Note a margine di "PROVOCARE LO SCISMA" - Il commissariamento di Familia Christi nel quadro più generale tracciato da Patrick Archbold



Vorrei aggiungere alcune considerazioni a margine dell’encomiabile e lucidissima analisi di Patrick Archbold dal titolo Actuating schism, la cui traduzione è stata qui postata (1 - 2 - 3 - 4 - 5). 

Premesso che condivido in toto l’impostazione dell’articolo, mi pare che esso trovi una esemplificativa conferma, che ci viene dalle notizie di questi giorni: il commissariamento della Fraternità Sacerdotale Familia Christi da parte della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, su richiesta dell’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons. Gian Carlo Perego.

La comunità di Familia Christi è stata eretta nel 2016 con Decreto Arcivescovile da S.E. mons. Luigi Negri e le è stata assegnata la Parrocchia di Santa Maria in Vado, una splendida basilica in cui nel 1171 si verificò il famoso Miracolo eucaristico. Prima dell’arrivo della comunità la chiesa versava in condizioni pietose, in un indecoroso abbandono frutto al contempo dell’incuria e della furia iconoclasta del Clero locale. Un gruppuscolo di fedeli cattocomunisti, che ivi trovava ricetto, all’insediamento dei reverendi padri si adoperò per sobillar loro contro i non pochi confratelli ultraprogressisti, che nondimeno trovarono in mons. Negri un convinto difensore della giovane comunità semi-conservatrice. Venne autorizzata la celebrazione della liturgia secondo il rito antico, accompagnata prudentemente dalla liturgia riformata, e spesso i sacerdoti di Familia Christi ebbero occasione di concelebrare il Novus Ordo in Cattedrale. I parrocchiani erano più che felici della rinascita pastorale, liturgica e spirituale di Santa Maria in Vado, che nel volgere di pochi mesi tornò all’antico splendore, e soprattutto venne pulita a fondo, togliendo quella patina di trascuratezza ed abbandono che l’aveva contraddistinta sino ad allora. Attorno alla comunità si raccolsero anche i membri del coetus fidelium di ferraresi che potevano così assistere alla celebrazione solenne della Messa e delle funzioni a norma del Motu Proprio. 

Va ricordato che a Ferrara vi è anche una cospicua comunità di cattolici tradizionalisti legati alla Fraternità San Pio X, che dai Priorati vicini assicura un sacerdote per le Sante Messe festive, il catechismo e le confessioni. Parimenti, prima del loro commissariamento, anche nella Parrocchia di Santo Spirito i Frati Francescani dell’Immacolata celebravano una Messa feriale, il sabato, in rito tridentino, anch’essa frequentata da parecchi fedeli. I diktat romani posero fine all’idillio dei Francescani, presto sostituiti dal nuovo istituto per celebrare la Messa antica richiesta dal coetus. 

Mentre la comunità di Familia Christi cresceva e si faceva apprezzare, in Curia si tramava già per il suo allontanamento, e con altrettanta alacrità si faceva di tutto perché la Fraternità San Pio X non avesse una propria chiesa, ma fosse confinata in un ex bar, che pure risulta elencato tra i luoghi di culto nell’Annuario Diocesano, con tanto di orari delle celebrazioni. Le chiese in restauro dopo il terremoto che colpì la città estense nel 2012 diedero un ottimo pretesto ai modernisti della Curia per ritardarne l’apertura, nonostante le pressioni dell’Arcivescovo Negri, con cui la Fraternità intratteneva cordiali relazioni. La chiesetta di Sant’Antonio Abate, ad esempio, è tuttora chiusa al culto perché, se la si fosse riaperta quando mons. Negri era ancora Ordinario del luogo, si temeva che egli la potesse concedere alla Fraternità. 

