MACELLAI - Il filo rosso che lega sodomia ed eresia nella setta conciliare


Anni fa un confratello mi riferì un episodio sconcertante, secondo il quale un Officiale di Curia notoriamente omosessuale era stato sottoposto a degli esorcismi perché aveva preso l'abitudine, durante i suoi immondi festini, di bestemmiare il nome di Dio, cosa che aveva dato luogo a fenomeni di possessione diabolica. L'empio monsignore morì di lì a poco di un male incurabile, compianto dai suoi sodali. A quell'epoca le checche del Vaticano si muovevano ancora con prudenza, non perché non fossero numerose, ma perché vigeva quel tacito accordo che nell'esercito americano è compendiato dall'adagio Don't ask, don't tell, ossia Non chiedere, non dire. Anche se poi in molti sapevano chi aveva quel penchant e chi no. Monsignori che uscivano in borghese nottetempo dal Laterano, indossando jeans e giubbotto di pelle, e che l'indomani affiancavano il Santo Padre ai pontificali. Preti che si allontanavano dalla canonica per far volta ai calidarj. Studenti di Atenei Pontificj che andavano a passeggiare a Villa Giulia. Seminaristi dediti ad un opinabile apostolato vespertino a Monte Caprino. Era la generazione del Concilio, che alla veste talare preferiva gli abiti firmati e gli occhiali da sole. Vanesj e fatui, inclini alla risatina isterica e ad apostrofarsi con pronomi e nomignoli femminili, ma pur sempre guardinghi, perché sul soglio sedeva il virile Wojtyla. Il quale era talmente intento a propagandar l'ecumenismo di Assisi da non accorgersi che proprio al suo fianco c'erano personaggi noti col nome di battaglia di Jessica.

I vizj, allora, li chiamavano vizietti, come se il diminutivo potesse rendere meno riprovevole la condotta di chi li praticava. Ed era un vizietto forse anche quello del mai abbastanza esecrato Montini, con i suoi modi da calvinista, i trascorsi ambrosiani che molti non han mai voluto approfondire e che pure gli meritarono accuse nemmen troppo velate. Certo è che su quel pontificato - e sulla congerie di Presuli che sotto di esso assursero ai più alti gradi della Gerarchia - grava ancor oggi, anzi oggi ancor più di ieri, l'ombra sinistra del ricatto, al punto da lasciar supporre che molte decisioni d'allora trovassero giustificazione solo nel terrore che qualche burattinaio potesse decidere di lasciar trapelare scabrosi dettaglj sul conto del sodomita di Concesio. Il quale, non a caso, tra pochi giorni verrà elevato agli onori degli altari, in riconoscimento del suo contributo all'opera di devastazione della Chiesa e quale devoto tributo dei suoi beneficiati.

Fu alla fine del papato wojtyliano che gli immondi seguaci di Sodoma trovaron coraggio di serrare i ranghi, raccogliendo intorno a sé una schiera di zelatori del tempio di simile natura, sicché potemmo vedere il povero Papa polacco conciato con paramenti circensi, o costretto ad assistere a grottesche performances di saltimbachi seminudi coram Pontifice, e di selvaggi in apparecchio adamitico coram Sanctissimo. L'autore di quegli scempj ancor oggi imperversa nei Sacri Palazzi, ancorché prossimo al sacello, col suo codazzo di questuanti che il tempo ha trasformato da naiadi in clergyman in vecchi rancorosi. Ma mentre Giovanni Paolo II si andava spegnendo, in Vaticano la falange sodomitica levava il capo, non senza scandali e scandaletti al limite del ridicolo: ecco allora il segretario dell'Eminentissimo, per gli intimi Carmen, colto in flagrante nei gabinetti a Termini e frettolosamente spedito in partibus, il canonico con la manomorta fermato sul 62, il chierico che batte in San Pietro importunando i turisti, il prete al cinema porno, il frate ammazzato nei giardinetti da un prostituto e via enumerando.  

L'avvento di Benedetto XVI sconvolse i piani della setta uraniana, la quale vedeva nel composto Pontefice tedesco un intollerabile affronto al lavoro svolto sotto il predecessore. Veder risplendere in capo al vegliardo la mitria di Pio IX andava ben oltre ogni sopportazione; per non parlare della mozzetta invernale in velluto rosso col pelo di coniglio, le calzature rosse, il trono dorato che qualche zelante aveva fatto sparire in un sottoscala quand'ancora sedeva sul soglio Montini. Non ho avuto il piacere immenso di udire le grida laceranti dell'Arcivescovo di Martirano, ma immagino ch'esse debbano aver infranto la cristalleria custodita nella credenza del tinello, dinanzi agli sguardi sgomenti dei suoi famuli in gramaglie, allorché Ratzinger promulgò quel Motu Proprio che pure egli dava per impossibile, secondo il motto Indietro non si torna. Ma ricordo bene che non potei esimermi dall'intonare canti di giubilo - anch'io festevole - quando lo seppi confinato alla presidenza di un comitato, dove purtuttavia egli non cessò di far danni. 

