CORRUPTIO OPTIMI PESSIMA - Un parallelo inquietante circa il comportamento dell’Autorità

By Cesare Baronio - martedì, marzo 24, 2020






Recordare, Domine, testamenti tui, et dic Angelo percutienti:
Cesset jam manus tua, et non desoletur terra,
et ne perdas omnem animam viventem.

2 Reg. 24, 16


Il diffondersi della pandemia in tutto il mondo mi induce a formulare alcune riflessioni: esse vanno ad aggiungersi ad altre precedenti e agli interessanti contributi di molti osservatori degli eventi cui assistiamo, quasi impotenti, in questi giorni. Il Lettore vorrà quindi accordarmi un po’ di tempo e seguire con attenzione quel che intendo condividere con lui.

Oggetto di queste considerazioni sarà il parallelo - che non esito a definire inquietante - che si può rilevare da parte dell’Autorità civile nei riguardi dei cittadini e dell’Autorità ecclesiastica verso i fedeli. Un comportamento apparentemente irresponsabile, e che a mio parere dev’essere altresì giudicato connivente ad un piano preordinato. Chi vi sia dietro a questo piano sarà facile intuirlo: per il momento vorrei soffermarmi sulla consentaneità dell’azione di Stato e Chiesa rispetto ad esso, e sulle conclusioni necessarie che da questo è doveroso trarre. 

Lo spunto del presente scritto mi viene dal lucido articolo Whistleblowers of Covid-19 and clerical sex abuse di Gene Thomas Gomulka, pubblicato ieri su Church Militant. L’aspetto più interessante di questo articolo risiede in un illuminante parallelo tra la sottovalutazione del virus da parte dei funzionari del Governo cinese e quella degli abusi sessuali da parte della Gerarchia cattolica: in entrambi i casi, il danno arrecato ai cittadini da un lato e ai fedeli dall’altro è stato comunque molto grave, e causato dal venir meno di quella ricerca del bonum commune che costituisce la ragione dell’esistenza stessa dell’Autorità: «Tutte le istituzioni potenti sembrano raggiungere un punto in cui lavorano piuttosto per proteggere se stesse che non le persone per le quali le istituzioni sono state create». Io non ritengo tuttavia che si tratti di una sottovalutazione, ma di un deliberato occultamento. 

Mi permetterei di aggiungere che l’esplodere della pandemia pare aver ulteriormente aggravato questa constatazione, al punto che si può affermare che le istituzioni sono giunte a sovvertire le finalità loro proprie, dimostrando di perseguire lo scopo opposto a quello che le legittima: i Governanti perseguono con sistematica efficacia il male dei cittadini, mentre la Gerarchia fa altrettanto sul fronte spirituale nei riguardi dei fedeli. É ormai evidente che queste istituzioni stanno vivendo una sorta di disturbo bipolare, secondo cui i loro vertici sono allo stesso tempo gli artefici della distruzione e i grotteschi autori di inefficaci rimedi ad essa. Pare insomma che chi detiene il potere operi per distruggerlo, chi è preposto a proteggere i membri della società sia lì per attaccarli, chi dovrebbe garantire il benessere materiale e morale dei sudditi si adoperi per ottenere quanto più possibile la loro dissoluzione economica, civile, sociale, politica, spirituale. E forse anche fisica. L’unica cosa che omette, è dircelo apertamente. 

Nello stesso soggetto sono compresenti - o meglio: sussistono, per usare un’espressione quantomai appropriata - l’autorità legittima dell’istituzione e l’abuso del potere di chi quell’istituzione rappresenta ed incarna hic et nunc, tanto nella sfera civile quanto nella sfera ecclesiastica. Nello stesso soggetto, ripeto: in colui che detiene gli strumenti per esser obbedito anche con la forza delle leggi, delle sanzioni e delle armi, ma che abusa dell’autorità usurpata e degli strumenti ch’essa gli offre.