Le dimissioni di Sua Eccellenza e l’insediamento di Gian Carlo Perego dettero la stura alla persecuzione, che pure si era preparata con largo anticipo. Si iniziò con una prima Visita Canonica nella primavera di quest’anno, che i religiosi vissero con grande apprensione ma anche con spirito di collaborazione. Questa prima visita doveva rappresentare un monitum destinato a moderare gli slanci tridentini dei sacerdoti, dei quali pure era nota l’assoluta ed incondizionata accettazione del Vaticano II. 

Il 23 Giugno 2018, nonostante una raccolta di oltre 700 firme da parte dei fedeli, li si trasferì dalla grande Parrocchia nel centro di Ferrara alla chiesa non parrocchiale di Santa Chiara, lasciando i religiosi in una situazione di precarietà quanto alla loro dimora: si disse che sarebbero stati trasferiti dal convento dei Gesuati loro concesso provvisoriamente fino a Settembre. Un mese dopo, a fine Luglio 2018, la Curia ingiunse loro di sospendere la celebrazione della Messa a norma del Motu Proprio, intimando il divieto di ammettere anche alla sola celebrazione privata qualsiasi fedele, sotto pena di sospensione a divinis. Contestualmente Familia Christi veniva anche allontanata dal convento in cui viveva la comunità, mettendoli in mezzo alla strada. 

Risulta evidente l’ostilità dell’Arcivescovo, notorio progressista, sostenitore indefesso dell’immigrazionismo bergogliano ed apprezzato interlocutore della comunita GLBT ferrarese nelle attività di integrazione e sensibilizzazione contro la discriminazione. 

Occorre notare, a margine, che da parte dei membri di Familia Christi si è notata una certa imprudenza, che ha prestato il fianco alle rappresaglie - peraltro sproporzionate e palesemente pretestuose - della Curia. Ma è pur vero che, in una città in cui l’uso dell’abito talare è stato praticamente cancellato nel giro di qualche anno, veder dei chierici in talare, fibbie, mantello a ruota e cappello romano può risultare quantomeno inconsueto. Certo è che la condotta del Clero ferrarese e lo stato di progressivo ed inesorabile decremento nell’assistenza alla Messa domenicale, con il conseguente accorpamento di più parrocchie in unità pastorali, non pare legittimare le misure assunte nei riguardi della Fraternità Sacerdotale di Familia Christi, la cui Parrocchia contava un numero sorprendentemente alto di fedeli, specialmente alle funzioni in rito antico. Lo stato in cui versa la chiesa di Santa Maria in Vado, oggi, è tornato allo squallore precedente, nonostante Perego abbia accorpato ben quattro parrocchie in una unità pastorale per metter insieme pochi fedeli. 

Rimangono però da chiarire significative irregolarità di natura canonica che, per l’imperizia di alcuni, hanno dato argomenti oggettivamente validi alla Visita. Né si comprende per quale ragione un Istituto accolto sotto la giurisdizione dellEcclesia Dei non abbia voluto avvalersi della possibilità di celebrare esclusivamente la liturgia tridentina, quando tale facoltà gli era riconosciuta - ed anzi caldeggiata - dalla stessa Pontificia Commissione. La qual Commissione, a onor del vero, aveva vivamente sconsigliato a Familia Christi di amministrare una Parrocchia, proprio perché questo avrebbe reso de facto inevitabile il biritualismo. Senza menzionare l’assenza della formazione seminaristica, demandata a corsi esterni ma con innegabili lacune nella disciplina e nella preghiera comunitaria. Par di comprendere, insomma, che sia mancata una gestione prudente dell’intera vicenda, e che l’Istituto non possa esser considerato del tutto esente da riserve.  

Contestualmente a questi eventi, l’Arcivescovo ha vietato ai suoi seminaristi di leggere libri e pubblicazioni di impostazione tradizionale: il Rettore ha dato le dimissioni e dai 36 candidati agli Ordini che aveva grazie all’opera di mons. Negri oggi ne ha solo 4. Quando si dice primavera conciliare. 