L'abdicazione rappresentò una rivincita della setta conciliare su Benedetto XVI, costretto a dimettersi sotto la pressione di scandali che paiono bazzeccole rispetto a quelli che ora stan venendo alla luce sotto il Sedicente. E dire che Ratzinger - e con lui i pochi Prelati in odor di conservatorismo poi assurti agli onori della cronaca dopo i famosi Dubia - erano e sono convintissimi e strenui paladini della mens conciliare, di cui proponevano e propongono una versione più sommessa ma non per questo meno rivoluzionaria. 

La storia svelerà gli arcana imperii che portarono il Pontefice ad abbandonare il vascello di Pietro proprio nel momento più critico, ma par di capire che chi si adoperò per spingerlo alla rinunzia seppe muoversi abilmente per far eleggere il peggior Papa - ammesso e non concesso che lo si possa ritener tale - che la Chiesa abbia mai annoverato. Sta di fatto che il figuro in talare bianca oggi alloggiato al resort Santa Marta ha beneficiato dell'appoggio dei congiurati modernisti, con l'estasiato e corale supporto della lobby gay vaticana, felice di togliersi dai piedi lo scomodo Benedetto, che si apprestava a vanificare, o almeno a render meno devastanti, decenni di primavera conciliare. E proprio a Santa Marta - i casi della vita - troviamo quel mons. Ricca, del quale ci ha edotto la cronaca (qui), dopo che l'amicizia con l'argentino s'era consolidata quando Bergoglio scendeva nella residenza di via della Scrofa nell'Alma Urbe. Le anime belle credono che la pessima reputazione di Ricca fosse ignorata dal pio Arcivescovo di Buenos Aires, troppo occupato a macerarsi nelle asperrime penitenze che l'han reso famoso in America Latina. Sarà certamente stata la sua indole ascetica a far sì ch'egli fosse completamente all'oscuro anche degli scandali di molestie da parte di Vescovi e preti, venuti alla luce recentemente anche grazie alla coraggiosa lettera dell'ex Nunzio Viganò. 

Dunque vediamo... Abbiamo avuto il coming out di mons. Charamsa, che ha bellamente ammesso di avere un amante - compagno, lo chiama lui. Poi l'abate di Montecassino dom Pietro Vittorelli, turpe figuro che spendeva i fondi dell'Abbazia per festini con droga e gigolò. Poi lo scandalo di mons. Luigi Capozzi, segretario di Checcapalmerio, arrestato in un lussuoso appartamento del Sant'Uffizio durante un'orgia. Poi lo scandalo di un religioso carmelitano della Curia Generalizia romana, denunciato da un marchettaro (qui). Poi lo scandalo dell'affresco omoerotico commissionato da mons. Paglia - presidente della Pontificia accademia per la vita e Gran Cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II - all’artista gay argentino Ricardo Cinalli (qui). Quel famigerato Paglia che ha finito col far esplodere queste due istituzioni, introducendovi dei partigiani dell’eutanasia e dell’aborto, con il beneplacito del Sedicente.  Poi gli scandali di Vescovi e Cardinali, tutti di area rigorosamente progressista e filobergogliana, e le cause milionarie che hanno ridotto alla bancarotta decine e decine di diocesi dell'orbe cattolico, per risarcire le vittime degli abusi commessi da ecclesiastici. Senza menzionare turpi ecclesiastici a capo di Ordini e Congregazioni religiose, dietro il cui paravento compivano crimini degni del marchese De Sade. E don Mauro Inzoli, accusato di abusi su minori, degradato da Benedetto XVI e reintegrato nel sacerdozio da Bergoglio su pressione di Checcapalmerio, finché la giustizia civile non ne ha resa manifesta la colpevolezza. Ma anche i tre preti indagati dalla Procura di Roma per atti sessuali con minori, pedopornografia e tentativo di prostituzione minorile (qui). E lo stillicidio quotidiano del gesuita James Martin, attivista della causa degl'invertiti e sostenitore del concubinato omosessuale, nominato consultore del Segretariato per le Comunicazioni ed inviato all'Incontro mondiale per la Famiglia in Irlanda (qui) e in questi giorni impegnato a seminar confusione anche al Sinodo dei Giovani assieme al cardinal Cupich (qui). Non ultimo, il dossier inviato da uno gigolò napoletano alla reverenda Curia partenopea, nel quale sono raccolte fotografie osé e testi di conversazioni via internet di 34 sacerdoti e 6 seminaristi suoi clienti (qui)