Non voglio soffermarmi sull’aspetto teorico di questo sovvertimento diventato ormai innegabile: discettare sulla legittimità del comportamento di chi detiene l’Autorità sarà materia di speculazione futura, a guerra finita. Quel che è indispensabile è comprendere la gravità inaudita della situazione presente per potervisi opporre con tutti gli strumenti di cui il suddito dispone. Poiché ormai è pure evidente che l’ossessionante ritornello democratico è totalmente inconsistente e sconfessato dai tiranni che, dopo aver rovesciato i legittimi sovrani in nome del popolo, si sono ben guardati dal consegnare al popolo il potere, riservandolo a sé con un’arroganza ed un’improntitudine che trova i suoi precedenti nelle epoche di maggior crisi politica e morale. 

Per renderci conto di questo sovvertimento globale è sufficiente dare uno sguardo alle cronache dei fatti più recenti, che rappresentano comunque l’epilogo di un processo costante e coerente in opera da decenni, se non da secoli. E se le Nazioni sono state attaccate per prime con la Rivoluzione, una non meno efficace rivoluzione ha travolto il corpo ecclesiale con quello che i suoi stessi protagonisti hanno definito significativamente come «il 1789 della Chiesa». Ancora una volta abbiamo sotto gli occhi gli effetti nefasti di un progetto a lungo termine, che «s’affretta e s’adopra di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba»: un’alba che il Cristiano sa esser certissima, ma che è preceduta da una notte oscura e terribile ormai alle porte. Il Lettore mi scuserà i toni apocalittici, ma credo che mai come in questi giorni ognuno di noi senta il peso opprimente di una minaccia che incombe maligna, che serpeggia indefinita ed invisibile come un virus.

Questo sdoppiamento del potere trova la sua manifestazione della grottesca farsa offerta da un Presidente del Consiglio che, dopo esser stato eletto in una già precaria alleanza tra Lega e Movimento Cinque Stelle miseramente naufragata, è stato riesumato dal Quirinale, senza elezioni, come espressione dello schieramento opposto, in cui lo stesso Movimento si è alleato con il Partito Democratico che fino alla vigilia combatteva. Parodia di homo novus che ha poi rivelato un penoso curriculum nelle retrovie della sinistra e del cattolicesimo progressista, l’Avvocato Conte ha dato prova - secondo alcuni - di totale inadeguatezza nella gestione dell’epidemia, tenendo al proprio fianco un personaggio assurto alla notorietà grazie ad uno dei più discutibili format televisivi, il Grande Fratello. Ma quella che apparentemente può esser considerata come la sciagurata incompetenza di un egocentrico senza capacità è altresì il frutto di una scelta strategica pianificata nei minimi dettagli, in cui l’inetto, l’inesperto, il vanesio occupa il posto cui è destinato non per un errore di valutazione, o per la soverchiante imprevedibilità di una sciagura presente, ma perché proprio quella inettitudine, quella mancanza di esperienza, quella vanità inane lo rendono perfetto per portare a compimento un programma stabilito fin nei minimi dettagli. Prendendo a prestito l’espressione che Aldo Maria Valli impiega nel qualificare per antifrasi le nomine di Prelati in seno ai vertici della Gerarchia, ci troviamo dinanzi all’uomo giusto al posto giusto. Poiché lo scopo del Presidente del Consiglio non è più quello per il quale esiste questa carica, ma il suo esatto contrario, ossia la distruzione del tessuto sociale, la rovina dell’economia nazionale, la diffusione del disordine tramite l’invasione di clandestini senza senso civico, senza rispetto delle leggi ed assolutamente alieni alla nostra cultura e religione e - non ultima - la propagazione dell’epidemia come strumento grazie al quale rendere inevitabile la limitazione delle libertà dei cittadini, la loro schedatura col pretesto del vaccino reso obbligatorio e la totale sudditanza alla superiore tirannide europea, sotto il gioco politico ed economico franco-tedesco. 

E a sua volta quella infame sudditanza ad un’Unione Europea di burocrati senza volto al soldo dell’alta finanza e delle multinazionali è espressione di un governo mondiale che prelude all’instaurazione dell’Anticristo in modo così evidente, da seguire pedetemptim anche il marchio della Bestia di cui parla la Sacra Scrittura, oggi sponsorizzato dalla Bill Gates Foundation, peraltro teorizzatrice delle politiche di controllo delle nascite e promotrice delle vaccinazioni di massa. Un intrico di scandalosi legami tra politica, amministrazione pubblica, banche e società finanziarie, case farmaceutiche, informazione e propaganda che viene oggi chiamato deep state. 

