adulterare e snaturare la Parola di Cristo; non potete seminare turbamento e confusione tra fedeli,
    - o: non vi è lecito, assolutamente, e dovrete renderne conto a Dio, oltre che agli uomini. La vostra colpa è gravissima: scientemente, deliberatamente, per anni, avete lavorato in maniera occulta per distruggere le basi della fede: ora venite allo scoperto, tirate i fili della vostra congiura massonica, e proclamate a voce alta delle eresie intollerabili, con la sicumera e la sfrontatezza di chi non teme d’essere contraddetto, perché sa bene di aver piazzato uomini fidati in quasi tutti i gangli vitali della Chiesa, e di aver così bene indottrinato e cloroformizzato i fedeli, che essi neanche si rendono conto del gigantesco, diabolico inganno di cui sono vittime, e del torto sacrilego che viene fatto a Gesù Cristo,

    Qui c’è veramente lo zampino del demonio; qui c’è la puzza dell’infermo, e non si fa neppure troppa fatica a sentirla.

    (così Francesco Lamendola in “Il Vangelo purgato”, 21 gennaio 2018, nel sito dell’Accademia Adriatica di Filosoifa, Sezione da Istituto Studi delle Venezie cfr: http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/4077-la-predicazione-del-vangelo)

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  10. Ormai è chiaro, non è più conciliabile, sono due cose diverse e
    antitetiche, la Chiesa e questi novatori. E' uno scisma di fatto
    con i novatori che che dicono " mettetevi da parte" "fatevi più in là".
    Ogni giorno una provocazione in più. Possibile che non ci sia un prelato,
    tra quelli autorevoli, che sappia dire "Santità a che gioco stiamo giocando?"
    "Santità Lei è il Papa non il Marchese del Grillo". Qualche monaco si ricordi
    di Savonarola, e di tanti anche Santi, che in momenti difficili hanno fatto sentire la loro voce.
    Noi semplici fedeli che possiamo fare? Veramente ci attendono le catacombe?
    Speriamo, almeno che sacerdoti fedeli parlino fra di loro e si intendano sull'essenziale. Allora si potrà cominciare a sperare.

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  11. Calo di popolarità di Bergoglio in Cile (notizia e video):
    http://tv.liberoquotidiano.it/video/esteri/13299553/papa-francesco-colpito-giornale-volto-cile.html

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    1. Sarebbe stranissimo il contrario.

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  12. Mi chiedo spesso : ma perché, perché moltissimi cardinali, vescovi, sacerdoti (seguendo l'esempio del papa che non si dichiara tale)rifiutano ostinatamente di ricordare che esiste l’inferno, e che i peccatori impenitenti (LGBT, abortisti, nemici storici di Cristo) ci finiranno sicuramente dentro? se lo è mai chiesto? c’è chi ha trovato la risposta : essi, LORO, questo neoclero della neochiesa di satana (massonica, comunista, protestante, ecumenista suicida) lavora, più o meno consapevolmente, per Lucifero, non per Cristo, quindi fa di tutto affinché le anime vadano all’inferno, badando bene a che esse non se ne rendano conto : dottrina e precetti = pietre da scagliare contro poveri fratelli indifesi (anche se puttanieri, sodomiti, adulteri sacrileghi, ecc.), peccato=errore, fragilità; ravvedimento operoso e cambiament o di vita= accompagnamento delle fragilità (dove? ma all’inferno, assieme agli accompagnatori). Eretici e scismatici, così come non cristiani : non convertivi, né? non fate questa enorme sciocchezza, potreste rischiare di andare in Paradiso ! Una banda di criminali della fede, di assassini delle anime, come altrimenti definirli ? Possiamo solo pregare che l'Immcolata li converta (come fece con Ratisbonne e con Cornacchiola) o li sconfigga (come a Lepanto ed a Vienna). Libera nos a malo, Mater Dei !

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  13. Imperdibile questo commento, per chi mastica un poco di francese:
    Avant Vatican II, l'Église enseignait, fondée sur les paroles de Jésus-Christ, qu'elle était la seule vraie religion puisque fondée par Dieu lui-même, Dieu qui est Trinité, et que les autres (religions) étaient fausses, puisqu'elles ignorent la Trinité ou même la nient comme font le judaïsme et le mahométisme, et qu'elles avaient donc, logiquement, pour père le diable.
    À Vatican II, l'Église, perdant le nord, ou la boussole, comme on voudra, s'est mise à affirmer le contraire, et que, désormais, toutes les religions sont bonnes, qu'elles sont toutes des instruments de salut, et que le temps est venu, pour elles, de s'embrasser les unes les autres puisqu'elles ont toutes pour père Dieu lui-même (qui n'est plus Trinité, par conséquent). Ce fut le merveilleux message, parfaitement maçonnique, proclamé par "Nostra aetate", qui préfigurait l'avènement d'une nouvelle Pentecôte pour l'humanité toute entière.
    Depuis, grâce aux mirobolants enseignements de Paul VI, de Jean-Paul Ier, de Jean-Paul II, de Benoît XVI et de l'actuel père François — tous sanctifiés ou sur le point de l'être —, nous expérimentons tous, dans les faits et, pour certains, dans leur chair, la "vérité", la "bonté" et la "beauté" de ce nouveau message.
    N'en doutons pas — du reste, comment oserions-nous en douter ? —, l'œcuménisme généralisé nous conduit à toute vapeur vers des lendemains qui vont chanter de plus en plus…

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