Adesso scopriamo che il Presidente del pontificio Consiglio per i testi legislativi Checcapalmerio era presente all'orgia col suo segretario, e che la gendarmeria vaticana l'ha fatto sloggiare prima di procedere agli arresti della scelesta turba. Sarebbe curioso indagare su chi altri è stato fermato in quell'occasione, e c'è da ritenere che Capozzi e il suo compare porporato non fossero gli unici ecclesiastici convitati. Sarebbe ancor più interessante - e mi auguro vi sia chi si prenderà la pena di farlo - andare a vedere quali decisioni gravide di conseguenze nella vita ecclesiale siano state prese da questi immorali, quali loschi intrighi hanno permesso l'ascesa a posti di responsabilità di loro complici, quali bravi sacerdoti sono stati perseguitati o allontanati o impediti nella carriera. 

Alla luce di questi orrori, suonano grottesche le sanzioni di cui fu fatto oggetto Paolo Gabriele, cameriere segreto di Benedetto XVI, accusato d'aver divulgato dossier segreti, mentre avrebbero dovuto esser colpiti con pene esemplari i colpevoli denunciati, e non il denunciante, che reagì in buonafede, con un gesto forse avventato, al dilagare del malcostume vaticano. 

L'orrore che queste notizie suscitano nei semplici fedeli e nelle persone perbene; il senso di sgomento dinanzi alla istituzionalizzazione del vizio non devono distogliere dalla realistica presa d'atto che questa piaga morale è allo stesso tempo causa ed effetto della rivoluzione conciliare: che si scandalizzino pure i benpensanti, si straccino le vesti i pavidi fautori del dialogo e i prudentissimi moderati. Ma che non si dica che dinanzi a questi scandali il buon cristiano debba volger lo sguardo altrove, fingendo di non vedere la corruzione dove maggiormente si annida da cinquant'anni. Oportet ut scandala eveniant. Un silenzio pietoso, comprensibile in singoli e isolati casi, oggi rappresenta una forma di complicità intollerabile, un'approvazione di condotte deplorevoli, tanto più perché chi vi è coinvolto non par cedere per debolezza a fugaci trasgressioni da adolescente confuso, ma dimostra di essere indegno del Battesimo ed ancor più dell'Ordine Sacro che lo rende alter Christus, profanando quelle mani consacrate per toccare il Santo dei Santi, quella bocca che sull'altare pronunzia le parole della Consacrazione, quella lingua su cui si posano le Sacre Specie. Il solo pensiero di tali abominj dovrebbe far tremare d'orrore, e ricordare le parole di Nostro Signore a Padre Pio (qui), allorché definì con disgusto i sacerdoti indegni Macellai

Chi si rende schiavo del peccato si rende schiavo di Satana, sotto il cui giogo l'anima è morta alla Grazia e completamente in preda alle seduzioni del Maligno. Ed il peccato contro natura, ancor più di altri, ottunde la volontà, abbruttisce la persona e indurisce nella volontà di peccato. In quanto vizio, ossia abitudine a compiere il male, gli atti che gridano vendetta al cospetto di Dio portano chi li compie a rendersi indocile alla voce della coscienza, sprofondando sempre di più nella colpa.  

E' quindi inevitabile che chi vive quotidianamente in istato di peccato mortale, e per di più in condizione permanente di sacrilegio - in quanto ministro di Dio e unto del Signore - si senta giudicato e sia portato a modificare anche i principj morali che egli viola abitualmente. Così, come il ladro vorrebbe veder depenalizzato il furto e l'assassinio derubricato l'omicidio, anche il sodomita - vieppiù se sacrilego - vorrà sgravarsi la coscienza dal peso non indifferente del sapersi in palese contraddizione con quella Legge naturale e divina che ostinatamente infrange, e che deliberatamente lascia o addirittura incoraggia ad infrangere, sotto le specie di una connivente tolleranza o di una perversa complicità. Non gli basta profanare ogni giorno il tempio dello Spirito Santo: egli vuole ergersi a legislatore, arrogandosi il diritto di decidere al posto di Dio ciò ch'è lecito e ciò che non lo è. e non è forse questa la colpa di Lucifero?

Sentir l'orrido Maradiaga derubricare atti di vero e proprio sacrilegio ai danni di tante anime innocenti come mere irregolarità amministrative, col pretesto di esser stati commessi su adolescenti e non su minori; o qualificarli come mancanze veniali in ragione di una presunta assenza di penetrazione (sic!) fa comprendere l'abisso di immoralità, anzi di amoralità di certi prelati. Dai quali non ci si stupisce d'udire vere e proprie eresie anche - coerentemente - in ambito dottrinale. E' evidente che l'ostinazione nel vizio implica la costruzione di un castello ideologico che quel vizio legittimi ed approvi. Come diceva Paul Bourget: Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finisce col pensare come si è vissuto (Il demone meridiano, Salani Editori, Firenze, 1956, pag 395). 

