Riflessioni sull'indole eversiva del Pontificato di Jorge Mario Bergoglio



Al di là del fatto che si possa dimostrare che Bergoglio è eretico materiale o formale, o che abbia favorito l'eresia, il risultato è che la Chiesa stessa, come istituzione, è stata esposta dinanzi al mondo ad una gravissima umiliazione, sicché essa si trova oggi ad esser meno credibile ed autorevole, non solo rispetto alla contingenza momentanea, ma anche in tutto il suo millenario insegnamento. E  con essa il Papato, che questo Papa ha de facto screditato non solo discostandosi dall'insegnamento tradizionale (o quantomeno lasciando credere di volerlo fare) ma anche con il proprio comportamento poco ponderato, scomposto, impulsivo, sciatto e non di rado indegno anche semplicemente di un ecclesiastico. 

Questo Papa è innegabilmente colpevole di aver umiliato la più alta autorità morale e religiosa, abbassando ed involgarendo il Vicario di Cristo al livello di un contestatore rivoluzionario privo di spiritualità, di saggezza, di cultura, di educazione e di decoro. Quello che scandalizza non solo i Cattolici, ma anche tanti acattolici, è vedere l'abisso che separa la ieratica figura di Pio XII - universalmente rispettato e venerato - dalla scomposta e macchiettistica figura di Francesco. Il quale ha dato prova di voler pervicacemente demitizzare il Papato con gesti plateali che tutto sono fuorché spontanei: il vestiario, la postura, il linguaggio, le sortite a Borgo Pio per andarsi a comprare le scarpe dal calzolaio, il voler saldare il conto dell'hotel tirando fuori il portafoglio, l'ostentazione nel portare con sé la borsa sull'aereo. Tutti comportamenti palesemente artefatti, parte di una pièce innaturale in cui si esalta la figura dell'argentino e si umilia quella del Romano Pontefice. 

Il magistero di Bergoglio è un esempio di questa decostruzione del Papato: anche se non proferisse errori dottrinali, il suo atteggiamento disinvolto, la sua inclinazione all'improvvisazione, al parlare a braccio sarebbero sufficienti per dimostrare l'infimo concetto ch'egli ha circa il ruolo di Vicario di Cristo. Ché se davvero fosse consapevole della propria funzione, e comprendesse che essa non si esercita in maniera individualistica ma in coerenza e continuità con i Predecessori, non potrebbe comportarsi con tanta avventata impulsività, con quella indole all'improvvisazione teatrale che sconcerta l'interlocutore e pone i suoi collaboratori in grave imbarazzo, specialmente laddove le infrazioni al protocollo portano con sé una innegabile valenza simbolica.

E più che di decostruzione o di demitizzazione del Papato parlerei di vera e propria demolizione, perseguita con tetragona ostinazione fin nelle cose più insignificanti: dai pantaloni che sbucano sotto la talare alla repulsione per le vesti papali, dal linguaggio confidenziale ch'egli usa coi suoi amici invitati al desco di Santa Marta alla malcelata insofferenza verso tutto ciò che fa parte delle norme del vivere civile, dell'etichetta, del protocollo. Poiché è fin troppo evidente che Bergoglio non accetta di riconoscersi - in quanto Papa - vincolato e sottomesso non solo alla dottrina ed alla morale della Chiesa cui egli presiede, ma nemmeno alle più basilari regole della vita sociale, le quali ordinano gerarchicamente ruoli e funzioni tanto di chi è costituito in autorità quanto di chi di essa è suddito. Sembra infatti che Francesco non voglia accettare di dover conformare la sua persona al ruolo che ricopre, costringendo viceversa quel ruolo nei suoi imbarazzanti e scomposti personalismi. E si direbbe che in quest'opera di vandalizzazione della figura del Pontefice egli provi una soddisfazione ed un compiacimento impagabili. 