É curioso che quello che fino a ieri veniva semplicisticamente liquidato proprio dalle élites come complottismo trovi conferma oggi nelle notizie che vanno diffondendosi su internet, specialmente dopo la rimozione degli algoritmi di censura di Google, i cui vertici si sono guarda caso dimessi proprio recentemente, assieme ad una miriade di altri CEO e Presidenti delle più importanti multinazionali mondiali. Così la conspiracy theory che screditava i suoi sostenitori qualificandoli come fanatici si va via via palesando ed è rafforzata dai dossier di Wikileaks e dai provvedimenti giudiziari cui sono sottoposti, in numero sempre maggiore, gli autori del complotto. 

Ma occorre ricordare che fu proprio Wikileaks a svelare, assieme ad altri scandali, lo scambio di email con cui Hillary Clinton e John Podesta teorizzavano una primavera della Chiesa che, dopo aver costretto Benedetto XVI alle dimissioni, riuscisse ad imporre l’elezione di un Papa gradito al mondialismo e a cambiare la Fede e la Morale adeguandole all’agenda massonica. Oggi vediamo che quel progetto, del quale superficialmente ridevano in molti, ha trovato la sua realizzazione puntuale in Jorge Mario Bergoglio, giunto con la Dichiarazione di Abu Dhabi a riconoscere la legittimità di tutte le religioni, con Amoris Laetitia la liceità dell’adulterio e del concubinato, con Querida Amazonia la deroga al Sacro Celibato e la possibilità di ammettere le donne agli Ordini Sacri. E con il Sinodo lo scandaloso, vergognoso e immondo culto dell’idolo della Madre Terra, tanto caro agli ambientalisti e alla cosiddetta Greta Inc.

Ed è evidente che la cosiddetta Mafia di San Gallo, composta da Prelati ben noti per le proprie posizioni ultraprogressiste - ammesse anche in pubblico e mai censurate dalla Santa Sede - non solo costituisce una conferma della terribile congiura contro la Chiesa ad opera dei suoi stessi vertici, ma non è estranea nemmeno al turpe intrico di vizi e ricatti e crimini che accomuna personaggi come il Card. McCarrick a tanti, tantissimi esponenti della politica, dell’alta finanza, delle multinazionali, della società civile, del mondo dello spettacolo e dell’informazione. Una vera e propria cloaca che va inesorabilmente scoperchiandosi grazie ad un’opera perseguita con tenacia da chi, in quelle stesse istituzioni, è rimasto onesto, fedele al giuramento prestato e - significativamente - animato da un ideale morale e spirituale. 

Ma torniamo alle miserie del nostro Paese. Abbiamo appreso, con dovizia di prove inequivocabili, che il Governo non solo era stato informato dai servizi di intelligence dell’imminente diffusione del Coronavirus, ma che con Delibera del 31 Gennaio aveva dichiarato lo stato di emergenza sanitaria, senza che alcun provvedimento venisse assunto per garantire né il blocco delle frontiere, né la fornitura di presidi sanitari in vista dell’epidemia, né l’allestimento di strutture ospedaliere per il ricovero dei contagiati, né la protezione dell’economia nazionale tramite la chiusura della Borsa per evitare speculazioni internazionali. Al contrario, abbiamo visto e sentito politici, personaggi pubblici, sedicenti esperti ed altre comparse della pièce deridere ed accusare di razzismo o fascismo chi, pur all’oscuro degli allarmi ancora tenuti nascosti, giustamente chiedeva tutele e provvedimenti efficaci. Abbiamo visto e sentito Conte rassicurare gli Italiani, salvo poi correre ai ripari - o piuttosto: fingere di farlo - promulgando vere e proprie gride contraddittorie, confuse, inefficaci e atte a seminare un senso di insicurezza e di panico tra i cittadini. Si sono fatti annunci di provvedimenti ancora non emanati, diffuse bozze di decreti di là da venire, tenute conferenze stampa in cui non si diceva nulla di utile. Si sono lasciati aperti i porti e gli aeroporti, le stazioni e i traghetti, e quando mezza Italia si era spostata lungo la Penisola si sono chiusi i negozi, gli uffici, le scuole, le chiese, gli stadi, i teatri, i musei. E in tutto questo caos si è lasciata crollare la Borsa, si sono promessi fondi ancora non disponibili, si sono lasciati i medici e gli infermieri senza mascherine e senza protezioni. Per giungere ad ottenere il risultato voluto: l’aver cioè creato scientemente le premesse per rendere inevitabile il ricorso al MES, il Meccanismo di Stabilità Europeo, sulla falsariga di quanto già avvenuto nel recente passato - con identiche modalità - in Grecia. Tema: come ottenere i risultati di una guerra senza usare le armi. Svolgimento. 