Ecco allora la pretesa accoglienza verso la comunità glbt - ossia verso i sodomiti dichiarati - dietro cui si annida non solo la condivisione del loro tenore di vita scandaloso, ma anche l'inconfessabile desiderio di poter un giorno veder ammesso come lecito - quando non addirittura degno di elogio - ciò che Dio condanna come un abominio. E l'affermazione Chi sono io per giudicare, che ha estasiato i nemici del nome cristiano, andrebbe condannata senza appello, perché deve proprio esser il Supremo Pastore a guidare ed ammonire e giudicare la condotta delle pecore e degli agnelli del gregge affidatogli dal Salvatore. Un pastore, quello che ci è stato inflitto dalla divina Provvidenza in isconto delle nostre colpe, che non esita ad insultare ripetutamente ed aspramente i buoni cattolici e i bravi Prelati, ma che mostra una indulgenza sconfinata verso i pervertiti, dal prete libidinoso al Vescovo molestatore, dal religioso sporcaccione al Cardinale orgiasta. E che riceve in udienza omosessuali concubinarj e transessuali, mentre ostinatamente si rifiuta di incontrare ecclesiastici dalla condotta ineccepibile.  E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene (II Tess II, 6-7). Oggi comprendiamo cosa intendono le Scritture allorché parlano del κατέχον, ossia di colui che trattiene la venuta dell'Anticristo: la vistosa latitanza del Romano Pontefice, sul cui trono siede un personaggio che si è reso complice ed artefice esso stesso dell'apostasia.

Quale rispetto verso la Santissima Eucaristia ci si può aspettare da parte di chi la profana celebrando la Messa con l'anima macchiata da tali colpe? Quale devozione verso la Vergine Santissima, in chi oltraggia la verginità e coltiva la depravazione? Quale timor di Dio, in chi osa conculcarne la santa Legge e calpestarne la divina Parola? E ancora: quale spirito di mortificazione, in chi coltiva le passioni più abbiette? Quale santità, in chi pratica l'empietà? Quale vita di Grazia, in chi coltiva e promuove il peccato? Quale cura delle vocazioni sacerdotali e religiose, in chi considera Seminarj e Conventi come ghiotta riserva di giovani da corrompere? 

Ma come si può ritenere che sia credibile la difesa della primavera conciliare, quando viene da gentaglia di tal fatta? Chi presterebbe fede ad un medico che nella vita privata diffondesse malattie, o ad un pompiere che appiccasse il fuoco alle case? 

Lo si ammetta, infine: il Conciliabolo di Roma è frutto marcescente di una mens deviata e corrotta, che trova nell'eresia il corollario di una condotta morale riprovevole. Esso è causa dei danni presenti, e al tempo stesso effetto di una corruttela dei costumi di tanti, troppi ecclesiastici, che per legittimare se stessi non potevano non pervertire anche la dottrina su cui la morale si fonda. Ma Iddio è autore tanto dell'una quanto dell'altra, e chi si fa servo di Satana non può servire il Signore all'altare o sul pulpito e poi onorare il Nemico tra le coltri o nei lupanari. Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro (Mt VI, 24).

Non solo: chi serve il Principe di questo mondo, gli riconosce una sovranità che deve necessariamente negare al Re divino, così come chi adora Nostro Signore come Sovrano, non tollera che alcuno Gli usurpi la Sua universale Regalità. Ecco perché la Chiesa proclama Cristo Re. Ecco perché la setta conciliare si ribella alla Sua sacra Maestà. Tout se tient. Ed ecco, infatti, l'Arcivescovo di Brisbane in Australia che fa proprio l'empio grido dei Giudei dinanzi al pretorio, rifiutando Cristo come Re (qui): in questa apostasia dilagante, l'ossequio e l'obbedienza dovuti alla Maestà divina finiscono tristemente per esser riconosciuti al mondo, alla carne, al diavolo. Regnare Christum nolumus. Ma è nell'ordine delle cose che l'uomo sia suddito: se non lo è di Dio, lo sarà inevitabilmente di chi a Lui si oppone. E le pesanti catene del Maligno sono ben difficili da scrollare, una volta che le si è preferite al soave giogo di Cristo.

Finché non si riconoscerà lo stretto rapporto di causalità tra deviazione dottrinale e deviazione morale, sarà impossibile uscire dalla crisi presente. Non vi è mai stato nella storia della Chiesa un solo eretico casto, né un solo Santo impuro: gli scandali odierni sono una tristissima conferma di uno sfacelo sul fronte teologico tanto quanto su quello morale, spirituale, liturgico e disciplinare. 