Questa prassi, va detto, fu peraltro inaugurata da Paolo VI, pur a livelli ben più alti, ma sempre in ispirito di rottura con i Predecessori, a partire dalla deposizione della tiara fino alla rinunzia al catafalco in occasione delle proprie esequie: gesti demagogici che svelavano un egocentrismo completamente opposto alla presunta umiltà delle intenzioni; e venne consolidata da Giovanni Paolo II, che lasciava spesso emergere la sua giovanile vocazione di attore con gesti all'epoca sconcertanti: ricordiamo tutti i suoi cappelli stravaganti, l'imitazione di Charlie Chaplin, il bacio del suolo all'atterraggio dell'aereo papale, il segno di Shiva ricevuto in fronte, le danze tribali durante le funzioni ecc. Ma quello che nel Papa polacco poteva suonare come un modo per mostrarsi umano, nel Papa argentino pare piuttosto finalizzato alla deliberata presa in giro, alla volontà di sconcertare e scandalizzare, ad un protagonismo distruttivo nel quale il Sommo Pontefice è messo in ridicolo proprio da colui che ne riveste il ruolo. Quasi ammiccando al mondo, anzi alla sua parte peggiore, a chi nel mondo vede nel Papato il baluardo da abbattere come indispensabile premessa per l'instaurazione del regno dell'Anticristo. Ed è importante notare che Bergoglio si pone non tanto come capo della Chiesa, ma come profeta del mondo, suo principale - se non unico - interlocutore nel prestare basi pseudo-dottrinali al mondialismo massonico, all'irenismo ecumenico, alle istanze degli ambientalisti. 

La stessa inconsistenza dottrinale del magistero di Bergoglio, la scandalosa rozzezza dell'eloquio, l'uso di un linguaggio colloquiale farcito di espressioni e figure retoriche poverissime avviliscono drammaticamente il contenuto degli insegnamenti papali, banalizzando con irriverenza i dogmi più santi, le verità più alte della Fede. Sentir parlare Bergoglio della Vergine o della Santissima Trinità lascia intuire non solo un'assoluta mancanza di spiritualità, ma anche un'indifferenza per il sacro, anzi direi quasi un'insofferenza per tutto ciò che in quanto sacro va trattato con rispetto e timore. Il che si traduce in una contagiosa abitudine alla banalizzazione che si propaga alla Gerarchia, al Clero e ai fedeli. Se il Papa non rimanesse ostinatamente in piedi dinanzi all'Augusto Sacramento, molti sacerdoti e moltissimi fedeli non sarebbero indotti a pensare che con quel gesto il Papa voglia comunicare qualcosa di diverso rispetto a ciò che tutti i suoi Predecessori hanno insegnato. D'altra parte, quando Benedetto XVI comunicava i fedeli in ginocchio e sulla lingua egli impartiva un chiaro segnale: per quale motivo non dovremmo cogliere un implicito messaggio, nel vedere il Papa genuflesso davanti ai maomettani ma non davanti al Santissimo? Fingere di non cogliere questa indole rivoluzionaria, limitandosi semplicemente all'analisi delle proposizioni più o meno eretiche di Bergoglio, dimostra anzitutto un errore di valutazione. Poiché un Giovanni XXII, nel negare la visione beatifica delle anime immediatamente dopo la loro morte, non parlava a braccio, non vestiva con sciatteria, non abitava in un hotel pranzando con gli amici e ridendo sguaiatamente. 

Occorre rendersi conto che la carica eversiva di questo Pontificato risiede non solo nel contenuto degli insegnamenti impartiti, ma in tutta una serie di atteggiamenti, di modi di essere e di porsi, di equivoci astutamente insinuati che ottiene un risultato ben più distruttivo che non sentire il Papa, in manto e tiara, che con chiarezza nega un dogma cattolico. In quel caso sarebbe relativamente semplice porre il Pontefice dinanzi alle proprie responsabilità, ed egli avrebbe probabilmente la lealtà di confrontarsi e rispondere ed argomentare. Ma con Bergoglio - come con tutti i modernisti - è non solo impossibile, ma anche inutile cercare chiarezza, dal momento che la cifra distintiva dell'eresia modernista è proprio la dissimulazione. Se il luterano impugna la Presenza Reale, il modernista sostiene di affermarla, ma con un altro significato che la snatura, usando termini vaghi ed imprecisi, rifiutandosi di ricorrere alla terminologia propria alla disputa teologica, cercando di insinuare l'errore senza mai formularlo chiaramente. 