Chi osservasse lo svolgersi dei fatti in modo imparziale e scientifico dovrebbe riconoscere che le iniziative prese dal Governo, nella totale latitanza del Presidente della Repubblica e dell’Unione Europea, acquista una sua logica solo se si parte dal presupposto che esse siano state programmate esattamente in questo modo e per ottenere esattamente questo risultato: una Nazione confinata in casa, il blocco delle attività produttive e commerciali, l’aggressione finanziaria da parte di speculatori internazionali, l’assoggettamento dell’Italia ai vincoli economici della Troika, il controllo delle masse addirittura con l’intercettazione dei cellulari e delle carte di credito e l’uso di droni, la militarizzazione del territorio, la liberazione dei detenuti dalle carceri e, per finire, lo spadroneggiare di orde incontrollabili di immigrati clandestini nelle città ormai deserte, per conseguire il quale la stessa Unione Europea ha raccomandato che le frontiere fossero chiuse a tutti, fuorché a costoro. 

Ovviamente vi sono stati i profeti di sventura, gli allarmisti, i fascisti come Salvini, Meloni, Bagnai, Borghi ed altri che hanno gridato al tradimento, inascoltati Laocoonti mentre si brindava lungo il Naviglio, si abbracciavano i Cinesi, si postavano selfie con gli involtini primavera, si scaricavano carrettate di profughi senza controlli con l’incoraggiamento di Santa Marta. Ma chi lanciava l’allarme - deplorato da chi oggi latita terrorizzato e si rivolge alle cliniche private dopo aver distrutto la sanità pubblica - ricorda in questo angosciante parallelo altri Laocoonti in filettata, che non dissimile allarme lanciarono per la Chiesa, all’interno della Chiesa, denunciando un’epidemia ben più grave. Faccio notare ancora una volta l’analogia tra Stato e Chiesa perché mi pare che sia ormai innegabile non solo nei principi generali, ma anche nei provvedimenti specifici. 

Sconcerta che, dinanzi all’epidemia, la Gerarchia di tutto il mondo - chiaramente sull’esempio emblematico della Sede Apostolica - si sia prodigata nell’assecondare, ed anzi quasi nell’anticipare questa corsa ai ripari proibendo la celebrazione pubblica delle funzioni in tutte le chiese, con la immediata conseguenza di privare i fedeli del necessario, indispensabile soccorso dei Sacramenti proprio nel momento di maggior bisogno. Come scrivevo in un mio articolo precedente, abbiamo avuto l’impressione che questa decisione possa esser paragonata ad una vera e propria diserzione di massa della Gerarchia, lasciando basso Clero e fedeli senza le loro guide: «E se è considerato indegno un medico che neghi l’epidemia ed anzi la propaghi, cosa si dovrà pensare del medico dell’anima che tace dinanzi alla peste morale, si adopra per diffonderla tra quanti ricorrono a lui e che chiude non uno, ma tutti gli ospedali?» 