E se nel passato vi furono lussuriosi anche nelle schiere dei chierici (e comunque meno di quanti ve ne sono da cinquant'anni in qua), mai fino ad oggi si era avuto un Papa che legittimasse il peccato contro il Sesto Comandamento o l'adulterio, come è accaduto con Amoris nequitia. E non occorre ricordare quali inganni e quali macchinazioni sono state messe in atto dalla lobby gay anche in seno al Sinodo per la Famiglia, con la complicità di Bergoglio, e le non dissimili macchinazioni che si preparano in seno al Sinodo dei Giovani. 

A questo punto, il pio lettore chiederà cosa possiamo fare noi dinanzi allo spettacolo desolante offerto da un'autorità corrotta, ribelle e traditrice. Penitenza. Penitenza e sacrificio. Ce lo insegna la Sacra Scrittura e ce lo ricorda Nostra Signora nelle Sue ripetute apparizioni. La comunione dei Santi - ce l'insegna il catechismo - permette alle anime cristiane di riparare i peccati altrui, trattenendo il braccio della Giustizia divina. Offriamo dunque le nostre sofferenze, grandi e piccole, in espiazione del male compiuto da questi sciagurati, e preghiamo per la loro conversione e per il loro pentimento, in una vita ritirata e nell'oblio dei tanti che essi hanno scandalizzato con il proprio indegno comportamento. E che quanti pervicacemente rimarranno nella colpa possano esser allontanati dalla guida del gregge: la Sposa di Cristo è stata umiliata sin troppo dai suoi Ministri, screditata dinanzi al mondo.

La danse macabre di questi decenni sta per giungere al fine. Questa generazione di Leviti senza fede e senza morale è destinata all'estinzione: sulle macerie della setta conciliare verrà riedificata la Santa Chiesa, così come sulle rovine dei templi pagani e degli idoli infernali ha trionfato la vera Fede. 


Commenti

  1. Bentornato Monsignore! eravamo un tantino preoccupati.
    Buono il tono dell'articolo. Tiene la giusta distanza da questo pandemonio allegro
    tra i chierici di ogni livello così evitiamo un coinvolgimento emotivo che ci è di danno.

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  2. Anch'io ero un po' preoccupato. Articolo memorabile. Mi auguro che Lei continui a scrivere con regolarità.

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  3. Davvero bentornato! Condividendo in toto, mi rallegro di risentirLa.

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  4. Un Bentornato di Cuore!

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  5. Grazie Monsignore, passavo spesso a vedere se fosse tornato ed ero preoccupato. Ringrazio il Signore e prego per la sua salute ed incolumità. I malfattori che hanno preso possesso della Chiesa non mi possono smuovere dalla dottrina che mi è stata insegnata quando fui preparato per la prima comunione, il catechismo di San Pio X, ma l'inganno propinato con ogni mezzo attecchisce troppo facilmente sulle menti semplici che si bevono tutto, lo posso riscontrare anche all'interno della mia cerchia familiare. Concordo sulla penitenza e sacrificio, ma dobbiamo anche implorare di essere presto liberati da questa cricca di spudorati che fanno strame della verità e portano il gregge alla perdizione.

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    1. Concordo pienamente, condividendo a stessa esperienza (passata e presente, in ambito familiare). Forza e coraggio, sursum corda, caro amico, andiamo avanti "tiremm innanz", come diceva Amatore Sciesa.

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  6. Reversus in domum suam receperint..
    che sia stato l'auspicio del Blondet?

    IN ATTESA DEL “RITORNO” DI PADRE PIO

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  7. Lia
    Anch’io le dico Bentornato e che ci è mancato molto. Articolo molto avvincente e che da purtroppo molta sofferenza perché il problema che esiste te lo mette davanti molto chiaramente. La prego continui a scrivere e sia voce di sana dottrina.
    Tra l’altro che fine ha fatto Fra’ Cristoforo? Anche lui manca molto

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  8. A tutti voi, cari e pazienti Lettori, un vivo ringraziamento per le parole di incoraggiamento. Preghiamo perché questa setta infame venga sbaragliata dal Dominus messis, e perché sia infine restaurata anche visibilmente la Chiesa come Nostro Signore l'ha fondata.

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  9. BENTORNATO! ... finalmente! ... un silenzio "assordante" quello della sua assenza... Limpidissime parole. Grazie di cuore.
    Preghi per tutti noi.
    Luigi9

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  10. Dio La benedica, carissimo Baronio! L.J.C..

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  11. Sempre opportune le vostre riflessioni (al meno per chi vuol rimanere cattolico)! Complimenti per l'articolo e l'atteso ritorno. Dalla «fine del mondo» la saluta F.I.

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    1. SAGRADA CONGREGACIÓN PARA EL CULTO DIVINO
      EPÍSTOLA DIRIGIDA A LOS PRESIDENTES DE LAS CONFERENCIAS EPISCOPALES SOBRE EL USO DEL MISAL ROMANO BAJO LA EDICIÓN TÍPICA DEL AÑO 1962.