Occorre tener presente che il danno maggiore di questo Pontificato non risiede solo nell'allontanamento dall'ortodossia, ma nell'aver irreparabilmente screditato il Papato agli occhi dei fedeli e del mondo, per i quali d'ora in poi qualsiasi cosa dica un Papa, verrà derisa o considerata al pari delle boutades di Bergoglio. Il quale, proprio dal Soglio più alto, è riuscito a cancellare la sacralità del Romano Pontefice, abbassandolo al livello del volgo. Un'opera in cui non erano riusciti nemmeno i più acerrimi nemici della Chiesa.


Commenti

  1. Mai parole furono più condivise!

    Dal testo di Frére Michèle de la Trés Sainte Trinité (del 1985) dove ricostruisce nella sua monumentale opera su Fatima (1'500 pagine) quale potrebbe essere la parte mancante del testo da rivelare nel 1960.

    "Nel Portogallo si conserverà sempre il dogma della Fede, in tutto il mondo la Fede andrà persa, ed i pastori della Chiesa mancheranno gravemente nei doveri dei loro uffici. Le anime consacrate ed i fedeli in gran numero saranno ovunque sedotti da errori perniciosi, sarà il momento della lotta decisiva tra la Vergine e il Diavolo. Un'ondata di disorientamento diabolico spazzerà il mondo. Nel più alto vertice della Chiesa gli spiriti saranno ottenebrati, i cuori dei pastori induriti, perché Dio li ha consegnati a se stessi in punizione del rifiuto di obbedire alle richieste del mio Cuore Immacolato. Vescovi contro Vescovi, Cardinali contro Cardinali. È la Grande Apostasia annunciata per gli ultimi tempi, con il falso profeta che tradisce la Chiesa a beneficio della Bestia, secondo la profezia dell’Apocalisse. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà, il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà dato al mondo un tempo di pace. Questo non lo dite a nessuno (tranne a Francesco)”.

    Vero? non vero? Padre Malachi Martin (che si rifiutò sempre di celebrare nel novus horror) confermò alla sua ultima intervista all'Art Bell Show che la definizione "un falso Papa, sotto il controllo di satana" era presente nel testo del segreto...

    Ringraziamo nostro Signore Gesù Cristo per averci dato questa grazia immeritata di fedeltà alla Sua Santa Chiesa e per averci dato ancora santi pastori fedeli al Magistero ed alla Dottrina di sempre.

    Ave Maria

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  2. Fin da quel primo "buonasera" ho pensato che questo pontificato avrebbe assunto toni diversi,dissacratori,indegni del vicario di Cristo.L'articolo fotografa una siffatta situazione e, purtroppo,per molti è qualcosa di meritorio ,un modo di atteggiarsi più vicino alla gente e al sentire della gente .Il resto,sul piano dottrinale, non ha bisogno di commenti.

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    1. E dopo il "buonasera", il suo "saluto"...quel braccio mosso solo in senso orizzontale...
      (che mi procura un disgustoso senso di amarezza).

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  3. Ha fotografato la situazione reale di questo vescovo di Roma. Non bisogna aggiungere altro, complimenti.

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  4. I più acerrimi nemici della Chiesa sono dentro di Essa -ufficialmente- dal 1970 con il Memorandum di Intesa con "le principali tendenze del giudaismo contemporaneo, come pure i suoi più importanti gruppi geografici".
    Ufficiosamente, attraverso il Segretariato per la promozione della unità dei cristiani introdotto con il vaticano secondo su suggerimento dei suddetti.
    Risalendo, troviamo il Movimento Ecumenico e -guarda caso- sono proprio esponenti del movimento ecumenico che guideranno la commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo, spina dorsale del Segretariato per la promozione della unità dei cristiani.
    Risalendo troviamo il congresso sionista di Basilea in cui è stata posta la messianicità dei suddetti dai suddetti per cui bisognava escludere la messianicità di Gesù Cristo , quindi la Sua rapprensentanza in terra.
    Bergoglio NO, chiesa conciliare SI. Figuriamoci se i "suddetti" vogliono perdere la posizione acquisita -il riconoscimento di Israele come Stato nel contesto giuridico internazionale da parte della chiesa ma non solo, anche l'adozione della sua politica globalista -è o non è un "popolo messianico"? - attraverso dicasteri creati ad hoc.
    Questa -bergoglio no, chiesa conciliare sì- è politica.
    Nella missione della Chiesa rientra il far politica......? Mi piacerebbe
    come fedele ostinata anche se piccola e immeritevole,che mi si desse una risposta autorevole ed esaustiva.