L’atteggiamento dell’Episcopato italiano (e non solo) si qualifica da sé, se solo lo si compara con quanto fecero i Sacri Pastori del passato in presenza di epidemie e pestilenze. Senza mai sottovalutare i pericoli concreti di contagio, ma anzi considerando la peste come un flagello inflitto da Dio al Suo popolo per punirlo delle sue colpe, i Papi ed i Vescovi di una Chiesa ch’era ancora Cattolica chiamavano alla penitenza e al digiuno il loro gregge, ed invocavano dal Cielo di risparmiarlo: Parce Domine! Parce populo tuo! E ai regnanti della terra intimavano, con l’autorità di Dio e sprezzando lo spirito del mondo, di inginocchiarsi anch’essi e riconoscere la divina Maestà offesa dai peccati del loro popolo. Voti solenni per implorare la cessazione della pestilenza fecero erigere i templi più belli, gli altari più fastosi, a testimonianza di una Fede non solo dei singoli, ma anche delle Nazioni, dei Re, dei Principi, dei Senati e dei Magistrati, delle Università e delle Corporazioni. 

Oggi ci siamo ridotti a dover guardare qualche sacerdote che celebra attraverso il computer, come mendicanti che scrutano dalle vetrine di un ristorante chi è seduto a tavola, ad immaginare non il profumo di una bistecca per illuderci di sfamarci, ma il Pane degli Angeli ch’è negato anche ai moribondi. I pochi che hanno la grazia di un sacerdote che li assista nel travaglio della morte non compensano i molti costretti a chieder perdono a Dio senza potersi confessare, a desiderare un Viatico che è lasciato chiuso nel tabernacolo. Onore ai buoni Ministri che mettono a repentaglio la propria vita per non tradire il mandato ricevuto il giorno della loro Ordinazione; ma vergogna, mille volte vergogna per i Vescovi che temono più la morte corporale di quella dell’anima. Discedite a me maledicti in ignem aeternum, qui paratus est diabolo, et angelis ejus: esurivi enim, et non dedistis mihi manducare: sitivi, et non dedistis mihi potum. […] Amen dico vobis: Quamdiu non fecistis uni de minoribus his, nec mihi fecistis.(Mt 25, 41-42 e 45)

Maledetti, sì. Maledetti perché se è importante il pane che nutre il corpo, è ben più importante e necessario il Pane eucaristico che nutre l’anima e la fortifica nel momento della prova; se è importante l’acqua che bagna le labbra inaridite, ben più dissetante è la parola del sacerdote che assolve l’anima, la consolazione della sua mano che benedice. 

Ed ancor più maledetti perché temete il carcere inflitto dai potenti della terra, ma non la dannazione eterna; perché vi prostrate ad adorare l’idolo immondo della Pachamama e osate affermare che la terra si vendica, mentre negate a Dio il diritto di far Giustizia e insieme Misericordia, tacciando di paganesimo i Prelati che invece ribadiscono quel che la Chiesa ha sempre insegnato, anche nella sua liturgia, a proposito dei flagelli. «Incendi, terremoti... la natura sta mostrando la sua collera in modo che ci prendiamo cura di lei»: non sono le parole di uno stregone dell’Amazzonia, né i farneticamenti di uno sciamano adoratore del vento e della folgore, ma quanto ha affermato colui che siede sul Soglio del Principe degli Apostoli. E costui, nel delirio dell’hybris più sciagurata, lungi dal chieder perdono per il sacrilegio compiuto nella Basilica Vaticana, si innalza ebbro di notorietà nella deserta piazza di San Pietro, novello Simon Mago: «Ho speranza nell’umanità, negli uomini e nelle donne, ho speranza nelle nazioni. Sono molto fiducioso. Persone che trarranno lezioni da questa crisi per ripensare la propria vita». Non una volta ha parlato di Dio, dei peccati pubblici, del vizio eretto a modello, né dei sacrifici umani che, nel blocco totale delle attività di tutto il pianeta, continuano ad esser offerti nelle cliniche in cui si abortisce, in cui bambini innocenti sono smembrati ed uccisi senza che costui si senta in dovere di condannare questo massacro. E se in Laudato si’ egli chiede di ascoltare «il grido della terra e il grido dei poveri», chi ascolterà il grido dei piccoli e degli indifesi? la sua Pachamama? l’ONU, intorno alla quale scodinzola, sperando di rimediare la presidenza della Religione dell’Umanità? 