      Eminentísimo Señor,

      Hace cuatro años, por voluntad del Sumo Pontífice Juan Pablo II, se invitó a todos los Obispos de la Iglesia a presentar un informe sobre:
      El modo en el cual los presbíteros y los fieles en sus diócesis, cumpliendo adecuadamente los estatutos del Concilio Vaticano II, adoptaron el Misal promulgado por el papa Pablo VI;
      Las dificultades sobrevinientes a la aplicación de la reforma litúrgica;
      Las resistencias que hubiere que superar.

      El resultado de la consulta fue conocido por todos los Obispos (cf. Notítiæ, n. 185, Diciembre de 1981). Atendiendo a sus respuestas, parecía resuelto el problema de los sacerdotes y fieles que mantenían el llamado «Rito Tridentino».

      Pero como el problema ha perdurado, el Sumo Pontífice, deseando ayudar a estos grupos, concede a los Obispos diocesanos la facultad de conceder el Indulto a los sacerdotes y fieles, que expresamente estén suscribiendo la petición al Obispo, para que puedan seguir celebrando la Misa con el Misal Romano en su edición de 1962, guardando las siguientes condiciones:
      a) Debe constar sin ambigüedades que los tales sacerdotes y fieles no tienen parte con los que dudan de la legitimidad y rectitud doctrinal del Misal Romano promulgado por el Romano Pontífice Pablo VI en 1970.
      b) Esa celebración sólo será útil para los grupos que la pidieron; en las iglesias y oratorios que el Obispo diocesano señalare (no así en templos parroquiales, a no ser que el Obispo lo conceda para casos extraordinarios); en los días y condiciones que el mismo Obispo estableciera por costumbre o por una eventualidad.
      c) Deberán celebrar siguiendo el Misal del año 1962 y en latín.
      d) No deberán mezclar los ritos y los textos de ambos Misales.
      e) Cada Obispo reportará a esta Congregación sobre las concesiones que otorgue, y al culminarse el año de la concesión del presente Indulto, dará cuenta de los resultados obtenidos con su aplicación.

      http://caballerodelainmaculada.blogspot.com/2015/12/un-analisis-del-indulto-quattuor-abhinc.html

      CARNICERO wxtila además de CÍNICO, después sale benenito a decir que la misa preconciliar no estaba prohibida jaja

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    2. Dalla fine hijos malvados QUE NO QUIEREN QUE TRIUNFE EL INMACULADO CORAZÓN DE MARÍA-

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  12. Caro Baronio,

    a chi, come me, è nato già in pieno pontificato di GPII, mancano molte coordinate per capire Montini.
    Quello che mi è chiaro è questo:
    1) voleva abolire la Messa di sempre
    2) ha nominato molti vescovi indegni (molti prelati omosessuali americani sono stati scelti da lui)
    3) ha guidato la chiesa in un periodo in cui, essenzialmente, metà dei sacerdoti mondiali ha abbandonato la tonaca (per via del conc. Vat II e della riforma liturgica promossa da Montini stesso)

    Questi punti mostrano chiaramente che la sua canonizzazione non ha alcun senso - ed è tragico che un sito mainstream come LaNuovaBussola non parli di questi fatti.
    Quel che non mi è chiaro è:
    1) era davvero omosessuale? quali documenti abbiamo per affermarlo? su internet ho trovato solo vaghe accuse non circostanziate che potrebbero esser vere o esser false. il solo criterio della coerenza della sodomia con il suo modus operandi mi sembra poco per affermare che fosse omosessuale. ha qualche libro/documento a supporto della tesi?
    2) come ha fatto Montini a fare carriera sotto Pio XI e Pio XII?

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  13. ops, subito dopo aver inviato il mio commento trovo questo libro: https://www.traditioninaction.org/ProgressivistDoc/A_083_MontiniHomosexual.html

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  14. Lietissimo di ri-leggerla! (...ho aperto decine e decine di volte questa finestra, per una boccata di aria pulita!...Finalmente!)....Quel "conciliabolo di spettatori" pieni di stupore, non per la Bellezza della Verità, ma per lo...“sbarco sulla Luna", che fu il Concilio Vaticano II*, dopo aver demolito millenni di Tradizione Sacra, raccoglie ora, quello che ha seminato. Il Peccato. Non riuscendo più a sopportare le omelie mondane, che hanno eliminato anche le volute di incenso, spero almeno di mantenermi forte, nella penitenza e nel sacrificio...Grazie.

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  15. Bentornato ,come vede è mancato tantissimo a molti. Una voce cattolica è ciò di cui abbiamo bisogno per essere supportati nella nostra quotidiana battaglia. Grazie.

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  16. Deo Gratias! Baronio c'e'!

