PROVOCARE LO SCISMA - Parte IV (Actuating schism, Patrick Archbold, Creative Minority Report)


IV.
IL VASO DI MIELE
- The honey pot -

Ad un nemico circondato, devi lasciare una via di fuga.
Sun Tzu, L’arte della guerra

Nella Parte 1, Parte 2 e Parte 3 di questa serie, abbiamo analizzato le numerose iniziative di questo papato e dei suoi apparatchik per annullare sistematicamente qualsiasi resistenza al loro programma progressista e modernista.

Abbiamo visto come sistematicamente usino e abusino della Visita Apostolica per demolire qualsiasi Ordine o Prelato che ritengono troppo tradizionale o semplicemente non sufficientemente allineato senza alcun senso di equità, ordine o processo. Abbiamo visto come i cambiamenti alle regole e ai modelli di governo delle Religiose, insieme alla comprovata capacità e volontà di schiacciare i recalcitranti, facciano sì che la vita monastica contemplativa tradizionale non possa sopravvivere. Abbiamo visto come hanno cambiato le norme su come i Vescovi possono erigere autonomamente gli Istituti di vita consacrata nella loro Diocesi, dando effettivamente il potere di veto al Vaticano se non è d’accordo. Ancora una volta, considerando la loro comprovata capacità di eliminare un Ordinario attraverso le Visite Apostoliche, probabilmente non c’è un Vescovo che tenterebbe anche solo di affrontare la questione. Questo non lascia scampo ai Religiosi tradizionali.

Abbiamo anche visto come il Sinodo sia stato trasformato in qualcosa di irriconoscibile, qualcosa che possa solo dire all’imperatore, in modi prestabiliti, quanto siano meravigliosi i suoi vestiti nuovi. Quest’ultimo sinodo è stato manovrato e ha prodotto un documento che in gran parte riguardava un argomento non ancora discusso, la sinodalità.

I media cattolici approvati dal politburo vi diranno che la sinodalità è tutta una questione di decentralizzazione del governo della Chiesa più vicino al popolo, sul modello delle Conferenze Episcopali. Questo, ovviamente, non potrebbe essere più lontano dalla verità. In un’incredibile conferma della menzogna, prima che l’inchiostro fosse addirittura asciutto sul documento sinodale sulla sinodalità, il Papa è intervenuto personalmente per castrare pubblicamente la Conferenza Episcopale Americana, prima ancora che pensasse anche solo di discutere di fare qualcosa di inutile sullo scandalo degli abusi. Si sarebbe trattato comunque di una questione puramente formale, anche per gli osservatori della Chiesa più esperti.

Per capire qual è la spinta verso la sinodalità, occorre guardare il modello sopra descritto. Ad ogni passo, hanno limitato i diritti dei Vescovi e di altri gruppi nell’agire da soli e sotto la propria autorità in un modo che è in conflitto con il superdogma del Vaticansecondismo. La sinodalità non riguarda il potenziamento delle Conferenze Epicopali, come dimostrato innegabilmente a Baltimora; essa mira piuttosto a limitare la capacità di ogni singolo Vescovo di agire da solo. Si tratta di assicurarsi che nessun Vescovo ortodosso refrattario possa essere un bastione della Tradizione e offire uno spazio sicuro per il Cattolicesimo tradizionale. Egli non può permettere che nuovi gruppi di Religiosi si formino nella sua Diocesi, non può invitare le Suore tradizionali ad aprire una casa nella sua Diocesi, e se fa qualcosa di troppo tradizionale, sarà il destinatario di una Visita Apostolica per il crimine di non andare d’accordo con la sua Conferenza Episcopale. Tutto ciò ha comportato la chiusura di tutte le vie di fuga per i Cattolici tradizionali.

Bene, non è completamente vero: alcune vie di fuga le lasceranno aperte. Ho iniziato questo capitolo con una citazione di Sun Tzu, «Ad un nemico circondato, devi lasciare una via di fuga». Chiudere tutte le vie di fuga tranne una. Porta il tuo nemico in un unico posto, facendogli pensare di non avere alternativa.

Tutto ciò che ho scritto finora riguarda quanto hanno già fatto, con poche analisi ed ancor meno previsioni. Ciò che segue è una mia ipotesi, ma basata sulle tattiche dimostrate che abbiamo già analizzato. Se si osserva un numero sufficiente di partite nello schema di gioco, si inizia a riconoscere il piano generale.

