Dic mihi nomen tuum

Chi è Baronio? Un nom de plume, ovviamente. Lo pseudonimo di un cattolico che, nella finzione letteraria, ha voluto presentarsi come un monsignore un po' brontolone, irrimediabilmente conservatore, sinceramente animato da fedeltà a Santa Romana Chiesa. L'età conta poco, così come contano poco i dettagli sulla sua biografia - civile o ecclesiastica che sia - che non ha nulla di speciale. Così il benevolo Lettore vorrà perdonare se talvolta troverà dei riferimenti a fatti e circostanze che, nonostante sembrino lasciar intuire la sua identità, in realtà corrispondono ad un tempo dell'anima più che ad un computo anagrafico. Il dialogo nel parlatorio con una monaca, ad esempio, o la conversazione telefonica con un sacerdote di Curia, vogliono essere un'occasione per far riflettere, e non intendono in alcun modo fornire elementi che permettano di identificare questo o quel personaggio reale.

Qualcuno potrà osservare che lo pseudonimo è un modo un po' troppo comodo per denunciare errori e deviazioni della neo-chiesa, e che sarebbe preferibile se questo fantomatico Baronio usasse il proprio nome e cognome, mettendoci la faccia, come si usa dire. Ma l'uso dello pseudonimo in ambito letterario e giornalistico non è necessariamente indice di pavidità, come provano autorevoli precedenti. 

La scelta dell'anonimato è finalizzata a due scopi: il primo è anzitutto quello di evitare una notorietà personale che l'autore non merita e non desidera per sé, essendo già sufficientemente incline all'orgoglio; il secondo è di tenersi prudentemente al riparo dalle ritorsioni che già hanno colpito altri cattolici tradizionalisti. 

Baronio non ama gli elogi di chi apprezza quel che dice, né esser fatto oggetto degli strali di quanti viceversa non condividono le sue idee. Egli preferisce che i suoi pochi Lettori si limitino a leggere quel che ha da dire, valutando il contenuto dei suoi scritti senza lasciarsi influenzare dall'autore. E chi non è d'accordo con lui, avrà la bontà di contestarlo con argomentazioni valide, senza lanciare generiche accuse.

Inutile dire che il contenuto di questo blog intende costituire un commento a fatti pubblici, e che non vuole giudicare questioni private né ergersi ad arbitro del foro interno di chicchessia, di cui è giudice soltanto il Signore.

Si tenga anche presente che, qualora lo pseudonimo sia utilizzato in maniera tale da avere acquisito l'importanza del nome, cioè da rendere la persona riconoscibile pubblicamente, esso è tutelato dalla Legge al pari del nome anagrafico, ai sensi dell'articolo 9 del Codice Civile. L'uso dello pseudonimo, come dell'anonimato, è tutelato dalla Legge sul Diritto d'Autore. La stessa tutela accordata al nome viene quindi estesa anche allo pseudonimo: gli articoli di Cesare Baronio, pubblicati con questo pseudonimo, sono quindi proprietà dell'autore e per esser ripubblicati o riprodotti devono avere la sua approvazione, che può esser richiesta tramite email.