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  17. Ammirevole questo commento appena letto su Riscossa Cristiana, relativo al clero modernista che occupa la Chiesa Cattolica ormai da 60 anni, che si compiranno domenica prossima 28 ottobre, data dell’usurpazione del soglio petrino da parte dei cardinali massoni, che imposero al papa regolarmente eletto (e che aveva anche accettato l’elezione, adottando il nome di Gregorio XVII) di rinunciare all’elezione per lasciare il posto ad un loro uomo, Angelo Roncalli :

    Marco Boggia ha detto:
    24 ottobre 2018 alle 23:18
    “Hanno perso la fede, ma non lo vogliono confessare”. E’ questa la verità, la base di ogni altra considerazione. La Chiesa si trova a essere guidata da uomini che non sono più cattolici e nemmeno genericamente cristiani, visto che in continuazione predicano l’opposto di quel che sta scritto nel Vangelo. Del Vangelo non gli importa nulla: ormai non ne fanno più mistero.”

    "Hanno occupato tutte le sedi, ma non hanno più la fede" : come si addicono bene a questo clero apostata le parole di S. Anastasio !

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    1. aca tenés a tu reputano wxtila metetelo bien adentro del culo

      ¡¡QUE SE PUEDE ESPERAR DE LOS FRUTOS PODRIDOS DE LOS HIJOS DEL PUTO wxtila!!
      miren como presenta el tema esta página que se dice católica,
      diabólicos totales.


      ................

      “Todo acto, caricia o posición sexual que tiene como objetivo la excitación del cónyuge está permitido, y agrada a Dios. Durante el acto sexual, el matrimonio puede demostrar su amor de todas las formas posibles, y brindarle al otro las caricias más deseadas”, afirma el capuchino, quien defiende su trabajo pastoral con matrimonios.

      “Para mí, ayudar a las parejas a mejorar sus relaciones íntimas supone también una forma de trabajar para Dios”, asegura el religioso polaco, sin importarle que sus propios feligreses ya lo llamen, si bien cariñosamente, “el apóstol del Kamasutra católico”.

      Knotz puntualiza que el sexo oral y la masturbación están autorizados siempre que sirvan a la pareja para prepararse para la penetración, no como un acto sexual en sí mismo.
      http://forosdelavirgen.org/18829/el-kama-sutra-catolico-del-fraile-polaco-knotz-en-castellano-2011-1-18/

      Elimina
    2. manga de TRAIDORES

      http://panoramacatolico.info/articulo/monsenor-alighiero-tondi

      Monseñor Alighiero Tondi
      Enviado por Moderador el Vie, 01/12/2007 - 21:27.
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      Uno de los casos más sonados de espionaje comunista en la Curia Romana ocurrió bajo el reinado de Pío XII. Su entonces Prosecretario de Estado, Monseñor Juan Bautista Montini tenía a sus órdenes como secretario personal a Monseñor Alighiero Tondi. Relatamos a continuación la historia de este famoso espía cuyas informaciones costaron la vida de miles de católicos bajo regímentes soviéticos. Monseñor Montini fue trasladado a una diócesis y el Papa juró nunca darle el capelo cardenalicio. Bajo el reinado de Juan XXIII Monseñor Montini fue reivindicado y llegó a ser Sumo Pontífice bajo el nombre de Pablo VI.

      Por el P. Henri MOURAUX

      Me encontraba yo en Roma, cuando el murmullo de un acontecimiento se extendía entre los habitantes de la Ciudad. En efecto, se había visto salir del Vaticano a un hombre esposado, al que un coche celular se lo había llevado. Este hombre despojado de su sotana por orden de Pío XII, no era otro que Mons. Alighiero Tondi, jesuita, secretario particular de Mons. Juan Bautista Montini, éste a su vez, Prosecretario de Estado de Pío XII--.(Alighiero Tondi, joven italiano, era miembro del Partido Comunista; ingresó en el Instituto de los Jesuitas por orden del Partido. En el año 1943 fue ordenado sacerdote.)

      "He tratado este asunto en dos números de Bonum Certamen". Pero como ha producido un revuelo escandaloso, debo resumir los hechos.

      Pío XII, envió detrás del Telón de Hierro, sacerdotes disfrazados de viajantes para proporcionar los sacramentos a los Católicos, así como a Obispos, para realizar ordenaciones. Estos desgraciados fueron arrestados y después fusilados en la URSS. En vano Pío XII buscaba explicar este drama, cuando el Arzobispo de Riga, le reveló que un espía vivía en el Vaticano.