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  5. Ma se uno avesse l'ardire di sospettare che, ancora una volta, (come duemila anni fa), "qualcuno" voglia "liberarsi" di Cristo e della Sua Verità, con le stesse (e più evolute) modalità di allora, mescolandosi tra i suoi...ascoltando...spiando...(ricattando)...logorando dall'interno...corrompendo (...è nella natura umana...), per un progetto "tutto d'uomo", di un mondo senza più radici?... Se fosse colto da questa idea, chiedo...farebbe peccato?

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  6. Miri chiede che le sia permesso di esprimere altre due osservazioni :

    Bergoglio è stato eletto e , dati i suoi atti precedenti che NON DOVEVANO essere ignorati dai cardinali elettori, significa che la chiesa era già orientata sulle di lui posizioni. Il coddetto "mondialismo massonico" aveva già preso posizione nella Curia e nella cristianità di base.Questa avrebbe potuto accettare un bergoglio dopo un Pio XII?

    Inoltre:

    le eresie non sono aure o spifferi ma sono parto sì di tendenze ma di cui qualcuno con nome e cognome si è fatto epigono.

    Si dà colpa della crisi della Chiesa a un "modernismo massonico".
    Eppure le decisioni sul corso che debba prendere la Dottrina e il "modo" con cui presentarla, (dolosamente!), sono state prese da uomini di cui si conoscono i nomi attraverso documenti sortiti dalle
    riunioni -ufficiali- congiunte fra la "chiesa cattolica" e l' IJCIC.

    Mi chiedo ancora se sia compito della chiesa di accodarsi al nuovo corso che ha preso il sionismo. Se cioè dobbiamo dirci cristiano-sionisti.
    Io penso che siano cose da lasciarsi alla politica.
    La Chiesa non dovrebbe smuoversi dall'annuncio della Regalità di Cristo.


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  7. Traggo spunto dalla tragica domanda che pone Luxveniente: dico,

    può la Chiesa -UNA e Santa - indurre i fedeli ad un simile travaglio? Sì, travaglio?

    Il peccato lo fanno coloro che si ostinano a dire che la chiesa conciliare così generatasi sul DNA dei rapporti- detti religiosi - con l'ebraismo sia LA Chiesa , ingenerando nei fedeli consapevoli l'inquietudine che palesa Luxveniente.
    D'altra parte - come diceva qualcuno- quando il generale manca, tocca ai soldati prender posizione......

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  8. Sembra proprio che il Vaticano e la Chiesa ex Cattolica tutta abbiano mosso guerra a Salvini, lo vogliano morto (politicamente, s’intende): sono usciti allo scoperto, senza alcun pudore né vergogna, a fianco dei massoni mondialisti e globalisti, dei poteri forti che vogliono imporci a tutti i costi la loro scellerata linea politica, fatta di cancellazione di Cristo dalla vita pubblica, di sostituzione etnica, sociale, culturale e religiosa dell’Italia e del’Europa, con masse immani di afroasiatici musulmani, per dar vita ad un meticciato di mano d’ora a costo zero, o quasi (azzerando cosi decenni di conquiste sociali per le classi lavoratrici europee), di imposizione di tutte le peggiori perversioni sessuali e delle false famiglie con reati assurdi creati ad hoc, transfobia, omofobia, ed altre scempiaggini partorite dalla loro mente bacata (cfr http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2509_Catholicus_Mente_contorta_dei_modernisti.html
    https://apostatisidiventa.blogspot.com/2018/06/una-realta-che-esiste-solo-nella-loro.html
    http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/archivi/archivio-articoli-la-caverna-di-platone/6021-una-mente-contorta ).
    Quella di domenica prossima è una chiamata alle armi (della democrazia), come all’epoca di Lepanto o dell’assedio ottomano di Vienna, anche se oggi non abbiamo al fianco un San Pio V ed un Marco D’Aviano, ragion per cui urge allertare tutti i nostri parenti, amici e conoscenti, dato che serve l’aiuto di tutti per sconfiggere le sinistre e il Vaticano massone, mondialista, anticristiano.

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  9. Articolo perfetto . Bergoglio fa lo Yorick , il Rigoletto , il Crozza del Papato per distruggerlo .

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