Penso che l’elemento chiave su cui basare una previsione per il futuro ci sia offerto da un fatto recente che coinvolge la Conferenza Episcopale Italiana. Ricordo che la CEI è una Conferenza Episcopale che papa Francesco ha acquisito con metodi non propriamente ortodossi, nominandovi un Prelato di sua fiducia e rendendo così la CEI una filiale interamente posseduta dalla Bergoglio SpA.

Qualche settimana fa, durante un raduno della CEI, un Vescovo è intervenuto (ovviamente con l’approvazione bergogliana) per attaccare il Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto. Ha sostenuto la posizione, contraria a quella di Papa Benedetto XVI, che la Messa tradizionale è stata abrogata e che papa Benedetto è partito da false premesse e che il Summorum Pontificum dovrebbe quindi essere abrogato.

Mons. Redaelli, vescovo di Gorizia (che sappiamo aver conseguito la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana) ha affermato che il Vecchio Messale di Giovanni XXIII era stato abrogato da Paolo VI (e questo contrariamente a quanto dichiarato da Benedetto XVI nel Motu Proprio) e quindi il Summorum Pontificum, poiché le premesse legali da cui parte sono errate, è inefficace nella parte in cui afferma la continuità di validità dell’antico Messale e riconosce il suo immutato vigore al presente. Per questo motivo, il Motu Proprio sarebbe un «non senso» giuridico e la liturgia tridentina non sarebbe stata legittimamente ristabilita dal Motu Proprio e non dovrebbe essere considerata liberalizzata.

Ciò che è necessario capire è in particolare cosa ha fatto il Summorum Pontificum e perché lo vogliano toglier di mezzo, alla luce di tutto ciò che abbiamo già discusso. Innanzitutto, notiamo che in Italia la Messa antica non rappresenta un problema: se ne può trovarne una in quasi tutte le grandi città e sono organizzate da gruppi dedicati ad esso: la Fraternità San Pietro, l’Istituto di Cristo Re e la Fraternità San Pio X. Il numero delle Messe tridentine celebrate da sacerdoti diocesani in Italia è molto basso, quindi perché dovrebbero preoccuparsene? Si preoccupano a causa di ciò che specificamente ha fatto il Summorum Pontificum: ratificare il diritto per qualsiasi sacerdote di dire la Messa tradizionale SENZA permesso del Vescovo o di Roma. Questo è ciò che deve essere eliminato. Questa è una via di fuga che non possono tollerare.

Il titolo di questa serie di articoli è Provocare lo scisma. Come si trasforma uno scisma de facto in uno reale? Come fai a mettere i fedeli cattolici fuori dalla Chiesa, facendoli considerare scismatici? Per circondare il nemico, si devono chiudere tutte le vie di fuga. Occorre catturare il nemico, i cattolici tradizionalisti e i conservatori che hanno assunto la pillola rossa, concentrandoli tutti in un luogo dove si sentono più sicuri, prima di dargli la mazzata finale. Ma la mazzata è imminente.

Vogliono rimuovere il diritto individuale dei sacerdoti di celebrare la Messa tradizionale in modo che possiamo ottenere la Messa solo dalle loro fonti approvate. Qualche anno fa, quando sembrava che il Vaticano fosse vicino alla riconciliazione con la Fraternità San Pio X, circolava la voce che se ciò fosse accaduto, tutte le comunità della Messa tradizionale sarebbero state fatte confluire sotto la Fraternità, così che essa sarebbe stata l’unica cui rivolgersi per avere la Messa tridentina. La Fraternità era destinata ad essere il vasetto di miele, il luogo in cui riunire tutti i recalcitranti sotto lo stesso tetto, dove farli stare in attesa della mazzata finale. La Fraternità San Pio X non si è lasciata ingannare, ma credo che il piano rimanga lo stesso.

Credo che intendano abolire il Summorum Pontificum e il diritto individuale dei sacerdoti a dire la Messa e far convergere tutti i Cattolici tradizionali in una o poche fonti approvate, forse la Fraternità San Pietro e l’Istituto di Cristo Re o qualche altra entità creata dalla Commissione Ecclesia Dei, laddove non sia possibile chiudere l’affare con la Fraternità San Pio X.

Nel prossimo capitolo analizzerò cosa potrebbe accadere, una volta che ci avranno raccolti tutti in uno stesso posto e cercheranno di rendere reale lo scisma.

- Sequitur -

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