      Entonces lo hizo vigilar por agentes de policía disfrazados de prelados. (Encomendó la operación a un agente francés especializado en contraespionaje.) El resultado no tardó en producirse: Mons. A. Tondi fue sorprendido en el momento en que estaba fotocopiando documentos secretos. Interrogado, declaró que era agente de la KGB, formado en Moscú y que transmitía a sus jefes de la URSS, los documentos que podía robar a Pío XII. Los documentos eran dirigidos a Moscú por mediación de Togliatti (Secretario General del Partido Comunista Italiano), amigo de infancia de Juan Bautista Montini. Ante esta revelación, Pío XII cayó enfermo; tras destituir a aquél, trasladó a Milán a Mons. Montini.-En cuanto a Mons. Tondi, fue condenado a dos años de prisión, donde se casó con su querida, Carmen Zanti, militante del Partido Comunista. Terminada la condena, Mons. A Tondi y su concubina, se trasladaron a la Alemania del Este.

      A aquel le fue dado el cargo de Secretario de Walther Hulbrich, hombre fuerte del comunismo alemán. Fue también profesor de Ateísmo en la Universidad Marxista Leninista". (Por cuenta del Partido Comunista hizo muchos viajes. Pronunció innumerables discursos, y escribió libros contra la Iglesia).



      Mons. Montini, en tiempos de Mons. Tondi

      "Al advenimiento de Paulo VI, Mons. Tondi y su concubina, volvieron a Roma; él se instaló en el Vaticano en calidad de empleado civil; ella fue elevada a muy altas funciones del Partido Comunista. Pronto, Paulo VI, sin ninguna retractación ni reparación, y confesando Tondi que aún guardaba la Cédula del Partido Comunista, legitimó su matrimonio civil por "sanatio in rádice", es decir, sin necesidad de tener que presentarse ante ningún sacerdote. (C.F. "Aurore", del 12 de Marzo de 1965)"

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    3. http://www.obispoenmisiones.com/reflexiones-sobre-la-canonizacion-de-juan-pablo-ii/
      Durante el tiempo del liceo, Wojtyla continuó en el teatro como actor, bajo la dirección de Mieczslaw Kotlarczyk, profesor de Historia. La función del actor, según Kotlarczyk, debía ser como la de padre, esto es, una “misión”, “una vocación”, un “sacerdocio del arte”.

      Este profesor de “teatro rapsódico”, o sea, de teatro en que el autor debe pronunciar cada vocal y cada palabra con precisión, Wojtyla tenía esa idea después de haber meditado en la tradición teosófica y antroposófica de Rudolf Steiner. Después, para comprender mejor el pensamiento wojtyliano, es necesario considerar el pensamiento teosófico de Steiner, cuya doctrina está fundada en el hombre y no en Cristo. La Sociedad Teosófica fue fundada por Elena Petrovna Blavasky y por el ocultista Henry Steele Olcott, ambos asociados a la Masonería.

      Rudolf Steiner (1861-1925). Hombre de excepcionales cualidades intelectuales, Steiner fue cabeza de la Sociedad Teosófica en Alemania, donde fundó su revista “Lucifer”, nombre que luego cambió por “Lucifer Gnosis”. Miembro del O.T.O., una de las sociedades secretas de los Iluminados de Baviera, basada en los poderes mágicos del sexo, Steiner fundó la Sociedad Antroposófica como forma “Europea” de la Teosofía Americana. Steiner desarrolló la idea de renovar la Cristiandad a la luz del budismo esotérico, donde Cristo, en la Antroposofía, toma, por una parte el rol especial de equilibrar, y suavizar el ardor de Lucifer, y por la otra, la fría inteligencia del demonio Ahriman.

      Madame Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891). Era masona del grado 33. En 1875, ella fundó la Sociedad Teosófica donde, so capa de un conocimiento universal y exclusivo, ella pretendió deificar la Humanidad bajo el pretexto de una verdadera religión de masas. Los motivos luciferianos no son marginales cuando se considera que Blavatsky escribió: «Satán es la energía activa del universo (…) El es el Fuego, Luz, Vida, Lucha, Esfuerzo, Pensamiento, Conciencia, Progreso, Civilización, Libertad, Independencia». Por otra parte, el propósito declarado de la Sociedad Teosófica era «limpiar la Cristiandad de la faz de la tierra (…) y desterrar a Dios del Cielo», yendo tan lejos como hasta negar la autenticidad de Jesucristo.

      Nota: todas estos personajes, influyeron de tal manera en Wojtyla, que todas sus ideas se vieron plasmadas en las tesis del ya mencionado libro “Persona y Acción”.

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    4. Ci faccio caso solo ora... dopo il grandissimo Gregorio VII ci sarebbe stato, non casualmente, un altro grande Gregorio XVII ... il signore di questo mondo era davvero furibondo e non poteva permetterlo in nessun caso...

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  18. Anch'io ero sinceramente preoccupato.
    Ringrazio Dio per averla conservata in salute e ringrazio lei per il meraviglioso articolo.
    Ho girato il link ad alcuni amici che lo hanno molto apprezzato.
    A presto.

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