E di nuovo: dobbiamo credere che questi gerarchi, che stanno alla Chiesa di Cristo come Conte sta alla Repubblica Italiana, siano lì per il bene dei fedeli? Che siano divorati dallo zelo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime? No: essi sono parte integrante della Sinagoga di Satana, ed allo stesso tempo siedono come capi della Chiesa, loro nemica giurata, che umiliano e demoliscono con la sola loro presenza. 

Ma mentre nella cosa pubblica vi è chi sta muovendosi per combattere l’invisible enemy che infesta il mondo, nella compagine ecclesiastica non sembra esservi ancora alcuno che osi opporsi energicamente alla dittatura che unisce - rispondendo costoro allo stesso infernale mandante - deep state e deep church. 

Ci apprestiamo a combattere una guerra epocale contro chi schiera carri armati e portaerei, ma lo facciamo con la fionda, quando potremmo disporre - se solo lo volessimo - dell’arma invincibile della Grazia di Dio. Un esercito terreno non è nulla, in confronto alle milizie celesti alla guida dell’Arcangelo Michele; nulla, se paragonato alle falangi terribili che militano sotto il manto della Regina delle Vittorie. Rivolgiamoci a loro, a loro chiediamo di suscitare santi governanti e santi Pastori, perché ci attende una battaglia tremenda, ma la cui vittoria è già scritta.


24 Marzo 2020
San Gabriele Arcangelo
Vigilia dell’Annunciazione di Maria Santissima




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5 commenti

  1. Condivido quasi in toto questo ampio e illuminante articolo tranne quando afferma che nessuno all'interno della Chiesa si erge per denunciare la grande menzogna. Don Alessandro Maria Minutella non ha mai smesso di affermare la Verità di Cristo senza aggiungere nulla di suo. La cosa strabiliante è che sembra non esistere, mentre tutti gli addetti alle istituzioni ecclesiastiche sanno benissimo che esiste. Io povero cristiano, costretto dalla necessità, il silenzio di chi dovrebbe essermi madre e maestra, ho cercato e ho trovato conforto nel suo operare pastorale ancor prima che gli strali maledetti della censura della falsa chiesa lo colpissero; ho parlato della mia esperienza perché fosse chiaro che una voce vera e cattolica esiste.

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  2. Concordo, il 1789 e' uno spartiacque e se vogliamo l'89 la fine del paese dei balocchi per il popolino che stava imborghesendo troppo. Non praevalebunt.

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  3. Si ma come Don Minutella ce ne vorrebbero altri 100....1000....dalle mie parti non ne vedo neanche uno.Tutti i parroci spariti finanche i monaci...

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  4. Il diciannove dicembre dell'anno scorso, inorridita da "la Madonna ha meticciato Dio", inviai al mio parroco una mail accorata in cui gli dicevo che poteva esser cristiano paventare che il Figlio di quella Madre, sdegnato da blasfemie e sacrilegi, si fosse adirato e che, piuttosto che pregare per le intenzioni di Bergoglio, fosse meglio pregare per lui e per il suo seguito.
    La risposta a quella mail, temo, sia arrivata. Ma non vedo un solo sacerdote che, "armato" dell'ostensorio, sia uscito in strada almeno a fare un giro intorno alla sua chiesa! E da quello che leggo e sento in giro, il rammarico dei reclusi va alla privazione dell'estetista e del bingo non certo a quella della Messa e dei Sacramenti. Ed io ho un nipotino di otto mesi non ancora battezzato. Però, è nato il 29 di agosto e a lui baderà il Precursore, nunc et semper.

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  5. Tout le monde l'a noté : le mamamouchi pachamamesque de Santa Marta a subitement cessé de faire le glorieux ; il se terre maintenant, comme un vieux blaireau au fond de son trou, attendant sans doute qu'Emma Bonino ou Eugenio Scalafari, ses grands amis, viennent lui donner à manger. Ou quelque frère de l'Immacolata réduit par lui à l'état séculier. Si c'est pas malheureux ! Allons, blaireau, un peu de fierté, sors de ton trou, que diable !

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