Il 1° Dicembre il Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei ha decretato il commissariamento dell’Istituto, nominando Commissario Plenipotenziario mons. Daniele Libanori S.J., Vescovo Ausiliare di Roma, gesuita ferrarese: il Prelato è stato  seminarista dell’Arcidiocesi e ha ricevuto l’Ordinazione a Ferrara nel 1977, dov’è rimasto incardinato sino alla sua entrata nella Società di Gesù nel 1991. Mons. Libanori è stato consacrato Vescovo il 13 Gennaio 2018. Ora ritorna a Ferrara per assumere il governo di Familia Christi: non è difficile supporre che nella sua città d’origine egli ritroverà non pochi confratelli ed amici, tra cui probabilmente anche coloro che hanno chiesto a Roma l’invio della Visita Canonica prima e del Commissario poi. 

Riassumendo: un Vescovo gesuita ferrarese, inviato da Roma quale delegato del Papa gesuita, con poteri di Plenipotenziario, che viene nella città in cui è stato sacerdote per quattordici anni, a giudicare una comunità messa sotto accusa da sacerdoti ferraresi e da un Arcivescovo ultraprogressista nel cui stemma appare il motto Gaudium et Spes.

Tutto a norma del Codice di Diritto Canonico, ben s’intende. 

Come scrive Archbold nel suo splendido saggio: «Capitolare o andarsene. Ed è proprio questo schema di Visita Apostolica e smantellamento che vedremo applicato più e più volte». Perché, come sappiamo, «stanno compiendo una serie di mosse tattiche che portino i cattolici tradizionali verso una posizione in cui o si arrendano o disobbediscano in qualche modo. Ma è la disobbedienza che cercano». 

Commenti

  1. Ma in questa situazione generale, in realtà , chi sarebbe scismatico?
    Chi si porrà al di fuori della Chiesa?Certamente non lo sarà chi cercherà di restare fedele alla Chiesa di sempre.

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    1. E' evidente che il semplice dichiarare scismatico un cattolico non lo rende tale. Fu dichiarato scismatico anche Sant'Atanasio, da un Papa che non voleva inimicarsi quello che oggi chiameremmo l'Episcopato. I nemici sono infeudati nella Chiesa e cercano di allontanarne i fedeli: legga "Provocare lo scisma" (https://opportuneimportune.blogspot.com/2018/12/provocare-lo-scisma-parte-i.html) e comprenderà.

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  2. Analisi lucida e terribile.
    Reverendo come possiamo difenderci?
    Stefano

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    1. Letto e riletto"Provocare lo scisma". Certamente siamo affranti ma non senza speranza.Roma ha dimenticato di fare i conti con qualcuno,con Dio ,che vede tutto e prima poi dirà il suo” Basta”. La SS Vergine, a La Salette, disse”Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo”,i segni sembrano dirci che ci siamo quasi.Ancora una volta,i più grandi Giuda,sono fra i Suoi ministri. Dobbiamo sperare,non siamo soli ,su di noi c’è Gesù,Dio che ha compassione del suo popolo. Saranno sempre meno, ma ci sarà sempre qualche pastore che saprà rimanere apostolo fedele al Signore. Questi pastori santi, aiutati da anime umili e laiche illuminati dal Signore,guidati dalla Vergine SS ,Messaggera Divina, ci indicheranno la strada.
      ...”Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore”.Salm.26

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  3. Qualcuno per favore mi risponda: ma un Vescovo appena arrivato nella sua nuova Diecesi, può, secondo il Diritto Canonico, smatellare tutto ciò che era stato permesso prima da altri Vescovi? Di questo passo, dove finiremo? Dio, ci venga in aiuto!!!


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    1. Caro amico,
      Le rispondo con un domanda: Può un Papa appena eletto smantellare tutto ciò che era stato permesso prima da altri Papi, e permettere tutto ciò che era proibito?.
      B+

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